Imperia: cartelle Tari. Aumenti per centinaia di euro, monta la protesta. “Vergognoso in questo periodo di crisi”

Attualità Imperia

Cresce la protesta a Imperia per l’aumento della tassa sulla spazzatura.

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Monta la protesta a Imperia per l’aumento della tassa sulla spazzatura. Gli imperiesi stanno ricevendo in questi giorni le cartelle Tari, con aumenti che variano dal 10 al 20-25%. La categoria più colpita dagli aumenti è, paradossalmente, proprio quella dei commercianti, già alle prese con un drastico calo degli incassi per via delle chiusure forzate a causa dell’emergenza Covid.

L’aumento delle tariffe era stato approvato lo scorso 30 settembre nel corso di un consiglio comunale infuocato, tra mille polemiche, con la minoranza che aveva abbandonato l’aula. 

Imperia: cartelle Tari, cresce il malumore tra cittadini e commercianti

Tante le proteste, in particolar modo sui social, con centinaia di commenti. C’è chi denuncia aumenti di 50 euro, chi di 90 euro, chi di 100. Tra i commercianti serpeggia grande malumore per cartelle Tari da migliaia di euro. In tanti non sanno come pagarle, vista la crisi economica generata dall’emergenza Covid.

“Penso sia vergognoso in un momento come questo, di crisi, per tutti, dove la gente dovrebbe essere aiutata perché fa fatica ad arrivare a fine mese, bambini da far crescere e tutto il contorno – si legge sui social – trovarsi un aumento della tari di ben 44 euro in confronto all’anno scorso! Facciamo la raccolta differenziata e, se posso, ad esempio io non metto il bidone fuori solo per un sacchetto, ma solo se è pieno. Il riscontro per la differenziata lo trova solo il Comune a suo favore, ma noi poveri cittadini dobbiamo solo pagare, farla e accettare anche gli aumenti! È una vergogna!!”. 

“Vi è arrivato il saldo della TARI? – si legge ancora – E menomale che doveva diminuire! Io 95 Euro in più dell’anno scorso! 250 euro per una sola persona mi sembra esagerato. Mastelli in casa, sui terrazzi, negli androni, per le strade, e tutto per cosa? Per poi pagare più salata la bolletta? Differenziare è giusto, quello che non lo è è vedersi aumentare quello che doveva diminuire”.

 

 

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