Addio Amat, servizio idrico a Rivieracqua: l’intervento di Imperia di Tutti. “Tappa importante, ma quanto si è speso per liquidare il socio privato?”

Imperia Politica

Roberto Saluzzo, consigliere comunale e capogruppo del Movimento politico Imperia di tutti Imperia per Tutti, unitamente alla coordinatrice Oltiana Dulluku, intervengono in merito al passaggio di Amat a Rivieracqua per la gestione del ciclo idrico di Imperia

Imperia: il servizio idrico passa a Rivieracqua. Parla Roberto Saluzzo

“E’ notizia di cronaca il concretizzarsi del tanto atteso passaggio di Amat a Rivieracqua nell’ottica di una gestione pubblica e unica del ciclo dell’acqua.

Dopo anni di interminabili querelle giudiziarie e politiche la notizia, una tappa importante di un cammino, quello verso l’acqua interamente pubblica, non può che essere salutata con favore da chi come noi ha sempre sostenuto la bontà di questo obiettivo. Sia in sede cittadina che provinciale ci siamo sempre battuti, con atti e fatti concreti e non solo a parole, per una gestione pubblica dell’acqua sull’intero territorio provinciale. Una gestione che rispetti l’esito del referendum con cui gli italiani hanno ribadito come un bene così prezioso non possa essere sottratto dalla gestione del pubblico; una gestione che risulti improntata all’efficienza, che preveda irrimandabili investimenti infrastrutturali e che tuteli e financo incrementi i profili occupazionali.

Se la notizia quindi di per se pare buona abbiamo però l’obbligo di approfondirne i termini che allo stato ci sfuggono in molti aspetti.

Vorremmo innanzitutto capire quante risorse economiche si sono rese necessarie per liquidare soci e asset privati e su chi gravi questo onere: gestore unico o forse i cittadini? E’ inoltre fondamentale poter comprendere se il nuovo corso sarà caratterizzato da una regia pubblica complessiva che preveda importanti investimenti su tutti i rami del ciclo integrato delle acque e che tuteli e incrementi l’occupazione salvaguardando e valorizzando le professionalità acquisite.

Al di là di facili slogan per vendere il “prodotto” riteniamo che a queste domande si debba rispondere in modo chiaro. Non tanto a noi quanto all’intera comunità cittadina”.