Imperia: “Io, accusato di essere un falso invalido, assolto dopo quattro anni di calvario giudiziario”. La storia di Oscar Capossela

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Condannato in Tribunale, a Imperia, a 2 anni e 6 mesi di carcere, dopo 4 anni di calvario giudiziario è stato assolto da tutte le accuse.

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Accusato di essere un falso invalido e di aver truffato l’Inail, condannato in Tribunale, a Imperia, a 2 anni e 6 mesi di carcere, dopo 4 anni di calvario giudiziario è stato assolto da tutte le accuse. E’ la storia di Oscar Capossela, 47 anni, di Bordighera.

Oscar Capossela: dall’incidente all’accusa di falsa invalidità

Oscar Capossela nel 2005 fu vittima di un grave incidente stradale, investito da un’auto pirata mentre era a bordo del proprio scooter. A seguito del sinistro, gli venne diagnosticata una paraplegia agli arti inferiori e, sulla base della documentazione sanitaria prodotta, fu riconosciuto vittima di infortunio sul lavoro, in quanto l’incidente avvenuto nell’intento di recarsi sul posto di lavoro.

Nel 2012 Capossela venne denunciato da tre donne. “E’ un falso invalido”. La Magistratura di Imperia avviò un’inchiesta, affidata alla Guardia di Finanza, contestando a Capossela sia la dinamica dell’incidente stradale, ricondotta a una caduta accidentale, senza responsabilità di terzi, sia lo stato di invalidità (sulla base di varie testimonianze).

La Procura contestò anche la falsificazione delle certificazioni e degli esami medici, sequestrando a Capossela conti correnti e un appartamento.

Al termine del processo di primo grado, in Tribunale a Imperia, sentiti i testimoni, Capossela venne condannato, nel giugno 2016, a 2 anni e 6 mesi di carcere per truffa e falso.

Un verdetto ribaltato dalla Corte d’Appello, con l’assoluzione, nel giugno del 2019. Il motivo? Le testimonianze dell’accusa non sono risultate credibili, i certificati medici hanno confermato lo stato di invalidità. Nel 2020 la pronuncia definitiva della Cassazione, che ha cancellato anche l’ultima contestazione rimasta in piedi, un’accusa di falso per un documento presentato all’Inail e ritenuto contraffatto.

Oscar, che si è visto riconsegnare l’appartamento e i conti coorenti sequestrati, ha fatto causa all’Inail, per ottenere un risarcimento danni, e per vedersi riconoscere le somme non percepite dal 2013, assistito dagli avvocati Carlo Ruffoni e Maria Cristina Guadagnoli, e sta valutando, con i suoi legali, una denuncia per calunnia verso chi lo accusò di essere un falso invalido.

Assolto dopo 4 anni di calvario giudiziario, parla Oscar Capossela

“Dopo 4 anni di lunghissimo calvario, che non auguro a nessuno, mi ritengo molto soddisfatto perché ho sempre creduto nella giustiziaracconta Capossela a ImperiaPost – La vicenda che mi ha colpito a livello processuale è stata veramente drammatica, ma soprattutto personale, come uomo e anche come disabile, e ad onor del vero, ho trovato grande differenza, sia umana che di accanimento, nel rappresentati della Giustizia della pubblica accusa.

Ho cambiato difesa dopo il primo grado, nominando l’avvocato Maria Montemagno del foro di Genova che con moltissima umanità, grinta e professionalità è riuscita a ridarmi la fiducia che avevo quasi perso nella Giustizia. Ho riposto in lei sin da subito massima fiducia, perché ha creduto nella mia causa così da poter tecnicamente battagliare in Corte D’Appello a Genova, dove abbiamo ottenuto l’assoluzione con formula piena perchè perché il fatto non sussiste, l’esclusione del risarcimento del danno, richiesto dalla parte civile, e il dissequestro immediato dei beni che mi avevano ingiustamente sequestrato preventivamente.

L’avvocato Maria Montemagno mi ha seguito anche in Corte di Cassazione a Roma, ottenendo l’assoluzione in formula piena perchè il fatto non sussiste. Ringrazio tutti coloro che in questi anni mi hanno supportato e sopportato in questo lunghissimo calvario.

Ringrazio in particolar modo tutti i miei carissimi amici che mi hanno donato il loro affetto e sostegno. Ringrazio anche coloro che mi hanno fatto del male, perchè da loro ho avuto la consapevolezza e la forza in più di combattere per me e per chi al posto mio non ce l’avrebbe mai fatta, perchè sappiatelo sempre, il bene sconfiggerà sempre il male. 

Un ringraziamento speciale va a mio figlio e a mia madre che hanno sempre donato la loro serenità e il loro sorriso anche in questo lunghissimo calvario. Oggi mia mamma, osservandomi dal Paradiso, sono sicuro che sarà fiera di me. Un forza e coraggio a tutti coloro che in questo momento di terribile pandemia, stanno soffrendo per loro e per i loro cari”.

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