“Io, bloccato in Brasile per il Covid”: l’odissea dell’imperiese Roberto. “Regnano incertezza e confusione, sono molto preoccupato” / La storia

Coronavirus Storie

Per via dell’emergenza covid il volo di ritorno previsto per il 12 febbraio è stato annullato.

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“Sono veramente preoccupato, regnano l’incertezza e la confusione. Dovrò sostenere importanti spese per prolungare la mia permanenza qui che mi metteranno in grave difficoltà”. Così l’imperiese Roberto Ferro racconta l’odissea che sta vivendo per riuscire a far rientro in Italia dal Brasile, dove si è recato lo scorso 24 gennaio per ricongiungersi con suo figlio. 

Per via dell‘emergenza covid, infatti, il suo volo di ritorno previsto per il 12 febbraio è stato annullato ed è iniziata la ricerca di un altro aereo disponibile. La data prevista ora è per il 25 febbraio, ma il timore è che questa venga ulteriormente rinviata.

Imperia: la storia di Roberto Ferro, bloccato in Brasile

Come mai si trova in Brasile attualmente e da quanto tempo?

“Specifico subito che il mio viaggio non è stato per diletto, ma è derivato dalla necessità di un ricongiungimento familiare con mio figlio minorenne che vive qui in Brasile (i dettagli non vengono specificati per motivi di privacy, ndr) e che non vedevo da un anno per via del Covid.

Al momento mi trovo precisamente a Recife, capitale del Pernambuco, e sono qui dal 24 gennaio.

Io ho vissuto qui a Recife per 12 anni, fino al 2016. Dopo il divorzio con la madre brasiliana di mio figlio sono tornato a vivere in Italia, rientrando in Brasile periodicamente.

Con l’arrivo della pandemia, tutto si è complicato, ovviamente”.

È stato difficile raggiungere il Brasile?

“Per riuscire a venire in Brasile ho dovuto affrontare una serie di difficoltà burocratiche, tra cui l’obbligo del tampone massimo 48 ore prima della partenza e con referto obbligatoriamente in inglese o portoghese certificato e autorizzato. Una necessità che mi ha costretto a rivolgermi a un ente di Roma (a pagamento). Nonostante molte difficoltà, sono riuscito alla fine a partire.

Ho redatto l’autocertificazione per lo spostamento fuori regione (per raggiungere l’aeroporto di Malpensa). Ho compito tutti i documenti anticovid previsti dall’aeroporto in Italia e altrettanti esigiti dal Brasile, in lingua portoghese. Per tutta la durata del volo (ndr. circa 12 ore) ho dovuto indossare la mascherina, ma quel che conta è che sono riuscito ad arrivare”. 

Com’è la situazione Covid?

La situazione covid in Brasile, e nel Pernambuco specificatamente, dove mi trovo, da quello che posso vedere e da quello che mi racconta la gente del posto, rasenta la normalità di vita. Le attività sono tutte aperte dalle 7 alle 22 (centri commerciali). I locali notturni, sono aperti. Si indossa la mascherina nei locali chiusi e chi vuole lo fa all’aperto. Ma quando non si hanno persone nelle vicinanze, la si toglie tranquillamente. Qui in Brasile le difficoltà ci sono perché il sistema sanitario ha delle drammatiche criticità già in situazioni normali“.

Quando era previsto il suo areo di ritorno? Perché è stato annullato?

“Il mio aereo di ritorno era previsto per il 13 febbraio, la cancellazione è avvenuta il primo febbraio, da parte della Tap (compagnia aerea portoghese) in base alle disposizioni governative portoghesi che hanno imposto il blocco dei voli provenienti dal Brasile, se non per voli umanitari. Grazie alla collaborazione del mio agente di viaggi Gianluca Bocchi ad Imperia é iniziata una ricerca disperata al primo volo disponibile. Il consolato italiano, non ha ancora fatto nulla”.

E adesso quali sono le prospettive?

Dal 13 febbraio sono stato spostato prima al 17, poi al 24 e poi al 25 febbraio. Dodici giorni in più, se andrà bene, per cui dovrò sostenere delle spese che nessuno mi rimborserà. Attualmente vivo in un flat affittato fino al 13. Dopo dovrò uscire e trovare altra sistemazione (sperando di trovare una pensione di basso costo). Inoltre, c’è la paura che possano ulteriormente rinviare. Se prolungheranno ancora il mio rientro, saró in grave difficoltà. Il mio budget era previsto per 20 giorni, non per 40.

Ovviamente per tornare in Italia, dovrò sottopormi a un altro tampone 48 ore prima della partenza. Poi quando e se arriveró a Milano che succederà ancora? Sono ovviamente preoccupato. La mia famiglia e gli amici più stretti si stanno adoperando per me, ma l’incertezza e la confusione sono totali”.

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