Addio a Claudio Coccoluto: il ricordo del discografico imperiese Stefano Senardi. “Colto e raffinato, usava solo vinili. Lascia un grande vuoto”

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Il ricordo del discografico imperiese Stefano Senardi.

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È di ieri la notizia della scomparsa a 59 anni di Claudio Coccoluto, celebre e stimato dj di fama internazionale. 

Con toccanti parole, il discografico imperiese Stefano Senardi ha voluto dedicargli un profondo pensiero, ricordandolo sia come amico che come professionista.

Il re delle consolle è stato ricordato anche ieri sera, durante la prima serata del Festival di Sanremo. Nel 2003 fu il primo dj a essere chiamato come membro della giuria di qualità della kermesse.

Addio a Claudio Coccoluto: il ricordo del discografico imperiese Stefano Senardi

“Claudio è stato a mio avviso il più grande dj che maggiormente ha contribuito a tenere alta la bandiera e la cultura della musica dei club.

Usava solo i vinili era colto e raffinato, anche un po’ intellettuale se vogliamo, ostinato nella sua missione di moralizzare un ambiente che non sempre attento ai comportamenti corretti.

Un uomo di grande stile con un altissimo senso della responsabilità professionale e della culturaUn uomo colto, curioso e sempre aggiornato, con una visione precisa della musica presente e passata.

Lui della sua grandezza forse non si rendeva completamente conto perché era anche una persona semplice ma soprattutto una grande anima.

Claudio amava confrontarsi con gli altri e aveva opinioni precise in merito all’ambiente musicale. Alcuni suoi pensieri e valutazioni sono stati per me di grande insegnamento, offriva a tutti una grandissima disponibilità, ti stava veramente ad ascoltare.

Ci volevamo tanto bene e avevamo una grandissima stima reciproca.

È stato bello conoscere lui e la sua fantastica affezionatissima famiglia che in questo momento vorrei poter abbracciare il più forte possibile.

Con mio figlio Matteo appassionato di musica elettronica era stato fantastico. Sapendo che aveva la passione del dj, che peraltro di tanto in tanto faceva in piccoli club vicino a Modena, alcune volte l’aveva incontrato e gli rispondeva alle sue curiosità. La cosa speciale è che lo trattava come padre e come collega e questo era un altro aspetto molto bello di Claudio. Starei ore a parlare di lui e mi mancherà tanto.

In questi anni ci siamo visti tante volte insieme a Luisa Berio, ogni volta che andavo a Roma era sempre una festa tanto eravamo felici di vederci per passare una serata a ridere e chiacchierare, a sentirlo che metteva i dischi. La parte più bella era prima e dopo quando ci raccontavamo le nostre cose. Lui aveva una capacità e una profondità intellettuale, un carisma e una voglia di combattere per un mondo della musica migliore che molto raramente mi è capitato di incontrare.

Lasci un grande vuoto. Grazie per la tua amicizia la tua stima”.

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