Sanremo 2021: si chiude la 71ª edizione in tempo di Covid. Vittoria Maneskin, Ibrahimovic e l’importanza di fallire, Giovanna Botteri e la distanza / Ecco com’è andata

Sanremo 2021

Si è conclusa la tanto discussa 71esima edizione del Festival di Sanremo, la prima della storia a svolgersi senza pubblico, in piena emergenza Covid.

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Si è conclusa la tanto discussa 71esima edizione del Festival di Sanremo, la prima della storia a svolgersi senza pubblico, in piena emergenza Covid.

La kermesse ha visto il trionfo del rock, con la vittoria, inaspettata fino all’ultimo, dei Maneskin con “Zitti e buoni”. Secondi Fedez e Francesca Michielin e sull’ultimo gradino del podio il favorito Ermal Meta.

Sanremo 2021: ecco com’è andata la finale

La serata si apre con l’Inno di Mameli eseguito dalla banda musicale della Marina militare.

Comincia la gara dei big

Parte Ghemon con “Momento perfetto”, seguito da Gaia con “Cuore amaro”, Irama (o meglio, la sua registrazione) con “La genesi del tuo colore” e Gio Evan con “Arnica”.

Fiorello

“In bocca al lupo a chi verrà l’anno prossimo esordisce Fiorello, commentando il fatto che, il prossimo anno, il festival non vedrà più la conduzione sua e di Amadeus – Vi auguro la platea piena di gente. Dev’essere piena la galleria. Fuoridall’Ariston milioni di persone, ospiti da tutto il mondo. Un festival pieno di gente, ma spero che vi vada male! Pure quello volete? Ve lo auguro con tutto il cuore. Se c’è il pubblico vuol dire che le cose sono andate benissimo. Voglio vedere chi si prende questa patata bollente.

Continuano Ermal Meta con “Un milione di cose da dirti”, Fulminacci con “Santa Marinella”, Francesco renga “Quando trovo te”, Extraliscio e Davide Toffolo con “Bianca luce nera”, Colapesce e Dimartino con “Musica leggerissima”, Malika Ayane con “Ti piaci così”, Fedez e Francesca Michielin con “Chiamami per nome”.

Il ritorno Ornella Vanoni

Dopo le esilaranti uscite dello scorso anno, che avevano mandato in tilt i conduttori, torna l‘ingestibile e imprevedibile Ornella Vanoni che, anche questa volta, non si smentisce. Arriva a braccetto con Fiorello e poi parte: “Due cavalieri stupendi – afferma – anche se non c’è il pubblico l’emozione è uguale, il pubblico è oltre ciò che non vediamo e ce n’è molto. La tua passione è cantare Fiorello? – si rivolge poi allo showman – Canti tu, cantano tutti, e noi? Guarda De Amicis (il direttore d’orchestra) come si è pettinato bene. 

Sono più importanti loro dell’orchestra del pubblico, perché capiscono di più, anche se sono stanchi per godere di qualcosa, sono sfatti. In un momento difficile come questo è importante aver fatto questa serata comunque”.

Si esibisce poi con Francesco Gabbani sulle note della sua ultima canzone “Un sorriso dentro al pianto”.

Infine, la Vanoni, nonostante il Covid, ha preteso un “bacino” da Amadeus. E come si fa a dire di no?

Fiorello e l’applauso ai tecnici

All’arrivo dei tecnici per smontare la scenografia, Fiorello decide di portare l’attenzione su di loro, chiedendo un applauso da tutto il pubblico da casa, sottolineando l’immenso lavoro che c’è dietro al Festival e lanciando un messaggio di solidarietà a tutti i lavoratori che, a causa del covid, non possono fare il loro mestiere.

Il discorso di Zlatan

“Tutti conoscevano già Zlatan prima del festival – afferma l’attaccante del Milan in un monologo che ha sorpreso tutti – Allora perché sono venuto? Perché mi piace le sfide, l’adrenalina. Se non sfidi te stesso non puoi crescere. Quando fai una sfida è come scendere in campo, puoi vincere o puoi perdere. Io ho giocato 945 partite, ne ho vinte tante, ma non tutte. Ho vinto 11 scudetti, ma ne ho perso qualcuno. Ho vinto tantissime coppe, ma ne ho anche persa qualcuna. Sono Zlatan anche senza aver vinto tutte le partite, sono Zlatan quando vinco e quando perdo. Ho fatto più di 500 gol, ma ne ho anche sbagliato qualcuno, pochi. Qualche rigore andato male. Il fallimento non è il contrario del successo, è una parte del successo. Fare niente è il più grande sbaglio che puoi fare.

Se sbaglia Zlatan puoi sbagliare anche tu, la cosa importante è fare ogni giorno la differenza. Impegno, dedizione, costanza, concentrazione. Ho organizzato questo festival per dirvi che ognuno di voi nel vostro piccolo può essere Zlatan. Voi tutti siete Zlatan e io sono tutti voi. Questo non è il mio festival, non è il festival di Amadeus, ma è il vostro festival, è il festival dell’Italia intera.

Grazie Italia, la mia seconda casa”.

Zlatan poi si fa un selfie in diretta con il primo violino dell’orchestra, tifoso della Roma, ma grande fan di Ibra.

Tecla

Ospite anche Tecla, vincitrice della Categoria Nuove Proposte dello scorso anno, che impersonerà Nada nel film “La bambina che non voleva cantare”.

Continuano la gara Willie Peyote con “Mai dire mai”, Orietta Berti con “Quando ti sei innamorato” e Arisa con “Potevi fare di più”.

La giornalista Giovanna Botteri

“Noi il Covid, quel nemico terribile, lo avevamo visto arrivare in Cina racconta la Botteri – nessuno ci credeva e poi improvvisamente i morti, centinaia e centinaia, e il presidente che dice “Siamo in guerra”.

Tutto quelli che vivono lontano e viaggiano per lavoro devono fare i conti con la distanza. Lo devi fare per non sentirti solo. Come fai? Cerchi di vedere il mondo in un altro modo. Guarda, questa sala è vuota, ma il nostro mestiere ti insegna a vedere al di là della telecamera e vedi i tuoi parenti, i tuoi amici, anche chi non ti conosce e ti guardano con affetto”.

Dopo l’esibizione sulle note della sua “E invece sì”, Fiorello chiede:“Hai qualche lamentela?” e Bugo:”A questo giro no”.

Premio città di Sanremo a Fiorello

Alberto Biancheri e Giuseppe Faraldi consegnano a Fiorello il premio della città di Sanremo. “Senza di te questo festival non sarebbe stato possibile” motiva Amadeus, e Fiorello: “Quindi ho tutto gratis qui a Sanremo?”, “Sì anche la pista ciclopedonale” replica il sindaco Biancheri.

“È il premio più bello della mia carriera – commenta lo showman – Lo dedico a tutti quelli che hanno fatto in modo che il festival arrivasse alla quinta serata”.

È il turno dei Måneskin con “Zitti e buoni” e di Madame con “Voce”.

Il quinto quadro di Achille Lauro

Arriva in un completo viola, dopo un ballerino di danza classica, cantando la sua “C’est la vie”.  Tutto normale, direte voi. Invece, verso la fine del brano, Achille si sbottona la camicia con una rosa ‘conficcata’ nella pelle con ferite sanguinanti. A ferirlo sono tutte le critiche ricevute, che si sentono in sottofondo. Tra queste anche le parole di Matteo Salvini, leader della Lega, Maurizio Gasparri di Forza Italia, il conduttore radiofonico Red Ronnie e Valerio Staffelli, inviato di Striscia la notizia.

“Dio benedica solo noi, esseri umani”. Conclude Lauro.

Alberto Tomba e Federica Pellegrini

Ospiti anche i campioni Alberto Tomba e Federica Pellegrini, che lanciano il Contest per trovare il simbolo per Milano Cortina 2026. Un po’ di imbarazzo, poi, per le difficoltà nel riuscire a presentare il prossimo cantante in gara, La Rappresentante di Lista con “Amare”.

Umberto Tozzi fa ballare “virtualmente”

Se ci fosse stato il pubblico, sicuramente si sarebbe alzato in piedi a cantare e ballare ascoltando il medley di Umberto Tozzi, con le suo famose “Ti amo”, “Stella stai”, “Tu”, “Gloria”.

Continua poi Annalisa con “Dieci”, Coma_Cose con “Fiamme negli occhi”.

Achille Lauro

Per la prima volta Achille arriva sul palco per presentare il prossimo cantante in gara.

“Ci tengo a ringraziare Amadeus Fiorello Rai – afferma – Dedico questa serata al mondo dello spettacolo ferito da quest’anno. Questo è un grande segnale di ripartenza. Ho voluto mandare messaggi che andassero oltre la semplice canzone. La musica è più di un intrattenimento, ha cambiato la storia, ha cambiato usi, costumi, ha aiutato a superare dei momenti. Ho voluto portare messaggi di libertà. Chiudendo con quest’ultimo messaggio ripetto a quanto le parole fanno male. Io sto imparando a farmele scivolare addosso ma per tanta gente non è così”.

Chiudono la serata Lo Stato Sociale con “Combat Pop”, Random con “Torto a te”, Max Gazzè con “Il farmacista”, Noemi con “Glicine”, Fasma con “Parlami” e Aiello con “Ora“.

Il premio della Critica Mia Martini è stato assegnato a Willie Peyote (“Mai dire mai”) e il premio Lucio Dalla a Colapesce e Dimartino (“Musica Leggerissima). Premio Sergio Bardotti, Miglior Testo, a Madame e Premio Miglior composizione musicale a Ermal Meta.

Urban Theory

Ultima esibizione prima dell’annuncio del vincitore è quella degli Urban Theory, gruppo di ballo di Vallecrosia, introdotti da Fiorello come “eccellenza ligure”. “Gli voglio bene come se fossi loro zio” aggiunge.

Trionfo del rock dei Maneskin

In finale arrivano Ermal Meta, Fedez con Francesca Michielin e i Maneskin e contro ogni previsione, sono  proprio questi ultimi a vincere il 71° Festival di Sanremo.

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