Imperia: marcia migranti oltre confine, Tribunale proscioglie attivisti Sara e Marcel. “Il sostegno materiale e sanitario non è reato” / Foto e video

Giudiziaria Imperia

“Grande soddisfazione. Chi compie azioni e atti di solidarietà verso gli ultimi della terra non può essere colpito con pene gravissime”. Queste le parole dell‘avvocato Gilberto Pagani, legale di Sara Hamssaoui accusata, insieme a Marcel Horstmann (difeso dall’avvocato Laura Martinelli), di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Ieri pomeriggio, presso il Tribunale di Imperia, i due giovani attivisti sono stati prosciolti, al termine dell’udienza preliminare, dal giudice Anna Bonsignorio (Pm Luca Scorza Azzarrà).

I fatti risalgono al 26 giugno 2017, quando il Comune di Ventimiglia ordinò lo sgombero degli accampamenti situati nell’area delle Gianchette, nel greto del torrente Roja, dove vivevano circa 400 di migranti, i quali, decisero quindi di dirigersi verso la frontiera francese. Presenti anche volontari e attivisti, tra cui anche Sara Hamssaoui e Marcel Horstmann.

Secondo gli inquirenti i due giovani avrebbero guidato i migranti oltre confine. Una versione contestata dalla difesa secondo la quale i due attivisti avrebbero semplicemente offerto un “sostegno materiale e sanitario”, senza aver avuto nessun altro ruolo, né di incitazione, né di organizzazione. Una tesi, quest’ultima, accolta dal giudice Bonsignorio, che ha optato per l‘archiviazione del procedimento. 

Dopo il proscioglimento, Sara e Marcel sono stati accolti, fuori dal Palazzo di Giustizia, da un gruppo di attivisti con un applauso di solidarietà.

Imperia: marcia migranti oltre confine, prosciolti gli attivisti Sara e Marcel

Gilberto Pagani – Avvocato difensore

“Non ce lo aspettavamo, non è usuale che ci sia un non luogo a procedere. Nella stragrande maggioranza dei casi le udienze preliminari terminano con un rinvio a giudizio.

In questo caso le prove raccolte durante le investigazioni erano particolarmente deboli e si basavano essenzialmente sulla testimonianza assolutamente imprecisa e contraddittoria di un migrante, senza fissa dimora, che probabilmente non sarebbe neanche stato rintracciato per il processo e comunque ha rilasciato delle dichiarazioni contraddittorie.

Il giudice ha applicato il principio che sta alla base dell’udienza preliminare. Se l’accusa non è sostenibile in giudizio , deve archiviare. E così è avvenuto.

Con grande soddisfazione. Parliamo di azioni e atti di solidarietà verso gli ultimi della terra non possono essere colpite con pene gravissime. La nostra soddisfazione è veramente grande”.

Possiamo ricostruire la vicenda? Come si è arrivati questo punto?

“Il 26 giugno 2017 il Comune di Ventimiglia aveva ordinato lo sgombero degli accampamenti informali di circa 400 persone, che vivevano in modo precario. Queste persone, per non subire uno sgombero si sono incamminate verso la frontiera francese. Come tutti sanno era lo sbocco naturale.

All’interno di questo gruppo c’erano alcuni volontari che erano intervenuti per dare sostegno materiale e sanitario, che è esattamente quello che fanno tutti i volontari che si battono per la libertà e i diritti dei migranti, che però non hanno avuto nessun altro ruolo, né di incitazione, né di organizzazione. Si sono limitati ad essere presenti durante questa marcia.

Bambini, invalidi, che avevano bisogno di assistenza. Questo hanno fatto.

Giustamente il Giudice ha accolto questa ricostruzione. Qualsiasi altra ricostruzione non era basata su elementi certi che avrebbero potuti essere dimostrati in giudizio”.