Covid: Liguria, confermata zona arancione. Scuole superiori chiuse sino a Pasqua. “Terapie intensive, vicini allo soglia”

Coronavirus

Zona arancione confermata e scuole superiori chiuse sino a Pasqua, con Dad al 100%. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti nel corso del consueto punto stampa sull’emergenza Coronavirus.

Covid, Liguria: il punto della situazione del presidente Toti

Zona arancione

“La Regione Liguria è circondata da regioni in rosso che registrano un’altissima incidenza di contagi noi saremo ancora in arancione con RT di poco sopra l’1, quindi nella parte bassa della ‘forchetta’ dell’RT, più vicina al giallo. L’imperiese è tornato su una media molto più bassa dei tempi del picco pandemico, quando fummo costretti a prendere le misure di contenimento. Cresce invece di qualche punto la pressione sul savonese. Stabile Genova, La Spezia rimane la provincia con la più bassa incidenza. Cresce un poco la pressione ospedaliera nell’area della media intensità: ne risente in particolare l’Ospedale San Martino a causa del cluster interno che ha portato a 22 positivi. Cinque decessi oggi: non fa media statistica, ma il numero si è stabilizzato da diversi giorni sotto le dieci unità, primo significativo risultato della campagna vaccinale sulle persone più fragili”.

Incontro con l’ordine dei medici

“Oggi abbiamo incontrato l’ordine dei medici, il presidente Bonsignore e i rappresentanti di Savona e Imperia che ci hanno fornito un elenco di 18 medici e odontoiatri che si sono messi a disposizione per la campagna vaccinale, che potranno andare in supporto agli hub e alle farmacie. Sono 183 di Asl 3 e Asl 4, 60 in Asl 2 e 30 in Asl 1″.

Scuole superiori, prolungata didattica a distanza

“Ho firmato questa sera un’ordinanza che prolunga la didattica a distanza fino al 31 marzo: dopo cominceranno le vacanze pasquali, alla fine delle quali scadrà il primo decreto Draghi sul Covid. Le prossime disposizioni saranno dunque conseguenti al nuovo decreto”.

Filippo Ansaldi, responsabile Prevenzione di Alisa

“Il virus è cambiato ed è diverso il suo impatto epidemiologico. L’incidenza negli anziani, dopo che si è implementata la vaccinazione della nostra regione è tutto sommato crollata passando da circa 3 casi ogni 10.000 a circa 1 caso e mezzo su 100.000, quindi dimezzandosi. Trend assolutamente opposto invece quello degli adolescenti, nei ragazzi tra i 13 e 19 anni l’incidenza è sostanzialmente aumentata, almeno del 50%. In particolare, grazie agli interventi sulla scuola, la crescita si è arrestata ma l’incidenza rimane molto elevata e decisamente superiore rispetto a quanto osservato nel periodo precedente.

Un altro elemento importante che stiamo osservando è l’aumento delle ospedalizzazioni: in un mese abbiamo avuto un aumento del 16% degli accessi in ospebdale e questo è uno dei fattori fondamentali che determina un aumento della pressione. La degenza media sta lentamente scendendo, nell’ultimo mese è quasi di due giorni ed è un trend che si sta ormai consolidando: quindi un dato indubbiamente positivo per abbattere la pressione nei nostri ospedali ma, d’altro canto, correlato con l’età media degli infetti perché l’età media dei ricoverati sta diminuendo. In un mese abbiamo osservato una netta diminuzione dell’età media: da un lato aumentano gli infetti fra gli adolescenti e i giovani adulti, dall’altro gli over 80, ampiamente vaccinati, sono meno frequentemente oggetto di ricovero. In un mese abbiamo perso tre anni di età media.

Il report settimanale 44 uscirà nelle prossime ore: in base alle nostre stime e alle interlocuzioni col Ministero, si evidenzia come ancora una volta la capacità di monitoraggio della nostra regione sia assolutamente sopra soglia, come la capacità di accertamento diagnostico e di gestione dei contatti rimane buona e gli indici di trasmissione sono tutto sommato stabili. Abbiamo un leggero trend in salita che emerge dal parametro RT con un valore pari a 1.06, con un intervallo di confidenza inferiore, che è quello che determina lo scenario, pari a 1.01. Per quanto riguarda la pressione sul sistema sanitario, siamo molto vicini alla soglia per le terapie intensive pari al 29% (soglia di sovraccarico del 30%) e abbiamo invece un tasso di occupazione in area medica pari al 32% (la soglia è al 40%). Globalmente abbiamo un quadro globale di rischio moderato”.

Angelo Gratarola, responsabile regionale dipartimento emergenza urgenza

“Con il lieve aumento della circolazione virale è aumentata un poco anche la pressione sugli ospedali, visto che siamo circondati da regioni con un carico impegnativo. A dispetto di questo aumento di circolazione Regione Liguria tiene, perché l’aumento non si ripercuote in maniera significativa sugli ospedali. Anche i Pronto Soccorso non risultano eccessivamente carichi, così come le terapie intensive, che si attestano sempre intorno a 63, 65, un dato di assoluta stabilità. Diminuendo l’età media dei contagiati vi è un minor impegno per gli ospedali e anche la durata dei ricoveri si è contratta. Un altro dato importante è la riduzione della mortalità”.