Carcere Sanremo: Polizia Penitenziaria sventa traffico di telefonini. Soddisfazione del Sappe. “Grazie a perquisizione, serve però maggiore attività di prevenzione”

Provincia

Commenta positivamente il SAPPe della Liguria la notizia di ritrovamento di diversi telefonini e di qualche dose di sostanza stupefacente all’interno dei reparti detentivi, grazie alla loro professionalità ed intuito.

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“Alla fine ha avuto ragione l’accurato controllo posto in essere da parecchi giorni da parte della Polizia Penitenziaria di Sanremo circa la presenza di diversi telefonini che “giravano” all’interno delle celle”.

Commenta positivamente il SAPPe della Liguria la notizia di ritrovamento di diversi telefonini e di qualche dose di sostanza stupefacente all’interno dei reparti detentivi, grazie alla loro professionalità ed intuito.

Sanremo: telefoni e droga in carcere, interviene il Sappe

“Un tempo, introdurre un telefonino in carcere o detenerlo era un semplice illecito disciplinare, mentre oggi si rischia una condanna penale – continua il segretario LORENZO – infatti con il decreto sicurezza 2020, è stato, introdotto nel codice penale l’articolo 391-ter, che si occupa proprio di punire l’accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti.

Ragione questa che deve, e NON DOVREBBE, far accrescere l’attività della Polizia Penitenziaria per evitare tale reato.
La pericolosità dell’utilizzo di telefonini all’interno delle celle è ormai risaputo – afferma il SAPPe – ad esempio è di queste ore la notizia che arrivavano direttamente dal carcere di Rebibbia gli ordini per gestire la piazza di spaccio a Roma, grazie a un telefono cellulare, scoperto nel corso indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma.

Sanremo come Roma, Catania o Napoli? Ci auspichiamo di no. Bene allora l’opera della Polizia Penitenziaria di Sanremo che una serie di giornaliere perquisizioni nelle varie celle ha fruttato il sequestro di diversi apparecchi telefonici oltre al rinvenimento di qualche dose di sostanza stupefacente.

Ora sarà compito degli investigatori comprendere come sono stati introdotti e il volume delle telefonate. Una cosa è certa – conclude LORENZO – La polizia penitenziaria deve essere maggiormente impiegata sul fronte della sicurezza sia interna che esterna, oggi crediamo che ci sia una limitazione al suo operato dovuta anche da una carenza d’organico che influisce sui controlli all’ingresso dell’istituto, ad esempio quello dei famigliari che effettuano i colloqui.

Quindi il SAPPe chiede maggiore attività di prevenzione dei reati che possono essere commessi negli istituti e questo è possibile solo con la dotazione di idonee apparecchiature elettroniche e soprattutto di una maggiore presenza di poliziotti penitenziari adibiti ai compiti di sicurezza”.

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