Covid, Imperia: la grande protesta degli ambulanti. 100 furgoni sfilano per la città. “Vogliamo lavorare”/Foto e Video

Attualità Coronavirus Imperia

Gli ambulanti, sono quelli dei mercati delle province di Imperia e di Savona

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Questa mattina Imperia si è svegliata con la protesta degli ambulanti. Oltre 100 furgoni, con partenza dalla Spianata Borgo Peri, hanno sfilato lungo le strade della città sino alla Prefettura, con l’obiettivo di incontrare il Prefetto e chiedere di poter lavorare nonostante la zona rossa istituita dal presidente della Liguria Giovanni Toti per l’aumento dei casi Covid.

Gli ambulanti, sono quelli dei mercati non alimentari della provincia di Imperia e di Savona.

Carmine Iuliano

“L’unica cosa da chiedere è il lavoro. Ripartire immediatamente e cominciare a fare nuovamente i nostri amati mercati. Abbiamo bisogno soltanto di lavorare e riaprire al più presto. Non lavorare per noi significa non poter andare avanti, con le nostre famiglie, comporta non poter fare la spesa, non potere mettere il gasolio nel furgone. Stamattina qualche mia collega non aveva neanche i soldi per mettere i soldi nel furgone per venire qua a manifestare. Questa cosa è molto triste. Ristori? I famosi 600 euro, cose ridicole, che quando arrivano le bollette di casa da pagare non si spendono all’istante. Dall’anno scorso non abbiamo avuto più nulla. Noi chiediamo di aprire perché non è giusto che la grande distribuzione, le grandi catene possono aprire e noi noi. E non sono neanche più sicure di noi. Perché noi siamo all’aperto, con le mascherine, con i gel, a un metro, due metri di distanza. Siamo molto più controllati noi e quindi vogliamo aprire noi, come loro.

Arriveranno anche dei colleghi di fuori provincia, da Savona. La manifestazione è sentita. Faremo un carosello, per la città, in maniera pacifica, e poi andremo da Prefetto chiedendo l’apertura immediata della nostra categoria”.

Giuseppina Chieppa

“Io faccio il mercato da 40 anni e la situazione è davvero triste. Perché la gente non compra. Io vendo caramelle e dolciumi, siamo fermi completamente. Io posso montare, ma non si lavora. Non c’è gente, la gente non viene, compra la frutta e scappa. L’ultimo mercato che ho fatto a San Bartolomeo al Mare ho incassato due euro, una sola vendita. Non si può andare avanti così. Speriamo che possa cambiare qualcosa con questa protesta, perché la gente non viene più ai mercati. Vanno tutti ai supermercati, comprano, scappano e vanno casa. Abbiamo bisogno di aiuti perché noi non possiamo più andare avanti così”.

Luigi Carbone

“Io vendo biancheria e tessuti e non posso montare i banchi. E’ solo permesso agli alimentari di lavorare. La cosa che mi stupisce è che il telegiornale dice che la Liguria è zona arancione. Da Savona a Imperia non ci lasciano lavorare, perché zona rossa, da Genova a La Spezia è tutto aperto. Secondo me c’è poca considerazione. Non ci può essere una divisione così marcata in una regione. Da Genova a La Spezia tutto è permesso, da Savona a Ventimiglia tutti a casa. Capisco Pasqua e Pasquetta, zona rossa stabilita dal Governo, ma adesso? Domani riaprono le scuole e noi invece siamo a casa sino a domenica. Sperando che sia solo fino a domenica, che non la prolunghino per altri 10 giorni. Noi siamo in una situazione insostenibile. Qui non si tratta di vivere, ma di sopravvivere, c’è una bella differenza. Poi arrivano le tasse e ci fanno stare a casa? Non vedo una logica. Mi piacerebbe parlare qualcuno che mi spieghi per qualche motivo da Imperia a Savona siamo chiusi”.

Covid, Imperia: la grande protesta degli ambulanti


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