Covid: parla il Premier Draghi. “Vaccini, con che coscienza un giovane salta la fila? Lavoriamo a riaperture, ma non ho una data”

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“In merito alle manifestazioni che ci sono state, uno deve sempre condannare la violenza, ma io capisco il senso di disperazione, smarrimento, alienazione”.

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Questo pomeriggio il Premier Mario Draghi, affiancato da Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, ha tenuto una conferenza stampa. Argomento cardine l’emergenza Coronavirus, in particolare vaccini e riaperture.

Covid: conferenza stampa del Premier Draghi

Vaccini

“Sui vaccini bisogna seguire le linee guida del Ministro Speranza. La raccomandazione è utilizzare il vaccino Astrazeneca per coloro che hanno più di 60 anni di età. Il rischio di decesso è massimo per coloro che hanno più di 75 anni. Ne consegue che bisogna vaccinare prioritariamente coloro che hanno più di 75-80-85 anni.

Smettetela di vaccinare chi ha meno di 60 anni, smettetela di vaccinare i giovani, gli psicologi di 35 anni perché sono operatori sanitari anche loro. Questa platee di operatori sanitari che si allargano. Ma con che coscienza un giovane, o comunque uno che non è compreso nelle prenotazioni, salta la lista e si fa vaccinare? Questa è la prima domanda che bisognerebbe farsi. Con che coscienza la gente salta la lista, sapendo che lascia esposto al rischio una persona ha più di 75 anni, o una persona fragile, un rischio concreto di morte. 

La disponibilità di vaccini non è calata. Non ho dubbio sul fatto che gli obiettivi vengano raggiunti. La disponibilità di vaccini che abbiamo per il mese di aprile permette di vaccinare tutti gli over 8o e gran parte di coloro che hanno più di 75 anni, in tutte le regioni. Qui occorre il momento di prendere delle decisioni, perché ne va anche delle riaperture, della ripresa dell’economia. Se riusciamo a ridurre il rischio di morte nelle classi che sono più esposte è chiaro che si riapre tutto con molta più tranquillità.

Le riaperture

“Tutti chiedono le riaperture. E’ normale. Il miglior sostegno per l’economia non sono gli aiuti del Governo, ma le riaperture. Vorrei dire quanto sono consapevole della situazioni di disperazione. In merito alle manifestazioni che ci sono state, uno deve sempre condannare la violenza, ma io capisco il senso di smarrimento, di alienazione in questa situazione di limitata mobilità e interazione sociale. 

Io voglio rivedere riaperture in sicurezza nelle prossime settimane. L’obiettivo deve essere quello di dare ai ragazzi delle scuole almeno un mese pieno di scuola in presenza, che possano chiudere insieme l’anno. 

Quanto più celermente proseguiranno le vaccinazioni, tanto più celermente si potrò tornare a riaprire. E quando parlo di proseguire celermente, parlo soprattutto delle categorie a rischio. Non ho una data sulle riaperture, perché dipende anche dall’andamento dei contagi. 

Turismo? 2 giugno. Forse, chi lo sa. Magari anche prima. L’importante è prepararsi alla stagione turistica, non darla per abbandonata. Gran parte dei siti turistici sono già prenotati, ma da italiani. I turisti stranieri non ci sono ancora e questo colpisce soprattutto le città d’arte. A questo fine bisogna fare quello che hanno fatto altri Paesi, ovvero annunciare che siamo pronti ad accogliere tutti i turisti che abbiano un certificato vaccinale. Dobbiamo procedere rapidamente, nel nostro interesse, ad avere un certificato vaccinale. Poi ci preoccuperemo della questione etica, intanto cominciamo a farlo.

Dobbiamo anche predisporre un piano per la riapertura degli eventi, delle fiere, delle manifestazioni. Ce ne sono tante tra maggio e novembre. Dobbiamo andare molto svelti, perché se no perdiamo la stagione. 

La data del 30 aprile è la scadenza dell’ultimo decreto. Qualora l’andamento dei contagi e delle vaccinazioni lo permettesse non è detto questa data non possa essere anticipata”.

 

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