Imperia: scivolone politico per il sindaco Scajola. In Commissione maggioranza boccia proposta modifica Regolamento Consiglio Comunale / Il caso

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Il pasticcio in Commissione sul voto del nuovo regolamento del Consiglio comunale. Convocata una riunione urgente della maggioranza.

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Scivolone politico per il sindaco Claudio Scajola, che si ritrova con un voto della sua maggioranza di fatto contrario a una proposta avanzata dall’Amministrazione comunale. Tutto è successo nella riunione della Commissione consigliare chiamata a votare il nuovo regolamento del Consiglio comunale. Nel corso dei lavori, presieduti da Enrica Chiarini, gli esponenti della maggioranza hanno votato insieme all’opposizione un emendamento che modifica sostanzialmente quella che era l’idea iniziale dell’Amministrazione.

Il colpo di scena politico in occasione di un voto in Commissione sul nuovo regolamento del Consiglio comunale. Convocata una riunione urgente di maggioranza

Il voto in Commissione ha visto quindi l’unanimità dei consensi, ma per oggi è già stata convocata una riunione urgente della maggioranza. Chiaro segno delle tensioni politiche in atto. Il nodo della discordia è il comma 5 dell’articolo 35 del nuovo Regolamento, vale a dire quello dedicato alle funzioni delle Commissioni. Il testo predisposto dall’Amministrazione comunale prevedeva che “le proposte per le quali viene rilasciato il parere favorevole da parte della Commissione, con la maggioranza dei due terzi, si portano alla votazione del Consiglio senza discussione“. In questo modo, in un caso simile, in Consiglio gli unici interventi possibili sarebbero stati solo quelli dei capigruppo per la dichiarazione di voto. Il resto dei consiglieri non avrebbe potuto proferire parola.

Alla fine la Commissione ha deciso, facendo storcere il naso al vicesindaco Giuseppe Fossati e al presidente del Consiglio Pino Camiolo, entrambi presenti, di modificare l’articolo in oggetto, votando all’unanimità un emendamento presentato dal consigliere Andrea Landolfi. La modifica approvata prevede che solo le pratiche votate all’unanimità in Commissione possano andare direttamente al voto, consentendo, comunque, la possibilità a tutti i consiglieri di intervenire prima delle dichiarazioni di voto. In pratica, come già accade oggi.

Dalla maggioranza, Landolfi getta acqua sul fuoco: “Sindaco infuriato? Assolutamente. Ci ha chiesto di fare un bel lavoro, di concerto con la minoranza, il più obiettivo e democratico possibile”

Dalla maggioranza, il consigliere Andrea Landolfi getta acqua sul fuoco e spiega: “Stiamo lavorando in Commissione sul nuovo regolamento e abbiamo modificato un comma che risultava “antipatico” sia a maggioranza che minoranza. Congiuntamente, in Commissione abbiamo rielaborato la stesura del concetto in modo più chiaro e democratico per tutto il Consiglio comunale.  Sindaco infuriato? Assolutamente, si è raccomandato di fare un lavoro di concerto con la minoranza e soprattutto il più obiettivo e democratico possibile“.

Edoardo Verda: “Mi auguro sia stata una svista e non un maldestro tentativo di limitare l’indipendenza dei singoli consiglieri comunali

Dall’opposizione , Edoardo Verda, consigliere che ha chiesto l’emendamento del comma al centro della vicenda, sottolinea: “L’articolo cui si fa riferimento, nella forma inizialmente proposta, rappresentava un inaccettabile svilimento dell’autonomia dei singoli consiglieri comunali. Sono però soddisfatto di come si sono svolti, fin qui, i lavori della commissione. È insieme, infatti, che stiamo decidendo le ‘regole del gioco’ e sono convinto che, in questi casi, affinché risultino corrette da qualunque prospettiva le si guardi, occorra dimenticare la propria collocazione politica. Per questo ringrazio i colleghi consiglieri che hanno accolto, condiviso e integrato le mie perplessità, difendendo il ruolo fondamentale della discussione, del confronto, della parola, e tutelando la dignità del Consiglio Comunale. Mi auguro che simili sviste dell’Amministrazione siano errori dovuti all’eccessiva fretta e non un maldestro tentativo di limitare l’indipendenza dei singoli consiglieri”.

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