San Bartolomeo: incendio devasta palazzina, arrestati davanti al Gip. Antonietta Fragnoli nega ogni addebito, il figlio sceglie il silenzio

Cronaca Golfo Dianese

Difesi dall’avvocato Lombardi (gip Paolo Luppi, Pm Veronica Meglio), la madre ha risposto alle domande, mentre il figlio si è avvalso della facoltà di non rispondere. 

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Hanno scelto strade diverse oggi, 16 aprile, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, Antonietta Fragnoli, 53 anni, e il figlio Riccardo Graziani, 21 anni, arrestati dai Carabinieri in quanto ritenuti responsabili, per via di dissapori mai sopiti con i vicini di casa, dell’incendio che lo scorso 2 marzo ha semidistrutto  una palazzina in piazza Verdi a San Bartolomeo al Mare.

Difesi dall’avvocato Sandro Lombardi (gip Paolo Luppi, Pm Veronica Meglio), la madre ha risposto a tutte le domande, mentre il figlio si è avvalso della facoltà di non rispondere. 

San Bartolomeo al Mare: incendio devasta palazzina, arrestati davanti al Gip

Nel dettaglio, Antonietta Fragnoli ha negato ogni addebito. Non sarebbero lei e il figlio i responsabili dell’incendio. La donna ha spiegato che entrambi sarebbero usciti di casa (vivono in una dependance adiacente ai locali devastati dal rogo) dopo aver udito un’esplosione e sarebbero rimasti ustionati nel tentativo di ripararsi dalla caduta, nel proprio giardino, di oggetti infuocati provenienti dall’appartamento in fiamme. In merito all’acquisto di benzina presso un distributore self-service locale, il giorno prima dell’incendio, la donna ha spiegato che serviva, a suo dire, come carburante per uno scooter rimasto a secco. Resta invece senza una spiegazione il motivo per cui gli inquirenti, nell’immediatezza dell’incendio, abbiano trovato nella lavatrice i vestiti del figlio intrisi di benzina.

Il legale dei due arrestati, l’avvocato Lombardi, ha presentato al Gip un’istanza di revoca della misura cautelare in carcere, con concessione degli arresti domiciliari per i propri assistiti. 

La vicenda

Nella notte del 2 marzo un incendio devasta l’ultimo piano di una palazzina in piazza Verdi, a San Bartolomeo al Mare.

Al momento dell’intervento, i Carabinieri trovano sul posto Antonietta Fragnoli, proprietaria dell’immobile attiguo a quello arso, la quale riferisce di esser tornata sul posto dopo aver portato il figlio, Riccardo Graziani, all’Ospedale di Albenga, perché investito dalle fiamme dell’esplosione mentre si trovava nel giardino dell’abitazione: quanto riferito insospettisce i militari, essendo inverosimile come una persona potesse essere all’esterno a quell’ora; inoltre, dalle diverse testimonianze raccolte nell’immediatezza emergono circostanze contrastanti con le dichiarazioni della donna.

Peraltro, il fatto che il giovane non sia portato al più vicino presidio medico imperiese rende ancora più dubbia la versione dei fatti preliminarmente acquisita.

I Carabinieri ritengono utile recuperare gli abiti del malcapitato, che vengono rinvenuti nella lavatrice dell’abitazione ancora intrisi di liquido infiammabile.

Per tale ragione Riccardo Graziani viene immediatamente denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria, ritenendolo responsabile dell’incendio.

Le successive progressioni investigative svolte dai Carabinieri della Stazione di Diano Marina hanno consentito di accertare come i due, la sera precedente, avessero acquistato il carburante presso un distributore self-service locale, per poi violare il domicilio tagliando alcune sbarre del cancello antistante, per poi forzare il portone d’ingresso ed appiccare il fuoco.

A corroborare il quadro accusatorio hanno contribuito le dichiarazioni rese successivamente dagli interessati, ritenute ‘assai poco verosimili’ soprattutto in relazione a quanto emerso dai primi accertamenti dei Carabinieri, i quali già in fase di sopralluogo avevano rilevato tracce di sostanze acceleranti, in particolare benzina e ammoniaca, di cui si avvertiva un forte odore.

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