“Mohammed Al Habtoor non è Mauro Romano”: l’imperiese Tufan a Mattino 5. “Conosco lui e la famiglia da 20 anni”

Cultura e manifestazioni

Spunta anche un’imperiese, Tufan Mussavi, nella tanto discussa vicenda di Mohammed Al Habtoor.

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Spunta anche un’imperiese, Tufan Moussavi, nella tanto discussa vicenda di Mohammed Al Habtoor. Il magnate arabo, di cui si parla da giorni in tutta Italia, potrebbe essere Mauro Romano, il bambino scomparso 44 anni fa a Racale, Lecce, in circostanze ancora oggi misteriose. A sostenerlo la madre del piccolo, Bianca Colaianni, che sfogliando una rivista si è imbattuta in una foto di Mohamed, notando la presenza di due cicactrici, sotto l’occhio e sulla mano, molto simili a quelle del piccolo Mauro.

Questa mattina, Tufan, imperiese, iraniano d’origine, è stato ospite degli studi di Mattino Cinque in quanto in ottimi rapporti con Mohammed Al Habtoor. Lo conosco da 20 anni” ha spiegato alla conduttrice Federica Panicucci. 

Mohammed Al Habtoor: parla l’imperiese Tufan

La vicenda

Da giorni, in tutta Italia, si parla del magnate arabo Mohammed Al Habtoor, salito agli onori della cronaca per alcune presunte somiglianze fisiche con Mauro Romano, scomparso 44 anni fa, il 21 giugno del 1977, quando aveva appena sei anni, a Racale (Lecce). Un rapimento, secondo gli inquirenti dell’epoca, ad opera di un amico di famiglia, Vittorio Romanelli.

L’uomo, dopo la riapertura dell’inchiesta, lo scorso anno, rischia il rinvio a giudizio. Per gli inquirenti avrebbe prelevato Mauro, mentre giocava in cortile con altri bambini, davanti casa dei nonni, portandolo, a bordo di un’ape car, in una zona di campagna dove lo avrebbe consegnato nelle mani di due uomini, mai identificati. 

La madre di Mauro Romano, Bianca Colaianni, sfogliando una rivista, si è imbattuta in una foto di Mohamed, notando la presenza di due cicactrici, sotto l’occhio e sulla mano, molto simili a quelle del piccolo Mauro. La donna, che da anni insieme al marito Natale, lotta per scoprire la verità sulla scomparsa di suo figlio, si è detta pronta a a volare negli Emirati Arabi Uniti per chiedere il test del Dna e scoprire se il 52enne Mohamed, figlio del magnate Khalaf Al Habtoor, è davvero il piccolo Mauro.

Questa mattina, ospite degli studi di Mattino Cinque, l’imperiese Tufan Moussavi ha però spento le speranze della donna. 

“Conosco la famiglia Al Habtoor da 20 anni. Intanto non è uno sceicco, non ha alcuna carica diplomaticaha spiegato Tufan E’ un imprenditore, la sua famiglia è partita da una piccola attività,  fino a costruire in tempi record un’intera città, Habtoor City, nella zona più interessante degli Emirati, nel cuore di Dubai

Le cicatrici? Non ci ho mai fatto caso. La famiglia? Lui e il fratello più grande si assomigliano moltissimo. Mi affligge molto dire questa cosa. Trovo che sia la speranza di una madre disperata in cerca di suo figlio. Io non ho mai vista una foto di Mohamed o dei suoi fratelli o dei loro figli che hanno sembianze che possano assomigliare al nostro piccolo Mauro. Negli Emirati non si parla di questo argomento, non viene considerato”.

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