Imperia: il ponte di Piani verrà demolito e ricostruito. Prevista anche un pista ciclabile/Il progetto

Attualità Imperia

Il Comune di Imperia ha aperto la procedura per l’affidamento dell’incarico di progettazione definitiva e esecutiva per un importo pari a 228.336,80 euro.

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Il ponte di Piani, frazione di Imperia, verrà demolito e ricostruito. Il Comune di Imperia, nei giorni scorsi, ha aperto la procedura per l’affidamento dell’incarico di progettazione definitiva e esecutiva per un importo pari a 228.336,80 euro, che sarà interamente finanziato con fondi ministeriali.

Imperia: Piani, il ponte verrà demolito e ricostruito

Il progetto del Comune prevede “il ripristino ed il consolidamento del ponte dei Piani al fine di mitigare il rischio idraulico ed idrogeologico, nonché aumentare il livello di resilienza delle strutture e delle infrastrutture del Comune di Imperia”.

Il ponte è di fondamentale importanza logistica in quanto permette l’attraversamento del torrente Prino e mette in collegamento via Tommaso Littardi, posta sull’argine sinistro, con via Giovanni Ballestra , cioè con il nucleo storico abitato di Piani.

L’opera, interamente in cemento armato, è lunga circa 70 m di luce, è formata da 3 campate composte sorrette nella parte centrale da n. 2 pile e da n. 2 spalle all’estremità. Ogni campata e composta da n. 4 travi ricurve ad arco ribassato che reggono l’impalcato e la strada sovrastante.

Le condizioni del ponte

  • Il calcestruzzo pare disgregato e/o di qualità non ottimale.
  • Le travi risultano danneggiate in particolare quelle poste all’esterno e maggiormente esposte agli agenti atmosferici, a causa della caduta dell’acqua sull’impalcato e poi sui fronti laterali  Esse presentano ampio distacco del copriferro sulle parti soggette a dilavamento. Le barre, in alcuni punti, sono totalmente scoperte e conseguentemente arrugginite. Sono presenti diffusi fenomeni di carbonatazione. Non pare aver sortito effetto un intervento precedente di ricopertura delle armature con malta, ormai distaccata dall’acqua nelle campate esterne e quindi esposte a pioggia e dilavamento dall’impalcato. Tramite specifico sopralluogo effettuato è stato possibile rilevare danneggiamcnti e ammaloramenti a carico del manufatto.
  • In zone localizzate delle pile, anche se in maniera nettamente minore rispetto alle travi, risulta mancante il copriferro proprio nella parte che è stata soggetta ad azione dell’acqua e che quindi, senza interventi di mitigazione del rischio, continuerà ad essere esposta alla progressione del fenomeno.
    4) La briglia nella parte a valle è degradata, scavata e scalzata dall’azione delle acque in alveo (rif. foto n.5).
    5) Sensibili parti esterne in CLS dei plinti di fondazione sono state asportate dalle acque (rif. foto n.6).
    6) Le protezioni stradali laterali alla carreggiata non paiono più idonee e ampiamente corrose, quindi a rischio in caso di evento rilevante, in quanto non garantirebbero più alcun contrasto protettivo per persone c veicoli.
    7) Il manto stradale ed i marciapiedi risultano sconnessi ed erosi per l’azione violenta e disgregatrice delle acque meteoriche.

L’intervento

  •  Il ponte va adeguato sotto il profilo idraulico. Ciò impone il rifacimento dei due tratti stradali più prossimi al ponte, per un segmento sufficientemente lungo da garantirne le caratteristiche geometriche di larghezza e pendenza longitudinale e l’adeguamento delle corsie di entrata ed uscita.
  • Occorre demolire e ricostruire le spalle del ponte e i tratti arginali ad esse adiacenti, prevedendo parametri idraulici adeguati al Piano di Bacino.
  • Ciò comporta la completa demolizione del ponte, con trasporto a discarica dei materiali di risulta, con la ricostruzione secondo un progetto architettonico adeguato all’ambito di inserimento e con caratteristiche strutturali ed idrauliche adeguate alla tipologia di carico transitante (2^ ctg).
  • La larghezza, pari a ml 7,50, dovrà essere implementata di una pista pedonale su ambo i lati e di una pista ciclabile, ciascuna su un lato.
  • La briglia sottostante e l’alveo per la zona di influenza necessitano di radicale sistemazione ed adeguamento.

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