Taggia: alla scoperta dell’area dove sorgerà l’Ospedale Unico. Sindaco Mario Conio. “In tre anni la posa della prima pietra”/Foto e video

Politica

Siamo andati a scoprire l’area dove sorgerà l’Ospedale unico, a Taggia.

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“È una scelta epocale per il nostro territorio. Quest’area cambierà in maniera radicale“. Così Mario Conio, Sindaco di Taggia, descrive il progetto per la realizzazione dell’Ospedale Unico, mostrando l’area dove sorgerà la struttura.

Un’opera la cui concretizzazione si fa sempre più vicina dato che, come annunciato dallo stesso primo cittadino, entro il 15 luglio in Consiglio Comunale verrà presentata la variante urbanistica al Piano Regolatore, necessaria per individuare la collocazione della del nosocomio, che permetterà l’avvio dell’iter per la progettazione e, successivamente, la realizzazione dell’opera, dal costo di circa 250 milioni di euro. Per renderlo possibile sarà necessario procedere all’esproprio di tutte le proprietà site nell’area, terreni, aziende agricole e piccole-medie imprese.

I tempi stimati per la posa della prima pietra sono circa tre anni. 

Ecco dove sorgerà l’Ospedale Unico di Taggia: il videoservizio

Ospedale Unico: Taggia, il Sindaco Mario Conio

“Il tema dell’ospedale unico è una scelta ambiziosa, che coinvolge tutta la provincia. La mia amministrazione si è messa in gioco fortemente, questa è un’area di assoluto pregio e importanza strategica per il mio territorio. L’area che ricuce l’abitato di Taggia con l’abitato di Arma.

Abbiamo accettato questa sfida, ci siamo messi a disposizione e stiamo cercando di fare la nostra parte.

Entro metà luglio andremo in Consiglio Comunale per portare la variante al piano regolatore, che insedia in quest’area, nell’esatto perimetro fornito da Asl, il distretto dell’ospedale nuovo.

È un lavoro complesso che stiamo facendo insieme a Regione LiguriaAsl. Abbiamo creato un tavolo di lavoro che si vede circa ogni 10 giorni, proprio perchè la materia è molto complessa.

Ciascuno sta facendo la propria parte, noi stiamo preparando quella che è la norma di zona. Regione Liguria ha già cominciato tutta una serie di verifiche dal punto di vista ambientale, chiaramente l’impatto di questa struttura deve essere valutato con grande attenzione.

Nello scorso mese sono iniziate tutte le prospezioni geologiche. È stato effettuato uno studio, con un approfondimento tale che non ha pari oggi in Regione Liguria, che dovrà dare gli esiti fra pochi giorni.

Stanno facendo tutte le verifiche sull’impatto che il carico insediativo, i pazienti previsti, i familiari, porteranno su questo territorio, per andare a dotare poi il territorio stesso di quelle infrastrutture e quei servizi necessari per renderlo compatibile dal punto di vista ambientale”.

Come cambierà l’area dal punto di vista urbanistico?

“È un’area agricola, caratterizzata da una forte frammentazione della proprietà. Sono tutti appezzamenti piccoli.

Cambierà in maniera radicale. Questa è una scelta un po’ sofferta, stiamo andando a stravolgere quella che è la natura stessa di questi luoghi. Il nostro obiettivo è quello di dotare il territorio e la provincia di una struttura imprescindibile, siamo pronti a fare questo sacrificio.

Chiederemo una serie di compensazioni a livello infrastrutturale, di strade, verde pubblico. Facciamo un sacrificio, ma lo facciamo volentieri.

Questa è un’area che sarà trasformata con l’ospedale. Immaginiamo uno sviluppo intorno all’area dell’ospedale con verde pubblico, servizi e quant’altro.

Una scelta epocale per il mio comune”.

Ci saranno degli espropri?

“Assolutamente sì, la scelta a nord delle strutture commerciali e della stazione è preferibile sotto vari aspetti. Non abbiamo insediamenti residenziali, questo è importante.

Abbiamo una connessione con le reti stradali veramente ottima, strettamente adiacente alla ferrovia e l’Aurelia bis.

Bisogna andare avanti in questo senso. Questo è un ospedale al servizio di tutti i cittadini provinciali, non ci potranno essere cittadini di serie b.

Ciascuno dovrà raggiungere questo sito in maniera efficace, semplice e vanno quindi risolte tutte quelle potenziali difficoltà che tanti temono. La discussione fra cittadini è nota.

È necessaria una fase di confronto con Asl e Regione Liguria, che sappia informare correttamente tutti i nostri cittadini.

Mi piace dire che noi oggi già viviamo una realtà di un ospedale unico. Sanremo non è autosufficiente, così come Imperia anche non è autosufficiente nei suoi servizi. Oggi sono un ospedale unico estremamente inefficace. Gli spostamenti da un plesso all’altro creano disagi di costi e quant’altro. Accorpare è un’ottima scelta, scelta fatta nell’obbiettivo della qualità e del servizio.

Tutti devono essere tranquilli e sereni, perchè comunque è un passaggio epocale per questo territorio e non possiamo fallirlo”.

I cittadini, soprattutto del versante imperiese, sono preoccupati della viabilità. L’Aurelia bis è fondamentale?

A mio giudizio è fondamentale sia per l’ospedale che in una ottica più ampia sul territorio provinciale.

I dubbi vanno fugati, la scelta di accorpare la struttura in una struttura migliore è corretta. Penso che il territorio di Taggia sia quello giusto per la sua ottima posizione.

In questa fase dobbiamo mettere in campo già tutte le risorse per avere le strutture e le infrastrutture indispensabili per l’ottimo funzionamento.

Chiederò che il territorio si arricchisca da questo punto di vista, chiederò che nel mio territorio ci sia un prolungamento dell’Aurelia bis che arrivi ai margini dell’abitato di Riva Ligure.

Bisogna andare poi oltre, Imperia comunque va raggiunta in maniera ottimale.

Questa è la fase, non rimandiamola al futuro, perchè si rischia di fare un’opera monca e non ce lo possiamo permettere”.

I tempi?

“I tempi sono una variabile importante, la procedura è complessa. Stiamo parlando di un intervento intorno ai 250 milioni di euro.

Si fa la variante urbanistica, così da ottenere la conformità dell’area su cui si vuole insediare l’opera.

L’Asl1, dopo questa fase, dovrà avviare tutte le procedure e affidare la progettazione di questo plesso. Si andrà su un bando di portata europea.

Per i tempi ci vorrà circa un anno per le attività progettuali, fatto questo si passerà la fase per l’affidamento dei lavori.

In maniera molto schietta secondo me sono necessari almeno due o tre anni di lavoro amministrativo, per vedere poi la posa della prima pietra.

Questo tavolo di lavoro sta lavorando in maniera efficace”.

Qual è l’area precisa?

“L’area individuata è quella che abbiamo qua davanti, a nord dell’area commerciale. Tutta questa piana.

È una scelta ambiziosa, di cui sento fortemente la responsabilità. Anche per il mio territorio è una scelta epocale, dobbiamo cercare di gestirla con responsabilità, attenzione e scrupolo.

Sarà un cambiamento sia per il comune di Taggia che per la provincia assolutamente fondamentale e strategico per i prossimi anni.

Sono circa 50 mila metri quadrati di terreno”.

 

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