Imperia: imposta pubblicità, Comune conferma aumenti. “150 aziende hanno disdetto insegne. Dipendenti Abaco riempiti di insulti”

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Non si placano le polemiche e i malumori per la vicenda legata agli aumenti vertiginosi dell’imposta della pubblicità stabiliti dal Comune di Imperia.

Dopo che l’amministrazione ha riconosciuto “errori macroscopici” nelle cartelle (che in alcuni casi raggiungevano il 900%), ieri, in Consiglio Comunale, è stata approvata, con 15 voti favorevoli, 5 contrari e 5 astenuti, la pratica per la riduzione delle tariffe del 55%. Una riduzione che, comunque, conferma gli alti aumenti, seppur ribassati rispetto a quanto previsto inizialmente, con la conseguenza che almeno 150 le aziende imperiesi hanno deciso di presentare disdetta all’Abaco per le proprie insegne. 

Tra i voti contrari alla pratica anche quello del consigliere di Imperia di Tutti Imperia per Tutti Roberto Saluzzo che ha spiegato a ImperiaPost le proprie perplessità sul caso.

Imperia: imposta pubblicità, 150 disdette per le insegne

Roberto Saluzzo, Imperia di Tutti

“C’è stato un palese errore nella bollettazione di questo canone unico. Sono stato all’Abaco e ho visto che sono depositate 150 lettere di disdetta delle insegne. Voglio esprimere solidarietà ai ragazzi che lavorano là dentro perché la gente va là e li insulta pensando siano i responsabili di queste bollette, loro sono semplici impiegati. In questi giorni penso abbiano ricevuto i peggiori insulti e improperi immaginabili.

A mio giudizio è stato un errore, voglio immaginare, non fatto in malafede, ma un errore c’è stato. La bollettazione è stata esagerata, ci sono aumenti che sfiorano il 900%, soprattutto in questo periodo non si può sentire. Oggi avremmo dovuto essere contenti di approvare una redazione del 55% dell’aumento. Secondo me basta uscire dal palazzo e fare un giro per la città per capire che questa pratica non poteva essere condivisa.

Ci aspettavamo un atteggiamento di riconoscere l’errore, invece sembra che io non voglio fare lo sconto, io non voglio fare gli aumenti. All’Abaco ci sono le prove delle simulazioni fatte per mantenere i canoni a livello del 2019, io ci sono stato con la consigliera Gatti. Si poteva fare, invece viene sempre usata la scusa del pre-dissesto, ma non c’entra niente. Qui c’è una volontà dietro. Infatti, nell’immediatezza finalmente le dichiarazioni dell’assessore dicevano ‘finalmente toglieremo tutti questi cartelli'”.