Imperia: “Io, ambulante invalido all’80%, privato del mio posto senza spiegazioni”. La storia di Raffaele Giuffrida. “Pronto a fare esposto in Procura e al Tribunale del Malato” / Foto e video

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“Dopo essere tornato dopo un periodo di pausa per via della pandemia, non ho più trovato il mio posto al mercato, senza alcuna spiegazione. Sono invalido all’80% e ho la necessità di avere accanto il mio furgone. Presenterò un esposto in Procura e al Tribunale per i diritti del Malato”.

È con amarezza che Raffaele Giuffrida, ambulante imperiese di 74 anni, invalido all’80%, racconta la vicenda che lo vede, suo malgrado, protagonista.

Lo scorso mercoledì 12 maggio, Giuffrida, rientrato al mercato di Oneglia dopo un periodo di pausa per via della pandemia, ha scoperto che il suo posto era “sparito”. Nonostante la richiesta di spiegazioni, Giuffrida non è riuscito a riottenere la sua posizione e oggi, sabato 15 maggio, non ha potuto lavorare, perdendo un’altra giornata di lavoro. 

Imperia: “Io, ambulante invalido all’80%, privato del mio posto senza spiegazioni”. La storia di Raffaele Giuffrida.

“Mercoledì sono arrivato sicuro di avere il postoracconta Giuffrida a ImperiaPost – ho messo il furgone dove doveva essere il mio posto, dopo un po’ arrivano i vigili e mi fanno spostare dicendomi che quello non era più il mio posto e che io non avevo più diritto al posto.

Ho fissato un appuntamento con l’assessore al Commercio, gentilmente mi ha ricevuto, ho spiegato la situazione e mi ha detto che purtroppo hanno fatto degli spostamenti del mercato e il mio posto era saltato.

Sono invalido all’80%, soffro di artrite reumatoide, ho anche 74 anni, non sono un masochista, non mi alzo alle 5 di mattina, per andare a caricare e scaricare il furgone per capriccio. Lo faccio per necessità, per bisogno. 

Con il mio posto qui avrei avuto il posto per il furgone per caricare e scaricare ed eventualmente in caso di temporale non dovevo correre, ero già riparato. Il mio posto è saltato. In un altro posto dovrei scaricare, andare a parcheggiare il furgone, tornare, e poi a mezzogiorno di nuovo andare a prendere il furgone e portarlo qui per caricare. Cosa che con la mia condizione fisica non sono in grado di poter fare, a meno che non prendo qualcuno e lo devo pagare. Ma l’incasso che facciamo non basta nemmeno per sopravvivere, quindi figuriamoci per pagare un altro.

Il mio posto adatto alle mie esigenze mi era stato finalmente assegnato con lo spostamento del nuovo mercato, dopo il ritorno da Calata Cuneo. Per la pandemia sono rimasto a casa dietro consiglio del mio medico curante per dei problemi polmonari. Quando poi sono stato in grado di potermi muovere ho trovato la sorpresa, il mio posto era sparito.

Io sono 50 anni che faccio il mercato, qua in Liguria oltre 10 anni, ho la licenza. Adesso da lunedì ho l’appuntamento con il mio legale. Sono propenso a fare un esposto alla Procura della Repubblica e uno al Tribunale dei diritti del malato, così andiamo a vedere se questo è un mio diritto oppure se la mia è solo una presunzione”.