Imperia: “Il Comune si iscriva all’anagrafe antifascista di Stazzema”. La proposta del Pd in consiglio

Imperia Politica

A presentarla il consigliere del Partito Democratico Fabrizio Risso.

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“Il Comune di Imperia si iscriva all’anagrafe antifascista istituita dal Comune di Stazzema”. La proposta, sotto forma di mozione, arriva dal Partito Democratico di Imperia e dal gruppo consiliare, e verrà discussa nel consiglio in programma il prossimo giovedì 27 maggio.

Imperia: anagrafe antifascista Stazzema, consigliere Risso chiede iscrizione

Che cos’è l’Anagrafe Antifascista

L’Anagrafe antifascistasi legge sul sito ufficiale – è una comunità virtuale di valori, aperta a tutti coloro che si riconoscono in una serie di principi enunciati sulla ‘Carta di Stazzema’. 

Perché una Anagrafe antifascista? Perché sta succedendo qualcosa di preoccupante. Si riaffacciano simboli, parole, atteggiamenti, gesti ed ideologie che dovrebbero appartenere al passato. Non solo. Si fanno largo sentimenti generalizzati di sfiducia, insofferenza, rabbia, che si traducono in atteggiamenti e azioni di intolleranza, discriminazione, violenza verbale.

In rete e sui social media, sulle testate giornalistiche, nelle dichiarazioni politiche come nei bar e nelle strade. Principi che credevamo forti e stabili e che ci sembrano in pericolo.

Sottoscrivere la Carta ed aderire all’Anagrafe significa prendersi un impegno per la democrazia e a sostegno dei valori della nostra costituzione”.

All’anagrafe antifascista hanno aderito già molti Comuni italiani, tra cui anche Roma.

L’eccidio di Sant’Anna di Stazzema

Il 12 agosto 1944 si consumò una delle pagine più tragiche della Seconda guerra mondiale. Nell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, compiuto dai nazifascisti, vennero uccisi 560 civili, tra cui 130 bambini.

Nelle prime ore del mattino Stazzema, in provincia di Lucca, fu circondata da tre reparti della 16ª divisione Panzergrenadier delle SS, affiancati da bande di fascisti, mentre un quarto reparto, più a valle, bloccava qualsiasi via di fuga.

L’area era stata dichiarata pochi giorni prima “zona bianca” dagli stessi tedeschi e quindi considerata sicura dalla popolazione, tanto che erano presenti decine di sfollati, che dalla costa si erano rifugiati in paese.

All’arrivo dei tedeschi tutti gli uomini fuggirono pensando si trattasse di uno dei tanti rastrellamenti. In paese rimasero dunque donne, bambini e anziani. Vennero radunati nel piazzale della chiesa e uccisi a colpi di mitra per poi essere dati alle fiamme.

 

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