Imperia: Cgil Cisl e Uil davanti alla prefettura per rivendicare più sicurezza sul lavoro. “Troppi morti e infortuni anche nell’imperiese. Ora basta” / Foto e Video

Provincia

Presidio dei sindacati Cgil, Cisl e Uil questa mattina davanti alla Prefettura di Imperia, per puntare l’attenzione sull’emergenza legata alla sicurezza e alle morti sul lavoro. Le Organizzazioni sindacali hanno stilato un documento a livello nazionale, che contiene la piattaforma di rivendicazioni. Il documento è stato consegnato a tutti i prefetti.

Cgil, Cisl e Uil insieme dal prefetto per rivendicare la necessità di ottenere maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro . “Troppi morti e infortuni, situazione inaccettabile”

Dice Milena Speranza, segretaria provinciale della Uil imperiese: “Siamo qui per manifestare perché non si può continuare a piangere i morti dopo che le vicende succedono. Vogliamo che ci si sia una legge e un’organizzazione tali che le morti non succedano più. E’ andata male nel 2020, con oltre 1200 morti e nel primo trimestre del 2021 ci sono già  187 morti in Italia. Riteniamo che questa cosa non possa più andare avanti così. Dobbiamo verificare se la normativa sulla sicurezza sia ancora attuale anche rispetto ai Dpi utilizzati. Riteniamo che serva maggiore attenzione da parte dei datori di lavoro. La percentuale più alta di infortuni si registra la nell’industria e nell’agricoltura, anche forse per i macchinari utilizzati, a fronte di una non adeguata formazione del personale. 187 morti nel 2021 riteniamo non abbiamo senso, anche perché la causa dei numeri alti del 2020 si diceva fosse legata soprattutto al momento pandemico e ai sanitari che avevano perso la vita nella lotta al Covid. Ora vogliamo sapere come intenda intervenire il Governo, perché non si può più morire sul lavoro”.  

Spiega Fulvio Fellegara, segretario provinciale della Cgil di Imperia: “La piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil, preparata a livello nazionale, viene consegnata oggi a tutti gli uffici territoriali del Governo. È una giornata di rivendicazione, ma anche di riflessione. Nel 2020 abbiamo avuto 10 morti sul lavoro in questa provincia e solo uno legato al Covid. Abbiamo avuto quindi un aumento delle morti sul lavoro del 300%. Le denunce di infortuni sul lavoro sono cresciute in provincia di Imperia del 103% nel 2020, nonostante ci sia  stato un calo di controlli dovuti al lockdown. Con minori controlli abbiamo avuto un aumento delle irregolarità. Con meno lavoro ci sarebbero dovuti essere meno infortuni e meno incidenti. Sono dinamiche preoccupanti che mettono paura e che bisogna combattere con la rivendicazione e lavorando sulla cultura della sicurezza, partendo dai luoghi di lavoro più piccoli, meno strutturati, dove è più facile saltare alcune procedure, fino ad arrivare alle aziende più grosse. Cultura, attenzione e prevenzione sono i concetti che portiamo all’attenzione del prefetto di Imperia”.

 

Claudio Bosio segretario generale della Cisl delle province di Imperia e Savona sottolinea: “Oggi al prefetto evidenzieremo la situazione generale del Paese e quella territoriale e gli chiederemo di attivare un tavolo di confronto che si riunisca periodicamente, con il coinvolgimento delle associazioni datoriali, dell’Asl e dell’Inps. La sicurezza sui luoghi di lavoro è anche un aspetto legato alla cultura ai costi economici e la prevenzione viene vista come costo e non come investimento. Occorrerà investire di più anche utilizzando le risorse che ogni anno Inail mette a disposizione, anche per la prevenzione. La nostra è una provincia che non ha grandi aziende strutturate, ma i dati significano un bisogno di cambiamento di cultura. I fatti che sono successi prima con la caduta del ponte Morandi e ora con la funivia, mostrano che la sicurezza della vita umana passa troppo spesso in terz’ordine e questo come sindacati non possiamo più permetterlo”.

 

Le rivendicazioni di Cgil, Cisl e Uil

È necessario ed urgente che attraverso un rinnovato atto di responsabilità collettiva Governo, Istituzioni, Conferenza Stato-Regioni, Enti preposti, Parti Sociali (CGIL-CISL-UIL e Associazioni Datoriali), stipulino un grande PATTO PER LA SALUTE E PER LA SICUREZZA SUL LAVORO che deve inserirsi all’interno ed in coerenza di un quadro pluriennale determinato dalla STRATEGIA NAZIONALE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE, assente da sempre nel nostro Paese ma richiesta insistentemente negli anni dalle Organizzazioni Sindacali, e che deve definire in maniera chiara gli obiettivi, gli interventi, le misure di tutela da porre in essere in coerenza con la Strategia quinquennale europea, allineandosi al modello comunitario. Occorre intervenire su 3 grandi assi:

ISTITUZIONI E ORGANISMI NAZIONALI

  • FINANZIARE IL PROGRAMMA PLURIENNALE, con finanziamenti mirati del PNRR e dei Fondi europei e nazionali per la coesione.
  • CONCEDERE FINANZIAMENTI ALLE IMPRESE, condizionati a requisiti di legalità, applicazione dei CCNL e piena garanzia delle tutele su salute e sicurezza.
  • VARARE IL MODELLO DELLA QUALIFICAZIONE DELLE IMPRESE E DELLA PATENTE A PUNTI per determinare l’accesso alle gare di appalto, in particolare quelle pubbliche, sulla base della regolarità delle imprese in merito al rispetto delle normative, ai criteri definiti su SSL, alla legalità e correttezza dei contratti di lavoro.
  • RENDERE PIENAMENTE OPERATIVI GLI ORGANISMI NAZIONALI COMPETENTI ALLA SSL (Comitato ex art.5, Commissione Consultiva Permanente, art. 6, entrambi previsti dal D. lgs 81/08 s.m.), puntando, inoltre, a concretizzare un coordinamento permanente tra l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) e le Aziende Sanitarie Locali (ASL), migliorando le verifiche ispettive in qualità, quantità e frequenza, anche attraverso finanziamenti e assunzioni, sia per quanto riguarda l’INL sia per i servizi di prevenzione dei servizi sanitari territoriali. Realizzare nell’ambito del coordinamento una programmazione efficace dell’attività ispettiva, garantendo il confronto strutturato e continuo sugli assi di programmazione e intervento con le Parti sociali.
  • INVESTIRE, TRAMITE L’INAIL, RISORSE SULLA RICERCA, per accrescere la conoscenza della dimensione del fenomeno infortuni e malattie professionali, soprattutto in relazione alle modalità di accadimento, ai rischi emergenti, con particolare attenzione agli effetti derivanti dal cambiamento del mondo del lavoro e dalle innovazioni tecnologiche, e trasversali (età, precarietà del lavoro, immigrati), nonché alla violenza e alle molestie nei luoghi di lavoro. Anche la prevenzione deve diventare 4.0.
  • GARANTIRE L’ACCESSO ALL’ANAGRAFE DI RLS/RLST (che ha Inail) da parte delle OO. SS. Nazionali e territoriali.
  • INSERIRE NEI PROGRAMMI SCOLASTICI, almeno a partire dalle scuole superiori di ogni tipo, LA MATERIA DELLA SSL, ponendo a priorità il messaggio del valore della vita umana, anche sul lavoro. Le ragazze ed i ragazzi che oggi sono a scuola/università saranno lavoratori/trici, imprenditori/trici, liberi/e professionisti/e del domani. Devono acquisire la salute e sicurezza sul lavoro non come questione burocratica, ma di prevenzione e protezione, per sé e per gli altri, rispetto delle normative e delle procedure, attenzione costante e priorità dei diritti di tutela.

CONTESTI LAVORATIVI

  • Assicurare l’Informazione, la formazione e l’addestramento come diritti fondamentali ed esigibili di ogni lavoratrice e lavoratore: MAI AL LAVORO SENZA UNA PREPARAZIONE ED UN ADDESTRAMENTO ADEGUATI (indipendentemente dalla tipologia contrattuale, età, genere provenienza da altri paesi) che devono essere forniti ai lavoratori e alle lavoratrici prima di essere adibiti ad ogni specifica mansione e devono essere erogati da Enti di formazione accreditati e certificati.
  • INTRODURRE L’OBBLIGO DI FORMAZIONE PER I DATORI DI LAVORO e per tutti coloro che intendono avviare un’attività lavorativa. Non si può più consentire che si possa divenire imprenditori e non conoscere le normative in materia di SSL.
  • DARE NUOVO IMPULSO AL RUOLO DELLA RAPPRESENTANZA, a partire dal garantire in ogni contesto lavorativo la consegna del DVR/DUVRI, l’accesso al registro degli infortuni (digitale), la consultazione sulla valutazione dei rischi e le misure di tutela, sulla designazione degli attori della prevenzione e sull’organizzazione della formazione (di cui all’art. 37 del D. lgs 81/08 s.m.).
  • PROMUOVERE E RAFFORZARE LA CONTRATTAZIONE COME STRUMENTO FONDAMENTALE (nazionale e territoriale/aziendale) per declinare le misure di prevenzione e protezione al contesto lavorativo, tenendo conto delle esigenze della popolazione lavorativa, dell’organizzazione (a partire dei turni, dai carichi e dagli orari di lavoro) e delle modalità lavorative.
  • GARANTIRE PIENO ACCESSO DEI RLS E RLST AI LUOGHI DI LAVORO, potendo disporre di agibilità orarie adeguate, per svolgere appieno il loro ruolo.
  • INTRODURRE IL DIVIETO DI CONTRATTI DI APPALTO AL MASSIMO RIBASSO e con aziende che non sono in regola con le disposizioni normative in SSL. Obbligo per tutti i contratti di appalto della stipula del DUVRI (Documento unico di valutazione dei rischi da interferenza) e identificazione di un responsabile delle lavorazioni in appalto per ciascuna azienda (appaltante e appaltatrice).

ATTORI DELLA PREVENZIONE

  • Generalizzare e rafforzare il ruolo della rappresentanza in tutti i contesti e settori lavorativi, senza distinzioni di dimensione e settore: NESSUNA AZIENDA SENZA RLS/RLST, REGOLARMENTE ELETTI/DESIGNATI dalle lavoratrici e lavoratori.
  • GARANTIRE APPIENO LO SVOLGIMENTO DEL RUOLO DEL MEDICO COMPETENTE (come previsto dalla normativa vigente), attraverso un’azione non solo volta alla sorveglianza sanitaria, ma alle visite negli ambienti di lavoro, alla collaborazione alla valutazione dei rischi, al supporto per il ricollocamento degli inidonei.
  • RAFFORZARE LE COMPETENZE E LA FORMAZIONE DEI RSPP E GARANTIRE UNA PARTECIPAZIONE EFFETTIVA E COSTANTE DEI RLS/RLST al sistema di prevenzione aziendale.
  • EFFETTUARE UNA CAMPAGNA STRAORDINARIA DI CONTROLLI DA PARTE DEGLI ORGANI DI VIGILANZA IN OGNI AZIENDA, da rendere poi costante nel tempo ed abituale.

FERMIAMO LA STRAGE NEI LUOGHI DI LAVORO!