Imperia: in piazza della Vittoria manifestazione contro l’embargo a Cuba. “Provvedimento ingiusto che colpisce la popolazione” / Foto e Video

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Una trentina di attivisti dell’Associazione Italia Cuba di Imperia, Sanremo e Ceriale e di Rifondazione Comunista, si sono ritrovati questa mattina in piazza della Vittoria, nel capoluogo, per dare vita a una manifestazione contro l’embargo imposto a Cuba dagli Stati Uniti. I manifestanti hanno evidenziato come l’embargo stia creando problemi alla popolazione cubana e sia oltretutto ingiustificato.

I manifestanti: “Blocco ingiusto e anacronistico. Lo vogliono solo Stati Uniti e Israele. Cuba al mondo ha fatto solo del bene e mai del male”

Dice Idalmis Lawerence dell’Associazione Italia Cuba: “Noi dell’Associazione Italia Cuba di Imperia, Ceriale e Sanremo ci siamo uniti in piazza della Vittoria per manifestare contro il blocco economico criminale degli Stati Uniti contro Cuba. Cuba per questo sta passando molte difficoltà e soprattutto la popolazione, a cui non arrivano medicine. Cuba non fa la guerra, ma invia medici, infermieri e aiuti umanitari nel mondo. Per questo oggi siamo tutti qui per dire che non è giusto quello che si sta facendo contro a Cuba e che questo blocco va sospeso e riconoscere quello che Cuba ha fatto per il mondo, visto che ha inviato medici e infermieri nel mondo per la lotta alla pandemia. Non possiamo dimenticare quello che è stato fatto e che Cuba continuerà a fare, perché Cuba è revolucion. Cuba è Fidel Castro”.

Spiega Alberto Gabrielli di Rifondazione Comunista: “Siamo qua per rivendicare il diritto di un’isola come Cuba a non essere più vessata da un anacronistico blocco, che costa enormemente alla popolazione. E’ un blocco che ha 50 anni di vita, messo in atto da Eisenhower e confermato e anzi rinforzato da Kennedy. E’ una cosa terribile per un’isola che è un terzo dell’Italia e per 11 milioni di abitanti che usufruiscono tutti di scuola, sanità di alto livello e casa gratuitamente e non hanno evidentemente la ricchezza del consumismo che abbiamo noi, ma hanno il coraggio di andare avanti. Ci si chiede come sia possibile che 191 Stati dell’Onu continuino a chiedere la revoca di questo blocco e soltanto gli Stati Uniti e Israele chiedano di mantenerlo. E’ veramente una cosa anacronistica e non si capisce quale possa essere il motivo, se non una vera e propria cattiveria, per punire un’isola e un popolo di questo tipo, che davvero al mondo ha portato soltanto del bene e non del male, al di là di tutti i limiti, le difficoltà e le problematiche che possono esistere  in qualunque stato e ne siamo un esempio anche noi. Per cui chiediamo per l’ennesima volta, in concordia con quasi tutte le nazioni del mondo, che questo blocco venga rimosso. Quando Obama ne aveva parlato, se ne era parlato molto, ma non è cambiato nulla. Siamo qua per questo, per chiedere il diritto di un popolo ad avere la sua vita e continuare ad avere sanità, scuola e casa gratuite per tutti“.