Imperia: Coop Agorà nella bufera, arresti e denunce. Parla presidente Isah Pugi. “Per noi semplici fornitori, nessun contatto diretto”

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Tra le varie strutture cui presta servizi, alberghieri e sanitari, la Coop Agorà, anche l’Isah, a Imperia, e la Casa di Riposo San Giuseppe, a Dolcedo.

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La Guardia di Finanza di Arezzo, nei giorni scorsi, ha completato un vasta operazione con la quale ha disarticolato un’organizzazione, con base nell’aretino e con operatività anche in regioni dell’Italia centro-settentrionale, attiva da anni nella gestione di strutture socio-assistenziali, in affidamento da enti pubblici e privati.

In manette sono finiti il presidente della società Agorà d’Italia (Cooperativa consortile Onlus) Daniele Mazzetti (in carcere) e gli stretti collaboratori Letizia Beoni e Alessandro Corsetti (ai domiciliari). Dieci le persone denunciate. L’accusa è di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari.

Tra le varie strutture cui presta servizi, alberghieri e sanitari, la Cooperativa Agorà, anche due ubicate nell’imperiese, l’Isah, a Imperia, e la Casa di Riposo San Giuseppe, a Dolcedo (che fa sempre capo a Isah), come si evince dal sito internet ufficiale.

Il sodalizio criminale, secondo il castello accusatorio, avrebbe ideato un collaudato schema che prevedeva, tra l’altro, la partecipazione a “garepubbliche per l’affidamento di servizi socio-assistenziali, da parte di un consorzio, riconducibile agli indagati principali, per poi affidare l’esecuzione delle prestazioni  a società cooperative “affiliate”, talora rappresentate da prestanomi.

Gli indagati, con il contributo di un consulente fiscale, ponevano in essere plurimi e ripetuti reati fiscali (omessi versamenti e tributi e indebite compensazioni), che, nel tempo, generavano un rilevante debito nei confronti dell’erario  (mai onorato), in capo alle singole cooperative, poi sistematicamente poste in liquidazione e sostituite con altre, che proseguivano l’attività con gli stessi dipendenti.

Nel complesso, è stato quantificato un ammontare di somme evase non versate pari a 26 milioni di euro, costituenti il profitto illecito realizzato.

La Coop Agorà, nel dicembre 2015, ha partecipato alla gara indetta dalla Regione Liguria, stazione unica appaltante, per la gestione dei servizi sanitari e alberghieri rivolti agli utenti dell’Isah di Imperia e della Casa di Riposo San Giuseppe di Dolcedo (che fa sempre capo a Isah). Una volta aggiudicatosi la gara Agorà ha affidato i servizi alla Coop Reses che “presta” a Isah circa 70 dipendenti (sui 120 totali) per i servizi sanitari e alberghieri. Un contratto di fornitura, insomma.

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L’Isah con la cooperativa Agorà non ha alcun contatto diretto, se non quello tra semplice fornitore e ditta. Noi, come tutti i fornitori, a fine mese paghiamo una fattura per il servizio che loro ci danno. Non c’è nessuna commissione tra l’Isah e questa cooperativa. Mi auguro che tutto possa finire in una bolla di sapone.

Se hanno fatto dei reati in cooperativa, mi spiace. Ne prenderemo atto quando saranno giudicati. Sicuramente l’Isah assolutamente, e io l’ho già comunicato ai vertici Asl, non c’entra niente con tutta questa storia. 

Mi spiace, cerco sempre di fare un qualcosa per riportare in alto il nome dell’Isah, non ultimo l’acquisizione di questo locale. Abbiamo partecipato alla gara e abbiamo vinto per una spesa complessiva da 1 milione e 200 mila euro, abbiamo dato finalmente una casa per la vita ai nostri ragazzi.

Invece che godersi un momento di gioia come questo, perchè finalmente abbiamo fatto un qualcosa di estremamente buono, escono notizie di questo tipo dove si fa capire in qualche modo che l’Isah potrebbe essere responsabile. Non è così, l’Isah è solo un cliente di questo fornitore“.

C’è la preoccupazione di contraccolpi sui dipendenti che lavorano per la cooperativa? Ci sono garanzie per loro?

“È stato uno dei discorsi più importanti che sono stati fatti. Io sono stato in tutte le sedi dove ci sono i dipendenti della cooperativa e ho cercato di rassicurarli che comunque l’Isah c’è. L’Isah è comunque una istituzione, loro devono sapere che lavorano si per una cooperativa.

Ho ricevuto notizie non più di un’ora fa, andrà avanti con un nuovo direttivo, ma qualora dovesse esserci un qualcosa, siamo già a contatto con la stazione unica appaltante per sapere cosa dovremmo fare per poter garantire lo stipendio ai dipendenti.

Quelli della cooperativa come sono arrivati qui?

“Loro hanno partecipato ad una gara gestita dalla Regione. L’hanno vinta per il ribasso. Noi eravamo ancora ente pubblico, quando ci hanno detto che avevano vinto ne abbiamo preso conoscenza. Anche li non abbiamo assolutamente fatto niente per poterla gestire da noi”.

 

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