Imperia: teatro ai tempi del Covid, al Vieusseux lo spettacolo di fine anno si fa online. “È stato diverso, ma altrettanto emozionante” / Il video

Cultura e manifestazioni

Un modo diverso di fare teatro, con prove virtuali ed esibizioni senza pubblico, pensato per ovviare alle norme anti Covid.

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Il Covid non ha fermato l’entusiasmo e la fantasia degli studenti del Liceo Vieusseux. Anche quest’anno, infatti, è stato portato avanti il laboratorio teatrale e, viste le restrizioni dovute alla pandemia, lo spettacolo finale si è concretizzato in una forma alternativa: un cortometraggio nella suggestiva cornice del Parasio e poi pubblicato sui social.

Lo spettacolo, tratto da “Mandragola”, la commedia di Niccolò Machiavelli, ha visto la partecipazione di dieci attori (gli studenti Martino Bruna, Luca Semino, Mattia Faggionato, Samuele Marchetti, Federica Ciurleo, Giulia Raimondo, Francesco Tripodi, Sofia Papone e i docenti Greta Violetta e Davide Baglietto), l’adattamento e la regia della docente Camilla Berio, le riprese e il montaggio di Lorenzo Runco e la partecipazione di Ezio Beltramo (Liceo Artistico Amoretti).

Un modo diverso di fare teatro, con prove virtuali ed esibizioni senza pubblico, pensato per ovviare alle norme anti Covid, che ha però rivelato anche molti aspetti positivi e ha permesso di portare avanti una tradizione ormai decennale della scuola.

Imperia: teatro ai tempi del Covid, al Vieusseux lo spettacolo di fine anno si fa online

Ecco cosa hanno raccontato a ImperiaPost gli studenti Francesco, Samuele, Luca, Federica, Sofia e Giulia.

Com’è nata l’idea?

“C’è stato un confronto tra le parti e alla professoressa Berio è venuta questa idea, anche perchè c’era il problema del pubblico. Per via della pandemia, non ci poteva essere la presenza del pubblico a teatro.

Si è scelto quindi di non fare una rappresentazione come gli scorsi anni, ma di realizzare un cortometraggio, che potesse essere di una lunghezza fruibile e non risultasse troppo noioso”.

Cosa avete deciso di rappresentare?

“Abbiamo deciso di rappresentare la Mandragola, una commedia di Machiavelli, un autore che abbiamo studiato in questo periodo di anno scolastico. Molti temi ritornano nella vita quotidiana, c’è un collegamento alla vita di tutti i giorni.

Lo abbiamo scelto anche per staccare dalle commedie greche che avevamo rappresentato altre volte e per cercare di fare un qualcosa di più rinascimentale“.

Com’è stato non recitare davanti ad un pubblico? Quali sono le differenze con un montaggio?

“Sicuramente è stata una novità. Da fuori si potrebbe pensare che sia più difficile recitare con il pubblico davanti, perchè si ha molta più tensione nel momento dello spettacolo. Però durante le riprese c’è comunque sempre quel poco di agitazione.

Le novità provocano sempre un po’ di adrenalina, di energia, c’è anche un po’ di paura di poter sbagliare.

Sono orgoglioso di quello che siamo riusciti a fare. Non era facile, ci siamo riusciti abbastanza bene”.

Per organizzarvi vi siete incontrati anche in modo telematico?

“La maggior parte delle prove le abbiamo fatte su Meet e poi ci siamo visti solo per fare le riprese. Non avevamo molto tempo e comunque il palazzo era prenotato in certi giorni.

È stato sicuramente diverso e più difficile non vedendoci. Alcune volte la voce arrivava sfalsata o non andava la connessione.

Era difficile capire se il modo in cui veniva recitata una parte fosse giusto oppure no. Però è venuto bene, ci siamo organizzati con quello che avevamo”.

Com’è stato girare al Parasio?

“Il posto era bellissimo. Ci siamo trovati bene, abbiamo fatto le riprese in circa una settimana. È stato difficile inizialmente abituarsi alle telecamere, ma poi è andata bene”.

Qual è stato il momento più bello?

“Quando le riprese sono terminate: la felicità e la soddisfazione di vedere il nostro lavoro finito”.

Cosa vi aspettate dal prossimo anno?

“Alcuni di noi sono di quinta e quindi avrarnno l’esame il prossimo anno. Ci sarà l’impegno dello studio per l’esame di maturità, ma cercheremo di dare il nostro supporto anche per il laboratorio teatrale. Non può essere tralasciato.

Speriamo che qualcuno ci sostituisca negli anni a venire e che già il prossimo anno ci sia qualcuno pronto a prendere il nostro posto”.

Camilla Berio, docente

Ci siamo incontrati quasi sempre su Meet, quasi per tutto l’anno le lezioni sono state fatte sulla piattaforma online.

Da un certo punto di vista è stata una cosa triste, il laboratorio teatrale è bello perchè si sta insieme. La piattaforma è stata un’occasione per fare comunque teatro, va bene anche per le lezioni, è una bella soluzione.

Sicuramente è stata un’esperienza positiva, nella quale i ragazzi hanno capito e visto tutta una serie di tecniche  necessarie alla realizzazione del montaggio di questo piccolo corto, che non avrebbero visto se non ci fosse stata la pandemia.

Volendo vedere l’aspetto positivo di ogni cosa, è stata una occasione per imparare cose nuove”.

Da quanti anni si occupa di questo laboratorio?

Credo da 10 o 12 anni, ormai ho perso il conto. Dopo tanti anni in cui si faceva uno spettacolo teatrale tradizionale, mi è piaciuta questa esperienza.

A me piace fare sempre cose nuove e quindi lascio aperta qualsiasi possibilità per il prossimo anno.

Si ringraziano l’assessore Marcella Roggero, l’ufficio Cultura del Comune e l’Amministrazione Comunale per la concessione di Palazzo Pagliari. E un ringraziamento anche al Circolo Parasio per il sostegno e l’affettuosa e entusiastica partecipazione durante le riprese”.

L’intervista

Ecco il video integrale dello spettacolo:

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