Covid, Imperia: “AstraZeneca al posto di Pfizer. Un incubo”. Vaccino sbagliato al Palasalute, l’odissea di una 23enne/Il caso

Coronavirus

Una 23enne a Imperia ha ricevuto una fiala di AstraZeneca, il vaccino che è stato vietato per gli under 60.

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“Al Palasalute di Imperia mi hanno somministrato il vaccino sbagliato. È la denuncia di una ragazza di 23 anni che ieri sera invece di una dose di Comirnaty (in nome con il quale viene ora indicato il vaccino Pfizer) , ha ricevuto una fiala di AstraZeneca, il vaccino che è stato vietato per gli under 60. E sembra che la stessa cosa sia accaduta, sempre ieri al Palasalute imperiese anche a un’altra giovane.

“La vaccinazione doveva darmi serenità e ora è diventata un incubo. Lo stesso per un’altra ragazza che era con me”

La ragazza, che indichiamo con il nome di fantasia di Maria, spiega: “Per me la vaccinazione doveva essere un momento di passaggio dalla preoccupazione alla serenità e invece per un grave errore, che purtroppo ho scoperto soltanto dopo, è diventata un incubo. Per ora sto bene, a parte qualche linea di febbre e spero continui così, ma è chiaro che sono preoccupata. E voglio dirlo pubblicamente perché queste sono cose che non devono succedere e non voglio che accadano ad altri miei coetanei. Purtroppo ieri sera è successa la stessa cosa anche a un’altra giovane che era insieme a me e che non conosco”.

Dall’Asl una telefonata per indicare i medicinali da prendere e quelli da evitare in caso di malori o febbre alta

Prosegue Maria: “Ci siamo accorte del gravissimo errore quando ci hanno dato il foglietto dopo il vaccino. In cima era indicato il nome del vaccino giusto, il Pfizer, mentre l’etichetta che viene presa dalla confezione e applicata di fianco sul foglietto indica chiaramente che ci hanno fatto dosi di AstraZeneca, che ai giovani non deve essere assolutamente somministrato. Mi chiedo come possano succedere cose del genere. L’Asl cosa dice? Niente, mi hanno solo telefonato questa mattina per dirmi che farmaci devo o non devo prendere nel caso mi venisse la febbre o mi sentissi male”.

Conclude Maria: Voglio che la cosa si sappia, perché  una vicenda del genere non si ripeta a danno di altri miei coetanei. Ora sto bene e ovviamente spero non mi capiti nulla, ma è chiaro che per almeno quindici giorni vivrò nell’ansia. E’ assurdo”.

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