Imperia: “Rotto il tubo a mare della fognatura”. La denuncia di Luigi De Carlo presidente del Comitato cittadino per l’ambiente / Il caso

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De Carlo lancia l’allarme per la presunta rottura di una condotta fognaria in mare aperto

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Luigi De Carlo presidente del “Comitato per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica”, torna alla carica sulla questione  degli sversamenti fognari in mare e punta il dito contro l’Amministrazione comunale. De Carlo lancia anche l’allarme per la presunta rottura di una condotta fognaria in mare aperto e per questo esprime dubbi circa i recenti divieti di balneazione poi revocati.

L’intervento di Luigi De Carlo, presidente del Comitato per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica”

Spiega De Carlo: “La situazione è diventata assurda e insostenibile. Sono ormai 20 anni che il sistema idrico imperiese lamenta gravi lacune e un palese sottodimensionamento, considerato che è stato progettato e realizzato negli anni ’70, se non prima, e che la città negli ultimi 20 anni è più che raddoppiata. Ho cominciato ad occuparmi seriamente di queste mancanze nel 2018 quando, dialogando con la presente Amministrazione, in particolare con l’ing. Croce ed il dott. Sacchetti, si è arrivati alla realizzazione del prolungamento a mare del troppopieno del Prino, che scaricava liquami sulla battigia in zona balneabile. Purtroppo anche questo lavoro è stato completato solo ora con più di due anni di ritardo e senza rispetto della normativa perché a 280 mt dalla costa la profondità non è 30 mt come da progetto, ma non più di 8-10 mt. Questo primo intervento doveva essere seguito da interventi più consistenti riguardanti il sottodimensionamento del collettore che convoglia la quasi totalità dei liquami della città al depuratore. Purtroppo niente è stato fatto e nella primavera e inizio estate del 2020 le rotture e le insufficienze del sistema fognario si sono aggravate causando molto più frequenti e consistenti sversamenti di liquami in mare con conseguenti divieti di balneazione e gravi danni all’ecosistema, alla salute dei cittadini ed al turismo”.

“Da settembre il tubo del depuratore (alla foce dell’Impero ndr) scarica in mare e non è stato ancora riparato”

Prosegue De Carlo: “Ora siamo arrivati all’assurdo. Si rompe il tubo di rilancio a mare del depuratore nel settembre 2020 (alla foce del torrente Impero ndr) e l’Amministrazione ingiunge a Rivieracqua una riparazione tempestiva, dopo ben tre mesi (solo a dicembre) il sindaco emette una severa ingiunzione a Rivieracqua per la riparazione del tubo perché le acque fuoriuscite dalla rottura sono depurate in maniera insufficiente e sono quindi causa di inquinamento. Successivamente tra gennaio e febbraio 2021 avviene il passaggio di Amat, gestita dal Comune, a Rivieracqua ormai unica responsabile del polo idrico imperiese e viene definita l’attribuzione della responsabilità della riparazione del tubo del depuratore all’Amministrazione comunale. All’inizio di aprile 2021 il comune affida i lavori di riparazione del tubo rotto alla Soc. Marittima Service Group, ma a tutt’oggi, in piena stagione balneare, il tubo non è ancora stato riparato“.

Conclude Luigi De Carlo: “Ultima ciliegina sulla torta, in data 15 e 16 giugno 2021 sono stati pubblicati su Imperiapost due articoli che denunciano che le analisi effettuata da ARPAL sull’acqua di mare prelevata in zona Parco Urbano e sul litorale antistante la zona che va Borgo Foce sino al Prino rilevano un inquinamento da Escherichia coli e Enterococchi intestinali superiore ai valori limite di legge con conseguente divieto di balneazione. Tra l’altro ci riesce difficile capire perché il divieto di balneazione riguardi solo le due zone sopra citate o non il litorale che va dalla Spiaggia d’oro sino ai Bagni Buraxen, zona che si trova proprio nel mezzo delle due sopra citate. Questo grave inquinamento è stato causato sia dal tubo rotto del depuratore che dalla rottura, rilevata recentemente dalla vedetta della Capitaneria di Porto, del tubo sottomarino che da Borgo Foce convoglia al depuratore tutti i reflui provenienti dalla maggior parte della città (Poggi, Piani, Monte Calvario, Caramagna e tutta la zona compresa tra il Prino e Borgo Foce).

“La Capitaneria ha segnalato la rottura del tubo in mare che da Borgo Foce convoglia i reflui al depuratore”

Questo consistente sversamento in mare di reflui fognari non depurati si può configurare come grave disastro ambientale e non come asserisce l’assessore all’Ambiente Gandolfo in un articolo pubblicato da Imperiapost un inquinamento purtroppo inevitabile ma non di grave entità derivante dai lavori di ripristino dei danni causati alle opere di protezione portuali causati dalle violente mareggiate. Ci riesce difficile accettare che un Assessore all’ambiente non sia stata informata della rottura rilevata dalla Capitaneria di Porto e comunicata all’ARPAL e pertanto o l’assessore in questione non sa fare il suo lavoro e ingenuamente diffonde informazioni errate oppure la buona fede ci risulta molto dubbia. Tutto quanto sopra dimostra una grave disattenzione dall’attuale Amministrazione ai problemi primari della città che invece si distingue per la messa in atti di lavori “di facciata” atti a promuovere una favorevole attenzione politica, che non sto ad enumerare”.

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