Imperia: procreazione assistita, approvata in Consiglio mozione Monica Gatti (Lega). “Chiediamo alla Regione di alzare limiti di età. Donare vita è donare amore”

Imperia Politica

È stata approvata all’unanimità, ieri in Consiglio Comunale a Imperia, la mozione sulla procreazione medicalmente assistitita presentata dalla capogruppo della Lega Monica Gatti.

L’obiettivo della mozione, sottoscritta da tutti i capogruppo, è stato quello di impegnare il Sindaco e la Giunta Comunale ad attivarsi presso la Regione Liguria affinché quest’ultima si attivi per un predisporre una migliore regolamentazione della procedura di accesso al beneficio, sia in termini di condizioni di accessibilità, che di innalzamento dei limiti di età, che di fondi disponibili.

Imperia: procreazione assistita, la mozione della consigliera Monica Gatti (Lega)

Donare la vita significa anche donare amore. Oggi il mondo è cambiato, la realizzazione, soprattutto da parte delle donne, nell’ambito della vita professionale e la stabilità lavorativa, costituiscono il presupposto fondamentale per affrontare un’eventuale maternità in piena serenità e consapevolezza. Questo ha spostato in avanti il desiderio di gravidanza. Si è ampliato quindi anche il problema dell’infertilità di coppia che oggi ha raggiunto ampie proporzioni. La procreazione medicalmente assistita rappresenta una frontiera praticata proprio per affrontare il desiderio di genitorialità. 

In Italia la legge di riferimento risale al 2004 che si rivolge esclusivamente a coppie eterosessuali in età fertile. Nei livelli di assistenza la PMA è stata inserita con un DPCM del 2017, ma non c’è ancora un decreto che determini le tariffe a carico delle famiglie e sono le regioni che devono discliplinare tutto.

In Liguria siamo fermi al 2014 e la legge regionale garantisce accesso alla Pma nei confronti delle donne fino a 43 anni e nei confronti dei partner fino ai 55. In altre regioni i limiti di età sono più alti, in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Abruzzo, Campagna, l’età per le donne arriva a 46 anni e addirittura in Veneto fino a 56.

Nel periodo della pandemia ha ridotto i termini di accesso, perchè è un anno e mezzo che la sanità pubblica si è dovuta interessare al covid lasciando indietro altre problematiche.

Ringrazio i primi consiglieri con cui mi sono confrontata, Innocente Ramoino e Antonello Ranise, unitamente all’assessore Luca Volpe, che hanno subito accolto favorevolmente la questione. Si è trovato subito accordo, b

Perchè abbiamo voluto portare questa mozione in consiglio comunale? La competenza è della Regione ma ho ritenuto di istituzionalizzare la questione per dare maggior peso con l’auspicio che altre amministrazioni locali possano seguire il nostro esempio. Il Comune di Imperia è il primo ente che se n’è fatto carico. Mi auguro che l’amministrazione possa mettere a conoscenza gli altri capoluoghi di provincia in modo tale da essere uniti per far si che la Regione Liguria possa porre attenzione e valutare la rivisitazione della normativa attraverso un adeguamento dell’età massima e dei termini di condizioni di accessibilità e i fondi disponibili.

Non possiamo pensare che una coppia che risiede a Ormea possa accedere ai benefici sanitari fino al compimento della donna del 46esimo anno di età, mentre una coppia residente a Nava a 43 anni si debba fermare oppure mettere mano al portafogli, cosa che non tutti si possono permettere”.