Imperia: fogna e depuratore, comitato cittadino per l’ambiente lancia l’allarme. “Situazione gravissima. Legambiente faccia campionamenti mirati, perché ha saltato la nostra costa?”

Attualità Imperia

“Luigi De Carlo, presidente del Comitato per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica , interviene sulle criticità emerse sul depuratore e sul sistema fognario.

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Luigi De Carlo, presidente del “Comitato per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica” , interviene con una nota stampa in merito alle criticità emerse sul depuratore e sul sistema fognario della città di Imperia.

Imperia: sistema fognario, parla il comitato per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica

“Il Comitato si è costituito perché molti dei cittadini non si capacitavano della grave disattenzione che negli ultimi 20 anni tutte le amministrazioni succedutesi compresa l’attuale hanno mostrato nei confronti dell’ambiente e della salute pubblica.

Uno dei fondatori del comitato (che è apolitico e senza fini idi lucro) ne è l’attuale Presidente e già nel 2008 aveva fondato un comitato con la maggioranza dei cittadini di Poggi per ottenere la chiusura della vergognosa discarica a cielo aperto dei rifiuti situata dietro la collina di Poggi, la Ponticelli, e avviare come richiesto dalla Legge la raccolta differenziata. L’azione si era resa necessaria perché l’Amministrazione Sappa allora in carica sin dal 2002 data in cui la discarica avrebbe dovuto essere definitivamente chiusa, aveva optato insieme alla Provincia, utilizzando deroghe successive, di proseguire l’attività della stessa ignorando la raccolta differenziata. È chiaro che senza l’intervento dei cittadini la discarica avrebbe continuato la sua attività perché nel 2010 ne era stato previsto l’ampliamento.

L’ampliamento non fu effettuato perché il Comitato allora costituito si rivolse al Politecnico di Milano che dietro compenso di 13.500 che i cittadini dovettero sborsare eseguì una perizia che costrinse l’Amministrazione e la Provincia a chiudere definitivamente la discarica e finalmente iniziare la raccolta differenziata.

Tutto ciò premesso, entro nel vivo del problema odierno. L’attuale Comitato per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica si è costituito perché il dott. De Carlo che è uno dei promotori e che ne è il Presidente in carica e che nel 2018 aveva iniziato un dialogo con l’attuale amministrazione per ovviare a gravissime carenze del sistema fognario della città ha constatato non un miglioramento ma un progressivo grave peggioramento della situazione:

  • Il prolungamento a mare dello scarico del troppo pieno del Prino è stato realizzato senza rispettare le condizioni di progetto perché il Sindaco attualmente in carica a cui era stato chiesto un prolungamento a 500 metri dalla costa aveva obiettato che il prolungamento sarebbe stato limitato a 280 mt dalla costa perché la profondità di 30 metri raggiunta a quella distanza lo consentiva. Il risultato è che il progettista ignorando che esistono le carte nautiche chiamate batimetriche ha portato il tubo a 280 mt ma a una profondità di 8\9 metri proprio in prossimità delle boe che delimitano la zona dedicata alla balneazione.
  • I divieti alla balneazione nella stagione estiva negli ultimi due anni hanno subito un continuo incremento e la condizione delle acque balneabili è in continuo peggioramento (alleghiamo alcune fotografie scattate il 10/07/2021 nello specchio d’acqua antistante lo stabilimento balneare Le Capanne Africane, dove l’acqua si presenta di colore marrone, piena di bolle persistenti dovute all’inquinamento).
  • Recentemente l’ARPAL ha emesso un divieto di balneazione per la rottura del tubo sottomarino che convoglia la maggior parte dei reflui della città partendo dalla foce del Caramagna per rientrare sulla costa in prossimità dello stabilimento balneare Buraxen.
  • In località Cappuccini alla foce del Caramagna in occasione di piogge copiose, le case dei residenti vengono invase da reflui fognari talvolta sino all’altezza di 70/80 cm .
  • Recentemente in occasione di grave inquinamento accertato dalle analisi di ARPAL i divieti di balneazione sono stati emessi in ritardo con grave pericolo per i bagnanti, emessi e poi ritirati nel giorno successivo creando confusione (la stampa ha messo in evidenza l’anomalia del comportamento)
  • Si rompe il tubo di rilancio a mare delle acque del depuratore nel settembre del 2020, l’Amministrazione rileva che le acque sversate a mare a causa della rottura sono solo parzialmente depurate e quindi causa di inquinamento dell’ecosistema marino. A tutt’oggi luglio 2021 il tubo non è stato ancora riparato.
  • Abbiamo preso contatto con Rivieracqua alla quale abbiamo esposto la gravità del problema chiedendo alla stessa interventi risolutivi e che in analogia al master plan dell’acquedotto venisse realizzato un progetto per il sistema fognario. Ci è stato risposto in data 24/06/2021 prot. 9196 che per ora il tema non può essere affrontato perché il completamento dell’ATO non è ancora concluso. Inoltre ci hanno precisato che è di loro competenza solo la manutenzione ordinaria del sistema fognario mentre la straordinaria è di competenza del Comune . Tutti questi rimpalli di responsabilità creano solo confusione e niente di risolutivo viene realizzato.

Inoltre abbiamo recentemente appreso dalla stampa locale che Legambiente con Goletta Verde ha effettuato prelievi di acqua di mare in diverse località della costa ligure e in base alla loro analisi ha dato una valutazione e una classificazione delle zone balneabili della costa. Ci è molto dispiaciuto che nessun prelievo sia stato effettuato nei bacini dei tre fiumi di Imperia (Impero, Caramagna e Prino) e che si certifichi che la costa imperiese risulta buona per la balneazione sulla base di prelievi effettuati nel bacino di Diano e di altre località adiacenti perché tutto quanto sopra descritto evidenzia una situazione molto diversa.

Ci risulta anche molto strano che il bacino dianese risulti tra i migliori classificati dal momento che a Diano e in tutto il bacino non esiste depuratore e tutti i reflui vengono scaricati a mare. Pertanto chiediamo a Legambiente di fare campionamenti più mirati”.

 

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