“Mille euro per ogni ligure”: Sansa lancia class action contro Autostrade. Ecco come aderire

Imperia Politica Provincia

“E’ la più grande class action mai intentata in Italia, perché parliamo di un miliardo e mezzo di euro, mille euro per ogni ligure”.

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Una class action per chiedere i danni, un miliardo e mezzo di euro, ad Autostrade per i continui disservizi sulla rete autostradale ligure. A promuoverla il consigliere regionale di minoranza Ferruccio Sansa che, questa mattina, alle 10, nello studio dell’avvocato Mattia Crucioli (Senatore, ex M5S, oggi nel gruppo “L’Alternativa c’è“), ha firmato la richiesta di class action, dando così il via libera all’iter per la domanda di rimborso ai liguri nei confronti di Autostrade.

Liguria: un class action contro Autostrade

Ferruccio Sansa

“Con Roberto Centi siamo i primi firmatari della Class Action dei liguri contro Autostrade. E’ la più grande class action mai intentata in Italia, perché parliamo di un miliardo e mezzo di euro, mille euro per ogni ligure. Per aderire i liguri non rischiano niente. Devono soltanto firmare un documento. I costi e i rischi ce li becchiamo sul groppone io e Centi.

Nel 2019 è stata approvata la nuova disciplina sulla class action, entrata in vigore quest’anno. Introduce una novità che è un’arma straordinaria nelle mani della gente. Ed è stata usata poco sino ad ora. Credo che nei prossimi anni sarà un mezzo di battaglia politica senza uguali che ci ripromettiamo di utilizzare anche altre volte in futuro.

Abbiamo sentito vari pareri legali e ci hanno detto che impostata così questa class action ha buone possibilità di riuscita. E’ doveroso prende un’iniziativa come cittadini. E’ un’iniziativa della Lista Sansa da regalare poi alla Regione. Se aderiranno Sindaci, partiti di altri schieramenti a noi andrà benissimo. Vorremmo che aderissero anche sindacati, Comitati, associazioni di abitanti. Noi dobbiamo coinvolgere il maggior numero di liguri possibili.

Vogliamo tutelare tutti i liguri, perché tutti i liguri hanno subito dei danni, non solo quelli che hanno preso l’autostrada. Per l’incolumità, perché abbiamo dovuto circolare su infrastrutture insicure. Ricordo quando un perito della procura mi ha detto ‘non faccia passare suo figlio da questi viadotti perché sono pericolosi’. Abbiamo subito danni per l’economia, per le imprese, per il turismo, che vale il 15% del nostro Pil, per i porti, per il nostro lavoro. Abbiamo perso settimane, mesi, chiusi nelle nostre auto. Abbiamo perso occasioni di lavoro, si sono diradati legami di amicizia perché la gente non riesce più a vedersi.

E’ cambiata la vita dei liguri e la Liguria si è impoverita per colpa del concessionario. Economicamente, socialmente e umanamente. E’ cambiata la vita di chi doveva spostarsi per studiare, per le famiglie e gli amici che volevano incontrarsi. Ha diviso genitori da figli, nonni da nipoti. Autostrade ha rubato ai liguri ore di vita ogni giorno. Migliaia ogni anno. Va avanti dal 2018.

La nuova formula della class action parla di danni contrattuali, ma anche non contrattuali. E’ fondamentale perché apre a forme di risarcimento una volta non ipotizzabili.

La class action avrà queste scadenze: prima raccoglieremo le adesioni, poi a settembre presenteremo formalmente la class action. Entro dicembre i magistrati dovranno decidere se ammissibile o meno e allora cominceranno le danze, perché Autostrade rischierà di dover pagare un miliardo e mezzo di danni, una cifra di cui non si è mai parlato in Italia.

Abbiamo fatto questa class action perché crediamo che tutti i liguri abbiano subito un danno, ma anche un’ingiustizia. Sono anni che viviamo con la sensazione di vivere un sopruso. I liguri possono finalmente alzare la testa. Vogliamo far sentire i liguri capaci di ribellarsi.

Cosa c’è di più stimolante di una ribellione che segue strumenti previsti dalla legge. E’ un modo per ricordarci che siamo tutti liguri e che come liguri non accettiamo più di subire quello che abbiamo subito negli ultimi anni.

Lo strumento della class action è innovativo: è una legge nata proprio per proteggere grandi numeri di cittadini che hanno subito un danno simile, e per difendere i più deboli che da soli avrebbero difficoltà a ottenere giustizia.

Il crollo del Ponte Morandi, avvenuto quando Autostrade era gestito da Atlantia che fa capo ai Benetton, ha provocato 43 morti. Quel disastro, oltre ai morti, ha spezzato in due la Liguria, ci ha diviso dal resto del Paese, ci ha allontanato dall’Europa. Poi sono seguiti anni di incidenti, cantieri infiniti, di manutenzione che prima non era stata fatta.

Roberto Centi

“Io vengo da La Spezia e sono testimone e vittima di quello che accade ogni giorno sulle autostrade liguri. Non si contano i cambi di corsia, ma la cosa più dolorosa è la coda che si forma tutte le mattine da Recco in poi. Vedo lavoratori, autisti di camion, mamme e papà. Penso a quante ore sono state perse. Quanto sono aumentati i tempi di percorrenza. Un paziente che da Sarzana deve andare a Genova rischia la vita. Questo mi ha indotto, appena Ferruccio ha avuto l’idea, ad aderire immediatamente”.

Mattia Crucioli

“Io mi trovo in una situazione particolare. Sono tra coloro che hanno approvato questa legge che modifica la class action e che ne fa uno strumento potentissimo a cavallo tra giustizia e politica. E’ uno strumento che esisteva anche prima, ma con molti ostacoli. Con le modifiche del 2019  basta un clic per partecipare alla class action, senza rischiare nulla.

Noi vogliamo dire che non sono soltanto gli utenti diretti ad aver subito il danno. Ma i danni si riverberano su tutti i liguri. E poi ci sono i danni sociali. La Liguria è isolata, chi paga questo danno? Un danno partito immediatamente dopo il crollo del Ponte Morandi e che continua sino ad oggi. E proseguirà sino al 2023, come si evince da documenti Aspi”.

Una battaglia, quella lanciata da Sansa, anche sui social con gli hashtag #classactionsansa e #classactiondeiliguri

Per firmare la class action basta andare sul sito www.classactionautostrade.org.

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