Imperia: scatta l’ordinanza “anti-piccioni”. Vietato dargli da mangiare e obbligo per i privati di chiudere i punti dove si riparano. Il documento firmato dal sindaco Scajola

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L’ordinanza firmata dal sindaco Claudio Scajola vieta di dar da magiare ai piccioni e impone anche ai proprietari la pulizia dei luoghi in cui normalmente soggiornano i volatili

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Da oggi a Imperia dar da mangiare ai piccioni può costare caro. Per la precisione da 25 a 500 euro. A tanto infatti ammontano le sanzioni previste per chi non rispetterà l’ordinanza firmata dal sindaco Claudio Scajola, che vieta appunto di dar da magiare ai piccioni e impone anche ai proprietari la pulizia dei luoghi in cui normalmente soggiornano i volatili, provvedendo anche a chiudere a proprie spese gli spazi nei quali possono trovare rifugio e nidificare.

Vietato dar da mangiare ai piccioni. Imposte anche azioni per evitarne lo stazionamento sui davanzali e sulle pensiline

L’ordinanza, “a tutela dell’igiene pubblica e del decoro cittadino” è stata adottata a seguito della “gravità delle problematiche emergenti dalla proliferazione della popolazione di piccioni, cosiddetti “Torraioli” (Columba Livia var. domestica) sul territorio cittadino”, “tale specie, avendo colonizzato il territorio comunale, con maggiori concentrazioni nei centri abitati, ha assunto proporzioni tali da costituire un serio rischio di natura igienico-sanitaria oltre che danno a carico di edifici pubblici e privati, degrado di monumenti nonché problemi di decoro urbano in relazione ad insudiciamenti di balconi, marciapiedi e vie pubbliche”.

Il sindaco nel documento evidenzia anche che “è spesso segnalato agli uffici comunali la quotidiana abitudine dei cittadini di distribuire cibo ai piccioni aumentando, di fatto, in modo innaturale, il numero delle colonie in quantità incompatibili con l’ecosistema urbano“.

Le disposizioni contenute nell’ordinanza “anti-piccioni”:

Ordina

  1. a tutti i cittadini di non alimentare in nessun modo i piccioni all’interno dei centri abitati;
  2. a tutti i proprietari di immobili o amministratori di condominio o a chiunque che, per qualsiasi titolo, vanti diritti reali su immobili presenti nel territorio comunale, anche non agibili ed esposti alla nidificazione ed alio stazionamento di piccioni di provvedere:
  3. a proprie spese alla pulizia e disinfezione periodica dei locali, cortili e degli anfratti nei quali i piccioni abbiano nidificato e depositato guano, nonché alla pulizia e disinfezione periodica delle zone sottostanti cornicioni, balconi, pensiline, o aggetti vari di qualsiasi tipo, imbrattati da guano ed alla rimozione delle carcasse ove presenti;
  4. all’immediata chiusura di tutte le aperture anche di aerazione e/o di accessi attraverso i quali i piccioni possono introdursi e trovare riparo o luogo per la nidificazione mediante apposizioni di griglie o reti;
  1. ad impedire la sosta abituale o permanente dei piccioni su terrazzi, davanzali, cornicioni, nicchie, anche all’interno di cortili, applicando dissuasori di tipo non cruento;

 

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