Covid, Imperia: Green Pass, viaggio tra i ristoratori. “Non siamo controllori. Governo abbia il coraggio di rendere vaccino obbligatorio” / Foto e video

Attualità Imperia

La misura, annunciata ieri dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, entrerà in vigore a partire da venerdì 6 agosto in tutta Italia.

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Molti dubbi e perplessità, ma anche tanta voglia di tornare alla normalità e speranza nel futuro. Tutto questo emerge dalle parole dei ristoratori che, nella giornata di oggi, hanno espresso la loro opinione ai microfoni di ImperiaPost sull’introduzione del green pass obbligatorio per diverse attività, tra cui la ristorazione al chiuso.

La misura, annunciata ieri dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, entrerà in vigore a partire da venerdì 6 agosto in tutta Italia.

Andrea Sarri

“Non siamo istruiti, nessuno ci ha spiegato cosa dobbiamo sapere per consultare un green pass. Ho anche un po’ il timore, sono cose sanitarie che si chiedono ad una persona, c’è la privacy.

Non vorrei che in un prossimo futuro potrebbero insorgere delle complicanze a livello legale. Quando le cose si fanno un po’ all’italiana, ci sono delle problematiche che possono sorgere.

Vedremo step by step, ci siamo già abituati in questo ultimo anno a ritrattare il tutto. Di sicuro non c’è mai quasi nulla.

L’unica cosa sicura è che ricade sempre sulla testa dei ristoratori e non solo. Devo dire che siamo molto stanchi di tutto questo. È l’ennesima situazione sgradevole che dobbiamo affrontare.

Mi sarei augurato una forma di responsabilità di obbligare il vaccino a tutti. In maniera diversa io non posso fare il controllore. Nella vita bisogna applicarsi nelle cose che si è capace a fare”.

Enrico Calvi

Penso che i dati non siano rassicuranti. Abbiamo più paura di una nuova chiusura che del green pass. È ovvio che questa situazione è difficile da digerire, da qualsiasi parte la si guardi. Dobbiamo affrontarla cercando di uscirne il prima possibile.

Green pass ai ristoranti e mi auguro anche sui mezzi di trasporto, nei supermercati e in tutte le altre occasioni di flusso di persone.

Se questa è la strada porteremo avanti anche questo. L’importante è scongiurare la chiusura questo inverno”.

Ci sono timori, magari di un calo di clientela?

“L’afflusso della vaccinazione è buono, parliamo di un 51% di vaccinati con la seconda dose. Anche l’open day che è stato fatto ieri ha avuto grande affluenza, mi sembra si vada verso un numero sempre crescente in poco tempo.

Non penso che questo porti a un calo di flusso di lavoro, ma una maggiore tranquillità della clientela. È una speranza di ripresa, buttandoci alle spalle una nuova ondata di malati, morti e soprattutto chiusure”.

Caffè Corsaro

“E’ uno spreco di tempo e di lavoro. Dovremo fare noi i controllori, verificare se ogni singola persona avrà il green pass. Già c’è poco lavoro e questa novità sarà una cosa in più che ridurrà per la gente le possibilità di entrare. Dunque meno gente verrà a consumare. Abbiamo passato un periodo di chiusura totale, sarebbe stato meglio poter lavorare senza altri inconvenienti. Dovremmo cercare di lavorare, non di fare altre leggi”.

Ristorante Pitutì

“Noi siamo pronti, non ci sono problemi. Quando sarà il momento chiederemo il green pass. I nostri clienti sono prettamente stranieri e sono già tutti vaccinati e con il green pass. I nostri clienti mangiano fuori, il green pass non mi preoccupa nel modo più assoluto. Mi sembra giusto”.

Ristorante Sailor’s

“La speranza è che non aumentino i contagi e che ci facciano andare avanti così. Già è difficile andare avanti, con altre regole sarà ancora più difficile. Noi siamo fortunati perché ho abbastanza posti all’esterno a sedere. Chi ha più posti all’interno, invece, sarà molto più penalizzato. Chiedere il green pass ci farà perdere molto più tempo del normale. Già in estate tutti i turisti hanno fretta, non hanno voglia di aspettare. Se ci mettiamo anche a chiedere il green pass rischiamo di risultare antipatici. Però c’è una legge e dobbiamo fare quello che ci dice la legge. Certamente, penso che sia una cosa che ci metterà ancora più in difficoltà”.

Ristorante La Piazzetta

“Noi abbiamo il dehor esterno e siamo fortunati. Ma se piove, dovremo mettere i clienti all’interno e li la situazione si complica. Non possiamo controllare le persone una a una mentre le facciamo entrare. A meno che la legge non dica che a prescindere da dentro o fuori, quando un cliente arriva va controllato. E’ veramente complicata la situazione. Dopo mesi di chiusura è un problema enorme. Il tempo non puoi controllarlo. Se piove i clienti li dobbiamo mettere dentro. E come facciamo? E’ un dilemma, molto complicato”.

Besugo

“Ancora non sappiamo come organizzarci. Aspettiamo che qualcuno ci dica qualcosa di concreto per muoverci. Questa estate il green pass per noi, che abbiamo un dehor abbastanza grande non è un problema così grande. La gente la mettiamo fuori e non facciamo entrare nessuno. Teniamo aperti solo i servizi all’interno. Per il futuro aspetteremo, sperando che cambi qualcosa.

Non so se può essere una misura utile, ma credo che sia un incentivo a vaccinarsi. Spero che la gente capisca e vada a vaccinarsi in maniera tale che tutti quanti torneremo a fare una vita normale.

Non capisco però perché a dover pagare sia sempre il settore delle ristorazione, bar e ristoranti, le palestre, e non magari i pubblici uffici e i mezzi pubblici. Perché solo i ristoranti? Questa è una cosa che non capisco. Noi diamo lavoro, svago, facciamo girare l’economia. Dovrebbe essere obbligatorio ovunque per quel che mi riguarda”.

Portegu de Ma

“Io penso che sarà una misura momentanea. Io sono per la vaccinazione, assolutamente, perché per debellare questo virus non si può far altro che vaccinarsi. Poi ognuno la può pensare come vuole. Il green pass è giusto, però è chiaro che noi non possiamo fare i vigili all’interno del nostro locale. Vedere chi è vaccinato, chi ha il green pass. Starà al cliente essere responsabile. Controllare sarà difficile. Con la massa di gente, in piena estate, non è che posso permettermi di prendere una persona per controllare le persone che entrano nel locale. Calo di prenotazioni? Io credo che qui nella Riviera Ligure, fin che c’è bel tempo, fa caldo, non ci saranno problemi perché la gente vuole mangiare fuori. Se dovesse venire una giornata di pioggia staremo a vedere cosa succederà”.

Braccioforte

D’accordo o no, non spetta a noi dare giudizi. Una cosa però è certa, il green pass è un palliativo. Il Governo dovrebbe prendersi le proprie responsabilità e se pensa che le vaccinazioni sia così importanti avere il coraggio di rendere obbligatorie. Togliendo a noi l’imbarazzo di fare un lavoro che non ci compete.

Calo dei clienti? Non penso, almeno per quel che mi riguarda. Lavoro con una clientela adulta e vedo che sono quasi tutti vaccinati. Le fasce d’età più giovani sono quelle che non hanno fatto il vaccino e che potrebbero avere più difficoltà.

Ci sono contraddizioni. Anche negli alberghi, come si fa a gestire la clientela interna e esterna? Quelli che possono mangiare al ristorante, quelli che invece devono stare in camera. Ci sono cose come al solito lasciate a casa. Negli ambienti pubblici, bar e ristoranti, negli ambienti interni, come a tavola, la mascherina non è obbligatoria, invece sui mezzi pubblici si e quindi il green pass è utile per quello. Sono situazioni sempre un po’ border line”.

 

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