Imperia, green pass: “Io, non vaccinata per motivi di salute, non voglio che i miei figli ne paghino le conseguenze”. Lo sfogo di una madre. “Come faccio a garantire loro la libertà?”

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“Non voglio nemmeno osare ad immaginare l’obbligo di vaccino per la frequenza scolastica”

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una madre preoccupata per il vaccino anti Covid, ma anche e sopratutto per le conseguenze che i suoi figli potrebbero essere costretti a subire per il fatto che lei abbia scelto, per questioni personali di salute, di non sottoporsi alla vaccinazione.

“Lavoro in ambito sanitario e temo di fare questo vaccino perché non sono un soggetto sano. Io pronta a vivere da reclusa, ma i miei figli?”

Scrive la signora: “Non sarò una virologa ma nemmeno l’ultima dei cretini. Sono vaccinata per la qualunque e così i miei figli. Vi dirò di più, sono sicura al 100% che i miei figli siano i più vaccinati tra tutti anche rispetto ai figli di coloro che il siero anti-Covid 19 se lo sono fatto.
Eppure temo di fare questo vaccino, temo perché non sono un soggetto sano (difficile anche trovarli oggi giorno, difficile non avere niente di niente nel 2021). Ho 38 anni è da 15 ho già le mie belle patologie tra cui una malattia autoimmune. Vero, a seconda della patologia viene inoculato il siero più adatto. Certo, peccato non abbia ancora ben capito quale non dia effetti collaterali anche gravi o quantomeno in minima parte sul serio (premesso che non vorrei comunque scoprire oggi di far parte di quella minimissima parte che sembra sempre a tutti trascurabile).

“Nessuno mi sa spiegare come mai io, non vaccinata, possa limitare la libertà a un vaccinato, qualora lo infettassi”

Non voglio fare il vaccino anti-Covid 19 e non lo farò nemmeno se significherà vivere da appestata e reclusa, per i motivi di cui sopra e anche perché ho deciso nella vita che non sono ricattabile, corrompibile; in nulla. Lo devo a me, ai miei figli ai quali voglio continuare ad insegnare che la libertà è sacra, è l’unica cosa per cui valga ancora oggi la pena di vivere. Lo devo al mio povero nonno che insieme a tanti altri la guerra contro il nazismo l’ha fatta davvero e ha rischiato la sua vita per garantirmi questa liberà.
E’ vero, la mia libertà finisce dove inizia quella del prossimo, peccato mi sembra valga solo in un senso anche perché nessuno ancora, senza attaccarsi a pressapochismo e frasi senza senso rubate a presunti luminari della medicina televisiva, mi ha saputo spiegare come io, non vaccinata, limito la libertà di un vaccinato qualora lo infettassi, lo hanno detto loro che al massimo prendono un raffreddore! Mi pare diverso invece da parte di un vaccinato pretendere l’alienazione di coloro che il vaccino non se lo sono fatto tanto da pretendere che non lavorino neppure. 
L’unica cosa che non credo sia più opinabile non è nemmeno se i vaccini funzioni o no, se facciano male o meno, piuttosto il fatto che la stragrande maggioranza dei vaccinati (come chi non lo è), si sia sentita costretta dagli eventi o dalle situazioni o dalla propria ideologia a farlo questo vaccino e che ora scarichi tutta la propria frustrazione e la propria rabbia contro chi ha resistito
Nessuno ha mai preteso “salvacondotti” per il meningococco nonostante ci sia, per le scuole, l’obbligo vaccinale insieme ad altre 9 vaccinazioni. Io sono vaccinata contro il meningococco e i miei figli pure, per tutti i ceppi per cui un vaccino esiste eppure non mi sono mai sognata di pensare (tanto meno inveire contro il prossimo): “avrei evitato ma l’ho fatto quindi ora lo fai anche tu!”. Io ho scelto esattamente come altri hanno scelto di farlo o non farlo. Dove sta la differenza? La pandemia? Non è la prima e non sarà nemmeno l’ultima ma prima e unica è la libertà.

“Come posso gestire la soppressa libertà anche dei miei figli che per riflesso verrà limitata per una scelta della madre?”

Detto ciò: resisto e dove e come posso mi oppongo e lotto per i miei diritti, per la libertà mia e di quelli dopo di me perché oggi è la vaccinazione anti Covid-19, domani sarà qualcos’altro e quel giorno non vorrei trovarmi nei panni di tutti i vaccinati che gridano “al rogo!” ai PRESUNTI ed etichettati “no vax”. Resisto perché pure se dovessero limitarmi nella mia libertà di vivere, saprò reagire. 
Una domanda, però, me la pongo e chiedo a voi risposte se ne avete: come posso gestire la soppressa libertà anche dei miei figli che per riflesso verrà limitata per una scelta della madre? Sì perché nessuno parla mai dei bambini, soprattutto quelli in età lontana dalla vaccinazione (per grazia di Dio).  Come faccio a garantire pari opportunità e libertà di scelta ai miei figli? Sono piccoli (3 e 8 anni) devono andare a scuola, vorrebbero andare al cinema, frequentano la piscina, la danza, l’oratorio, le piazze, i ristoranti con gli amici o quando sono in gita, i parchi di divertimento le vacanze. 

“Non voglio nemmeno osare a immaginare l’obbligo di vaccino per la scuola”

Loro non devono essere vaccinati e hanno diritto di accedere a tutta questa lista infinita di opportunità e servizi ma devono, ovviamente, anche essere accompagnati. Anche se non sono io ad usufruire del servizio, devo accompagnare il minore ad usufruirne.  Il bambino di 3 anni ha bisogno di assistenza in piscina per il cambio. La bambina di 8 anni al cinema non sempre trova altri accompagnatori adulti vaccinati disposti a portarcela (ammesso che vogliano accompagnare la figlia di una “no vax”). I primi mesi di scuola materna mio figlio dovrà fare un inserimento che prevede la presenza del genitore all’interno del plesso. Mia figlia l’anno prossimo farà la comunione, in chiesa si potrà entrare? Sarà superficiale ma anche la festa, come tutti i coetanei, vorrà giustamente fare e sarà complicato trovare i primi di aprile bel tempo tanto quanto basta per mangiare fuori da un ristorante (ammesso che qualche avventore non estenda l’obbligo del green pass ad ogni sua proprietà visto che tanto ormai qui legiferano tutti). Sì ok, c’è il tampone, allora diciamo che vi è da sperare di non versare migliaia di euro per un evento e restarsene poi a casa il giorno prima. Lo so, sono cose che contano poco adesso, cose ovviabili in milioni di modi che chiunque potrebbe dall’alto del proprio sapere elencarmi. Di fatto resta un punto: come faccio a garantire la libertà a me negata almeno ai miei figli che non hanno colpe? E non voglio nemmeno osare ad immaginare l’obbligo di vaccino per la frequenza scolastica agli aventi dovere (mi pare evidente che si possa dire così ora)…
Ecco, per garantire la libertà ai miei figli qualora non possa farlo in altro modo, potrei cedere. I genitori, alla fine, sono sacrificabili nella speranza di non provare i figli del bene primario e più prezioso: il genitore stesso qualora qualcosa andasse storto, i figli mai. Grazie”.

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