Caso Rivieracqua, il presidente Mangiante: “Decreto del Tribunale è atto formale. Abbiamo già individuato il percorso da seguire in accordo con Comuni”

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Si punta a un accordo con i creditori e si spera anche in un nuovo Decreto legge sulle imprese in crisi

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La notizia del Decreto con il quale il Tribunale di Imperia ha avviato la procedura per la revoca del concordato anti fallimento per Rivieracqua farebbe agitare qualunque amministratore. Ma non il presidente di Rivieracqua Gian Alberto Mangiante, che, senza scomporsi, parla quasi come se nulla fosse accaduto.

Si punta a un accordo con i creditori e si spera anche in un nuovo Decreto legge sulle imprese in crisi

Dice Mangiante: “Il Decreto del Tribunale è un atto formale, che indirizza a un percorso che già pensavamo di adottare e che rappresenta una procedura più snella del concordato e anche meno costosa. Si tratta di trovare un accordo con i creditori per la ristrutturazione del debito. Questo si può fare direttamente, oppure attraverso un piano attestato. Oppure la terza via potrebbe essere quella contenuta in un Decreto legge che uscirà entro fine mese e che è legato proprio alla crisi delle imprese”.

Sulla vicenda era intervenuto ieri anche il sindaco di Imperia Claudio Scajola e il presidente Mangiante conferma che il “nuovo percorso” è condiviso con tutti i Comuni. Spiega mangiante: “Abbiamo un’interlocuzione giornaliera con i Comuni, per monitorare la situazione e i dati. I Comuni sono nella nostra direzione; sono allineati su questo percorso. Tutto passerà dalla Conferenza dei sindaci e dall’Assemblea dei soci“.

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