Imperia: 25 piccoli comuni della provincia escono da Rivieracqua, Assemblea Sindaci approva delibere. “Aumento dell’8% annuo per 4 anni, ma tariffe restano basse”

Attualità Imperia

Domani le pratiche saranno sottoposte al Consiglio Provinciale per l’approvazione definitiva.

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Saranno 25 i piccoli comuni della Provincia di Imperia, sotto i mille abitanti, ad uscire da Rivieracqua per gestire l’acquedotto in maniera autonoma. Lo ha deciso, attraverso due delibere, l’Assemblea dei Sindaci che si è riunita ieri nella sede provinciale, nell’ambito delle clausole di salvaguardia previste nella gestione del ciclo idrico integrato.

Domani le pratiche saranno sottoposte al Consiglio Provinciale per l’approvazione definitiva.

Imperia: 25 piccoli comuni della provincia escono da Rivieracqua

“Nel dettaglio – spiega il Presidente della Provincia Domenico Abbo sono state approvate due delibere.

La prima prende atto del fatto che 14 comuni (Apricale, Aquila d’Arroscia, Borgomaro, Caravonica, Castelvittorio, Chiusanico, Lucinasco, Mendatica, Molini di Triora, Montegrosso Pian Latte, Pigna, Ranzo, Triora e Vasia) hanno avviato tutte le procedure necessarie per gestire direttamente il ciclo idrico e prevede gli aumenti tariffari previsti dalla legge e stabiliti dall’agenzia Arera. In particolare, questi comuni avranno un aumento dell’8% all’anno per quattro anni (fino al 2023). Una cifra che può spaventare, ma si può dire che è un aumento simbolico, poichè le tariffe sono e restano molto basse.

La seconda delibera riguarda altri 11 piccoli comuni che invece non hanno ancora attivato le procedure e prevede un termine di 6 mesi per adeguarsi alla normativa più ulteriori 2 mesi per le verifiche”.

 

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