‘NDRANGHETA A DIANO MARINA? DOMENICO SURACE: “ERO IO A SUBIRE PRESSIONI, MI SONO MESSO CONTRO IL SISTEMA. IN PASSATO MIGLIAIA DI EURO A PARENTI”

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Diano Marina – “Mi sono messo contro il “sistema” pensando di essere dalla parte del giusto”. Con queste parole l’amministratore unico della G.M. S.p.A. Domenico Surace inizia la sua conferenza stampa a tre giorni dalla pubblicazione della notizia relativa alla presenza di un dossier sull’amministrazione comunale dianese per presunte infiltrazioni mafiose di stampo ‘ndranghetistico e la conseguente richiesta da parte degli inquirenti al Prefetto di verificare la possibilità di attivare una commissione di accesso destinata a verificare all’interno dell’ente i sospetti degli investigatori. Surace si toglie tutti o quasi i sassolini dalle scarpe rivelando anche particolari degni di una trama da film. Microspie, appostamenti, controlli incrociati e molto altro ancora.

“Dal 2001 al 2005 sono stato assessore nella giunta Basso con le deleghe al commercio, attività produttive e poi conseguentemente mi vennero affidate anche quelle relative al demanio e alla polizia Municipale. Tutto questo nasce dal 2006 quando è caduta l’amministrazione. Leggo le dichiarazione dell’ex sindaco che ritengo a dir poco inquietanti. Chi subiva le pressioni ero io non Basso. Qualcuno si dimentica che a Surace è stata sempre data fiducia ma in quel periodo iniziai a far rilevare una serie di cose all’ex sindaco Basso. Quando presi la delega alla polizia municipale dissi al sindaco che c’era troppo cemento su capo berta e sul demanio. Non so perché al sindaco queste cose non andavano a genio queste cose.

Ce ne siamo andati non per un capriccio ma perché qualcuno faceva dell’altro e lo abbiamo dimostrato nei numeri con la società che mi trovo a gestire in cui venivano sperperati i soldi. Prima ero l’assessore Campione del mondo tanto è vero che mi ha continuato ad assegnare deleghe ma dopo che siamo andati via è nato il chiacchiericcio. Rivotiamo e riprendo i miei voti, circa 200. Per dieci anni nessuno si è accorto di niente anche perché prima ero in maggioranza e poi anche se avevo preso 200 preferenze ero all’opposizione e non contavo nulla.  Succede che questo chiacchiericcio diventa dilagante si iniziano ad usare sistemi inimmaginabili per far correre le notizie e iniziano i controlli. Le attività di controllo sul sottoscritto sono state fatte e come ancor prima di questo ultimo incarico.

Infatti, casualmente ho individuato dei congegni Gps, cimici, telefoni Gps collegati che sono stati rinvenuti per caso e per i quali ho fatto querela alla magistratura. Ora però sembrerebbe che il fascicolo si sia perso. Nell’arco di una settimana il procedimento è stato archiviato e  facendo opposizione all’archiviazione sembrerebbe che questo fascicolo non ci sia più. Questo mi fa pensare che il sistema me lo sono messo contro.

Il tutto è iniziato soprattuto prendendo questo incarico, perché all’interno di questa società si davano consulenze a iosa. Voi immagine se venisse il sindaco che mi ha nominato e mi dicesse “guarda ho bisogno di una consulenza per mia figlia, per mio figlio” ed io solo per il fatto che mi ha nominato cercassi il modo di accontentarlo. Mi avrebbero messo le manette il giorno dopo, qua è successo per dieci anni, qua ci sono le fatture con gli importi. Questo è il modo di amministrare il paese per gli interessi degli altri o per gli interessi propri?

Vorrei capire di cosa parliamo. Allora è normale che qualche nemico me lo sia fatto nel tempo, sono orgoglioso di essermi fatto questi nemici. Allora è più facile che passi il messaggio che Surace è calabrese e visto che è calabrese potrebbe essere seguito da qualcuno, magari sottoposto a qualche pressione da qualcun altro. Non so di cosa tratta tutto questo polverone ma provo a immaginare. Rispetto a quello che vi ho detto prima dire che in Liguria ci sono i calabresi che la fanno da padroni forse la notizia più importante è la seconda. Mi sono fatto l’idea che ho messo in moto un meccanismo e ho contrastato tutta una situazione dove gli organi di controllo hanno drizzato le orecchie e hanno cercato di fare il proprio lavoro com’è giusto che sia.

Ognuno deve tenere in piedi la sua bandiera e mettere fine allo tsunami di Ventimiglia e Bordighera che deve arrivare sino a diano? Io rispondo della mia persona e non di tutta la Calabria. Allora che mi si dica che mi devo alzare di qua perché sono calabrese, me lo si dica e me ne andrò immediatamente. Mi occupò della mia famiglia e come ho sempre fatto per 45 anni e come mi ha sempre insegnato mio padre. Il sistema in un momento storico come questo sfrutta la notizia in modo più conveniente, io mi sono messo contro il sistema pensando di essere dalla parte del giusto pensando. Non sono io che devo dire se c’è la mafia o la ‘ndrangheta. Solo per il fatto che ho origini da quei luoghi non può essere messo in mezzo a certe situazione dove non sono responsabile al 1000 per cento.

Per me c’è un castello accusatorio da parte di alcuni che mi sta venendo indietro. Ho provato a denunciare ma non sono stato ascoltato. Io sono da parte della barricata della correttezza, delle norme e della buona educazione. I controlli ben vengano.  Se c’era qualcosa mi avrebbero preso per il bavaglio e portato via di qua con gli elicotteri come hanno fatto con qualcun altro. Sono qua davanti a voi a parlarvi. A me devono dire che cosa ho fatto e dove ho sbagliato. Sono otto anni che parliamo di aria fritta. 

Non credo nel concetto della sedia attaccata, penso che da amministratore ho dimostrato quello che so fare. Io me ne andrei anche tra 30 secondi ma andare via ora sembrerebbe un avvallo di accuse false. Io non mi muovo.

L’80% dei miei voti sono dianesi, sono 45 anni che vivo qua. Il giocattolino con i soldi gliel’abbiamo tolto, è questo il motivo per cui sto passando i guai. In questa indagine sono stati spesi centinaia di migliaia di euro e qualche testa salta e qualcuno deve tenersi il posto perciò sono stato preso come capro espiatorio per far fare carriera a qualcuno.

Un pluripregiudicato (Christian Abbondanza della Casa della legalità) che viene ascoltato in audizione dalla commissione antimafia, secondo me lo Stato ha qualche problemino. Questo signore che viene pagato per infangare il nome di altri, ho le prove, da certe persone che non mi amano più, prima mi amavano, ora non mi amano più dove i conti sono di un certo tipo che mandano i soldi al signor Abbondanza, allora se lo Stato io sono a dir poco allibito.

Che poi Abbondanza ogni tanto dica anche delle cose giuste che segnali anche delle cose giuste ma perché no, ogni tanto l’obiettivo lo centra anche. Ma non può sparare a 360 perché viene pagato da qualcuno che si dicano certe cose. Qua può darsi che mi becco una querela, facciamo uno a centomila perché questo signore ne ha centomila, però viene protetto da non so chi, come, quando non si capisce perché la querele nei confronti di Abbondanza non vanno avanti, è un sistema che non capisco più e non ci credo più essendo sempre stato dalla parte delle norme, delle correttezza dello Stato adesso inizio ad avere dei dubbi. 

Non ho difficoltà ad avere un colloquio con Abbondanza anche qui nel mio ufficio ma con un contraddittorio. Che senta anche la mia versione perché io sto dalla parte dove lui dice di stare”.