Imperia, condanna a Mimmo Lucano, interviene l’Aifo: “Notizia appresa con molta sofferenza. Visione distorta della legalità”/Il caso

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“Profondamente indignati, questa sentenza nell’immediato è unicamente uno strumento di lotta a quel modello di accoglienza inclusivo e solidale”

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Dopo la manifestazione svoltasi in piazza Dante a Imperia ieri pomeriggio, continua a tenere banco la notizia della condanna a 13 anni e 2 mesi di carcere per Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace. Sulla questione interviene ora l’Aifo, l’Associazione italiana Amici di Raoul Follerau.

“Pensiamo che dietro a questa sentenza ci sia una visione distorta della legalità”

Si legge in una nota: “AIFO ha appreso con molta sofferenza della condanna a 13 anni di Mimmo Lucano. AIFO ha conosciuto ed incontrato Mimmo Lucano, Sindaco dell’accoglienza, a Riace nel 2017, una occasione ricca ed emozionante per conoscere e valutare, positivamente, in loco ed in modo approfondito, il lavoro che aveva fatto e stava facendo quella comunità a favore delle persone migranti. Restiamo quindi ancora di più colpiti da questa sentenza. Non possiamo comunque non rilevare, proprio per questa conoscenza del lavoro fatto a Riace, che ci sono sentenze che si devono giudicare non solo dall’esame degli atti processuali, ma anche per gli esiti che hanno nell’immediato sull’opinione pubblica. In questo quadro pensiamo che dietro a questa sentenza ci sia una visione distorta della legalità, che va aldilà dell’analisi, doverosa, delle sue motivazioni tecniche e formali.

“La giustizia dovrebbe rispettare livello sociale e solidale”

Mimmo Lucano ha costruito a Riace, in una situazione oggettivamente e complessivamente difficile, in una terra di confine, un modello di accoglienza e di inclusione solidale e rispettoso delle persone, che va oltre eventuali errori burocratici e formali. La giustizia dovrebbe rispettare sempre questo livello sociale e solidale, che aiuta la società intera a superare momenti difficili e di crisi. Anzi la giustizia dovrebbe essere sempre parte integrante di questo lavoro di costruzione di un modo di convivere civile ed accogliente, perché è un lavoro che la società fa per difendersi, crescere, salvare vite umane e rispettare i diritti universali.

“Profondamente indignati, questa sentenza nell’immediato è unicamente uno strumento di lotta a quel modello di accoglienza inclusivo e solidale”

Se non si rispettano questi principi una sentenza rischia di trasformarsi unicamente in un esercizio distorto del potere, in questo caso di violenza gratuita e di condanna contro una comunità accogliente, e non di monitoraggio della formale correttezza amministrativa, peraltro a favore di minori e persone fragili ed emarginate. Certamente attendiamo le motivazioni, ma non si può non rilevare come questa sentenza nell’immediato è unicamente uno strumento di lotta a quel modello di accoglienza inclusivo e solidale, rispettoso dell’uomo e dei suoi bisogni. Che è anche il nostro modello. Per questo ci sentiamo profondamente indignati e pienamente vicini a Mimmo Lucano di fronte a questa condanna assurda di un modello di accoglienza e di una voce libera”.

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