Imperia, obbligo green pass: scatta la protesta dei Vigili del fuoco. A rischio le unità cinofile. “Non è giusto che per lavorare serva un permesso”/foto e video

Attualità Imperia

Per sopperire alla mancanza di personale, i Pompieri sono stati costretti a fare doppi turni e straordinari e a richiamare volontari. 

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Non è giusto che per tornare a lavoro serva un permesso” – Queste le parole dei protesta di un nutrito gruppo di lavoratori dei Vigili del Fuoco. Alcuni Pompieri questa mattina, con l’entrata in vigore dell’obbligo del Green Pass, non sono potuti entrare a lavoro e chi ha finito il proprio turno questa mattina, ora non potrà più recarsi all’interno della Caserma.

Imperia, obbligo Green Pass: protestano i lavoratori dei Vigili del Fuoco

Sono circa un trentina i Vigili del Fuoco che questa mattina hanno aderito al presidio contro il green pass davanti alla Caserma. Alle 8, alcune unità sprovviste della certificazione verde, non hanno potuto accedere al proprio turno.

 Tra questi anche il nucleo Cinofili, forse il reparto più colpito. Questo comporterà preoccupanti disagi qualora vi sia la necessità di rintracciare di persone scomparse.

Per sopperire alla mancanza di personale, i Pompieri sono stati costretti a fare doppi turni e straordinari e a richiamare volontari.

A partire da oggi, lo ricordiamo, il green pass è obbligatorio per tutti i dipendenti del settore pubblico e privato. Il Governo ha diramato, sul proprio sito ufficiale, una serie di Faq, con tutte le informazioni utili. A Imperia non sono mancate le tensioni, come lo sciopero in massa al Palasalute.

Alessio Bado

“Non abbiamo avuto la possibilità di fare il tampone, perché le farmacie purtroppo sono al collasso. Io personalmente ho cercato di prenotare anticipatamente ma è quasi impossibile.

Sono contrario al green pass, è un permesso per fare delle cose di cui prima non serviva, andare in un ristorante, in un luogo pubblico, ma ancora di più in un luogo di lavoro.

Io ho solo 15 anni di servizio. Quando eravamo in zona rossa non è servito alcun Green pass, avevamo carenze di dpi e adesso che siamo a fine pandemia, ci serve un permesso per tornare a lavorare.

Secondo me non è giusto.

I nostri colleghi sono qui in protesta, ci sono anche alcuni colleghi che hanno il green pass ma sono qui con noi”.

Aicardi Giorgio – nucleo cinofilo ligure

“Il nucleo cinofilo viaggerà a ranghi molto ridotti. Su Imperia, 3 su 4 non sono dotati di green pass, faranno fatica ad averlo a causa dei tamponi. Su Savona due unità non lo hanno, è a rischio che in tutta la regione Liguria non sia più a disposizione il nucleo cinofili.”

Quali sono le conseguenze?

“Sono enormi ritardi nelle ricerche, dovranno chiamare il nucleo cinofili dalle regioni vicine. Con tutti i tempi dilatati.”

Cosa avete intenzione di fare?

“Non è una questione di protesta, è questione di poter lavorare. Se ci dovessero mettere dei tamponi a disposizione, non avrei alcun problema ad entrare in servizio”.

Se ci sarà l’eliminazione di questo green pass, sarei ancora più felice”

Marco Foroni

“Ho iniziato il turno ieri sera alle 20, sono smontato questa mattina alle 8. A questo punto io non ho neanche più la possibilità di tornare per accedere al mio armadietto di servizio o quelle che possono essere le mie cose all’interno della Caserma.

A questo punto mi trovo spiazzato. Se volessi tornare in un ambiente dove ho lavorato sino a questo momento, sono 24 anni che faccio questo lavoro, non posso più rientrare.

Solo esclusivamente avendo il tampone.

Io penso sia proprio sbagliato questo sistema di questa discriminazione sull’uso del green pass. Fino a che c’è stato bisogno di noi all’inizio del Covid, siamo andati a fare interventi e recupero di persone malate di Covid. Abbiamo fatto turni raddoppiati e li andava bene.

Ora da un giorno all’altro siamo noi quelli che non vanno bene.”

Le conseguenze?

“Ovviamente ci sarà bisogno di fermare gente in straordinario, si deve fermare a fare turni in più per sopperire alle nostre carenze di organico”.

Massimo Fucetola (USB) e Luca Naso – sindacati Vigili del Fuoco

“Sicuramente nei Vigili del Fuoco, l’aver ufficializzato la necessità di avere un green pass per lavorare, sta generando molti problemi. Il soccorso non si può fermare.

L’impatto del green pass sui lavoratori, soprattutto per i servizi essenziali, è ancora più forte. Oggi con il problema del green pass obbligatorio si è creato un ulteriore problema ai lavoratori che, sono obbligati a fare dei tamponi per mantenersi all’interno del servizio.

Abbiamo obbligato il lavoratore a fare di tasca propria i tamponi. Si è creato un affollamento presso le farmacie, questo ha creato un altro problema. Alcuni lavoratori che volevano regolarizzarsi e quindi seguire anche a malincuore questa legge, si sono trovati in difficoltà.

Da oggi in poi il problema è capire che impatto ha il green pass sui Vigili del Fuoco, ma su tutti i lavoratori”.

Come si potrà risolvere, cosa auspicate?

“Auspichiamo che venga tolto questo permesso per andare a lavorare, che possiamo tornare a lavorare come abbiamo fatto sino a questa notte.

L’ideale è quindi che verrebbe tolto, poi chiaramente la gratuità dei tamponi. Il lavoratore non deve avere ulteriori spese a quelle che già ha e soprattutto non deve pagare per andare a lavorare.”

Nel Comando di Imperia c’è abbastanza personale? Può andare avanti?

“All’interno della nostra amministrazione si sta cercando di fare dei correttivi. Il servizio di soccorso non si può fermare. Comunque ci sono dei problemi.

Quello che un po’ ci dispiace è che di fatto il green pass non aggiunge o toglie sicurezza. Di fatto i presidi come la mascherina, le distanze , la pulizia delle mani, dovrà comunque essere tenuta. 

Il green pass è un po’ una forzatura. Come USB capiamo che il lavoratore può evitare di andar fuori perché magari non ha il green pass, ma sul lavoro questo è molto impattante”

La diretta di ImperiaPost

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