CBD: fa bene o fa male?

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Il CBD è una molecola liposolubile, cioè non si discioglie in acqua ma in sostanze grasse. Per questo lo si trova spesso in commercio sotto forma di olio di CBD nei tanti negozi di Cannabis come il noto Justbob.it

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Da quando è stato liberalizzato il commercio di Cannabis light, in Italia sono nate numerose attività di vendita di prodotti a base di cannabidiolo e fioccano gli shop che offrono selezioni di canapa light online.

Le polemiche intorno a questa sostanza non sono mai mancate, e non mancano nemmeno oggi.

Nonostante sia legale, sono ancora in tanti a sostenere che sia una molecola dannosa e che non si dovrebbe permetterne il consumo.

Poi però, se andiamo a controllare in farmacia, ci accorgiamo che esistono alcuni farmaci a base di CBD.

Ma allora dove sta la verità? Se fa così male perché mai lo si usa nei medicinali?

In quest’articolo offriremo una panoramica di quelli che sono i benefici e le controindicazioni del cannabidiolo secondo la scienza medica.

CBD: cos’è e come agisce sul corpo umano

Le principali sostanze responsabili degli effetti tipici della Cannabis sono il tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD).

Sono entrambe presenti in grandi quantità nelle infiorescenze essiccate delle piante di canapa, prodotte dagli esemplari femminili.

L’elemento normalmente presente in maggiore quantità è il THC che però, essendo psicoattivo, è illegale.

Il CBD non presenta questo problema e perciò è il costituente principale della Cannabis legale (light), cioè prodotta da varietà di piante a basso tenore di THC. Per la legge italiana la canapa è legale solo quando il suo contenuto in THC non supera lo 0,2%.

Il cannabidiolo agisce sul nostro sistema nervoso a livello del sistema endocannabinoide, scoperto negli anni ’70 da ricercatori statunitensi.

Questo sistema è costituito da tanti recettori che interagiscono con alcune sostanze prodotte direttamente dal nostro corpo detti endocannabinoidi. Come si può intuire dal termine, queste molecole presentano una struttura molto simile ai cannabinoidi e per questo motivo i loro recettori possono interagire con entrambe.

Il sistema endocannabinoide viene attivato in condizioni di relax e benessere e contribuisce a regolare e mantenere stabile l’equilibrio psicofisico del nostro corpo.

Il CBD è una molecola liposolubile, cioè non si discioglie in acqua ma in sostanze grasse. Per questo lo si trova spesso in commercio sotto forma di olio di CBD nei tanti negozi di Cannabis come il noto Justbob.it.

Lo si può trovare in vendita anche in tanti altri formati tra cui:

  • liquidi per vaporizzazione;
  • creme;
  • gel;
  • capsule. 

Queste le proprietà del cannabidiolo

Gli effetti del CBD sono un argomento sul quale molto (troppo) spesso la tendenza è ragionarci in termini di morale ed etica, mettendo da parte la ricerca scientifica.

Il risultato è una vera e propria spaccatura tra proibizionisti e anti-proibizionisti.

Al di là del discorso sulla libertà di scelta personale, che pure rimane un tema molto importante, vorremmo affrontare il problema da un punto di vista strettamente scientifico.

Se andiamo a esaminare i risultati della ricerca medica, scopriamo che al cannabidiolo vengono riconosciute diverse proprietà benefiche, e perfino l’OMS lo ha inserito tra le sostanze con possibili utilizzi farmaceutici.

Tra i possibili utilizzi terapeutici del CBD, il più diffuso è legato alla sua azione analgesica. I cannabinoidi infatti intervengono a livello del “trasporto” della sensazione del dolore attraverso le fibre nervose, limitandolo.

Per questo viene utilizzato per trattare condizioni di dolore cronico come nel caso dei malati di artrite reumatoide.

Un’altra importante caratteristica del cannabidiolo è la sua azione rilassante. Normalmente viene ricercata a scopo ricreativo ma può essere utile nei casi di stress e di ansia per ridurre il malessere associato a queste condizioni.

Tutti poi conosciamo la cosiddetta “fame chimica”. È un fenomeno che si verifica in quanto i cannabinoidi stimolano l’appetito.

Questa proprietà può essere sfruttata anche in campo medico a vantaggio, per esempio, di chi soffre di inappetenza in seguito a trattamenti chemioterapici.

Inoltre alcune tipologie di prodotti come l’olio di CBD, contengono anche altre sostanze nutritive fondamentali per l’equilibrio fisiologico. Un esempio sono gli Omega 3 e gli Omega 6 che aiutano nella regolazione dei livelli di glicemia e colesterolemia.

In Italia l’utilizzo di cannabidiolo a scopo terapeutico è consentito ma è fortemente consigliato di farlo sotto controllo medico rispettando le sue indicazioni e verificando assieme a lui/lei i risultati della terapia.

CBD: può essere nocivo?

Di norma il CBD non presenta particolari effetti negativi ed è stato dimostrato che viene ben tollerato dal corpo umano anche con un utilizzo quotidiano.

Tuttavia possono talvolta verificarsi effetti indesiderati quali:

  • sonnolenza;
  • secchezza delle fauci;
  • mal di testa.

Nella maggior parte dei casi sono dovuti a un dosaggio eccessivo di CBD e la soluzione migliore è ridurne gradualmente la quantità fino alla scomparsa dei sintomi.

Per evitare di subire questi effetti è consigliabile iniziare a consumarlo in piccole quantità e aumentare gradualmente. In questo modo si può subito verificare quando inizino a presentarsi eventuali effetti negativi, conoscendo la quantità massima che si è in grado di tollerare.

Essendo una sostanza rilassante è comunque altamente sconsigliato mettersi al volante dopo il suo consumo anche in caso di assenza di altri effetti.

In conclusione

Abbiamo illustrato quali siano i benefici comunemente associati al CBD e quali le possibili controindicazioni.

Come abbiamo visto, si tratta di un prodotto naturale che nella maggior parte dei casi non ha effetti collaterali.

Naturalmente le ultime parole spettano alla ricerca medica e alla legge.

La scienza ha iniziato a studiare l’argomento solo di recente e sicuramente ci sarà ancora molto da scoprire sul CBD.

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