Liguria: fondazione “Change” e finanziatori di Giovanni Toti nel mirino della Guardia di Finanza, aperta inchiesta per finanziamento illecito

Provincia

Dichiara Toti: “al netto delle volute suggestioni e delle allusioni dal sapore tutto politico che niente hanno a che fare col giornalismo, nel merito dei fatti si tratta di informazioni già più volte diffuse con lo stesso intento squisitamente denigratorio”.

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Finanziamento illecito. È questa l’ipotesi di reato con cui la Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Genova, ha aperto l’inchiesta sui finanziamenti alla fondazione “Change” e al Comitato “Giovanni Toti Liguria”, entrambi legati al presidente della Regione Liguria Toti e leader di “Cambiamo”. A renderlo noto i quotidiani “Domani” e “Il Fatto Quotidiano”. Una vicenda che ricorda quella relativa alla Fondazione Open e il leader di Italia Viva Matteo Renzi.

Liguria: la fondazione “Change” nel mirino della Guardia di Finanza

Nel mirino della Guardia di Finanza ci sarebbe un gruppo di indagati, tra i quali, però, non risulta il presidente Toti. Nel dettaglio, i finanzieri si starebbero concentrando su possibili conflitti di interesse tra il mondo della politica regionale e alcuni finanziatori del Comitato “Giovanni Toti Liguria” e della fondazione “Change”.

Dopo le segnalazioni di operazioni sospette inviate da varie banche alla Uif, l’Unità di informazione finanziaria di Bankitalia, per far luce sulla vicenda, lo scorso marzo, la Guardia di Finanza ha bussato alle porte di alcune delle aziende finanziatrici, chiedendo di fornire tutti i documenti sulle donazioni. Tra queste la Moby di Vincenzo Onorato, la Europam della famiglia Costantino e la Waste Italia di Pietro Colucci, tutte società che hanno ottenuto dalla giunta regionale le approvazioni per diversi progetti.

“Per quanto concerne gli articoli pubblicati oggi dai quotidiani ‘Domani’ e ‘Il Fatto Quotidiano’ circa i finanziamenti dei Comitati Change e Giovanni Toti Liguria – dichiara il Governatore in una nota – al netto delle volute suggestioni e delle allusioni dal sapore tutto politico che niente hanno a che fare col giornalismo, nel merito dei fatti si tratta di informazioni già più volte diffuse con lo stesso intento squisitamente denigratorio.

Nei fatti, i finanziamenti di cui si parla sono tutti regolarmente registrati nei termini di legge, si riferiscono a molte annualità di bilancio e sono stati erogati con rigorosa attenzione a quanto previsto dalle norme di legge che regolano la materia”. 

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