Imperia: appalto pulizie, lavoratrici protestano davanti all’Ospedale. “Turni e riposi senza logica, impossibile vivere così”/Foto e Video

Attualità Imperia

Assemblea spontanea delle lavoratrici del comparto pulizie questa mattina davanti all’Ospedale di Imperia.  A promuoverla il sindacato Ugl, rappresentato da Alfredo Valeggio, da sempre in prima linea nella tutela dei diritti dei lavoratori nel settore sanità. Nel mirino turni di lavoro, riposi e legge 68 (che tutela i diritti di lavoro dei disabili). 

In particolare, le lavoratrici, una quarantina circa, lamentano, con il passaggio, nell’appalto pulizie, da un’azienda, la Markas, all’altra, la Pulitori e Affini, l’eccessiva frammentazione dei turni di lavoro. Chi, ad esempio, lavorara il mattino, con orario con 611, oggi lavora alcune ore al mattino e altre il pomeriggio. Ma c’è anche chi ha il turno suddiviso in fasce orarie diverse nella stessa giornata, chi lamenta il mancato rispetto della legge 68 e chi i turni di riposo squilibrati. Una situazione di disagio che si protrae da marzo secondo quanto contestato dalle lavoratrici.

“Il problema è che in questo modo è impossibile organizzarsi la giornata – denunciano le lavoratrici a ImperiaPost – Abbiamo figli, genitori anziani, impegni quotidiani, come è possibile avere una continuità nella propria vita con orari simili? C’è chi ha tre fasce orarie in un solo giorno, chi lavora mezz’ora al mattino presto e poi ha tre ore e mezza nel pomeriggio. Chi deve fare da spola da una sede all’altra, come ad esempio Palasalute, Ospedale, Igiene. Anche i turni di riposo non rispettano criteri precisi. Chiediamo all’azienda di accogliere le nostre richieste per permetterci di lavorare serenamente”.

Imperia: appalto pulizie, lavoratrici protestano davanti all’Ospedale. Parla Alfredo Valeggio, sindacalista Ugl

“Il 24 marzo avevamo firmato un cambio appalto in base all’articolo 4 del contratto nazionale delle pulizie. L’articolo 4 prevede che tutto quello che era in un’azienda viene passato nell’altra azienda. L’azienda uscente era ‘La Markas’, quella attuale la “Pulitori e affini”.

Il giorno dell’accordo l’azienda aveva chiesto se potevamo non fissate subito gli orari perchè aveva qualche problemino, ma mantenendo le stesse fasce orarie e con l’accordo sindacale.

Cos’è successo? Che siamo a novembre e noi con UGL non abbiamo trovato ancora nessun tipo di accordo per arrivare a delle conclusioni. Loro vorrebbero fare: chi ha 30 ore settimanali 3 rientri, chi ne ha 25 2 rientri, chi ne ha meno di 25 1 rientro. Bisogna però capire quant’è il guadagno di un addetto alle pulizie. Visto che sono neanche 6 euro all’ora, se deve andare avanti spendendoli di viaggio e con 3 ore di lavoro non basta per vivere, bisognerebbe fare un altro tipo di lavoro. Tutto questo crea dei problemi anche perchè non si ha più un lavoro definitivo da poter guadagnare un po’ da vivere, un margine di vita.

I problemi non sono solo i rientri, anche i riposi. Fanno dei riposi tipo: 1 giorno si lavora, 3 no, 1 sì e andiamo avanti. Non hanno una continuità. Noi avevamo chiesto un 5-2 a scalare, trovando una soluzione più omogenea per tutti. Quando fai 5-2 a scalare significa che io so cosa faccio da una settimana all’altra. Invece facendo che 1 giorno sono a riposo, 3 lavoro e 1 riposo mi viene difficile, perchè non ho una continuità, una funzionalità per la mia vita e la vita della mia famiglia.

Noi chiediamo di rispettare le normative. CGIL CISL e UIL hanno firmato un verbale d’accordo con questi rientri con 5-2 non a scalare, come viene, viene, 1 giorno di risposo, 5 di riposo e 1 di riposo, non sono 5-2 reale. C’è gente che lavora 7 giorni, chi 6, non c’è una giusta equità.

Noi chiediamo turni e riposi regolari: chi è di mattina faccia le mattine e chi vuol fare i pomeriggi o le mattine come straordinario ben venga. Come orario non posso venire a fare la mattina 3 ore e poi 1 ora al pomeriggio, qualora ci fossero gli straordinari, perchè se non ci fossero gli straordinari sarebbe problematico. In più vengono anche spostate delle persone senza un consulto, senza una logica. Vogliono mandare due di Bordighera uno al Palasalute di Imperia e l’altro a Sanremo.

Abbiamo chiesto anche il rispetto delle persone che rientrano nell’articolo della legge 68 per la tutela delle persone che hanno dei problemi. Non capisco perchè come azienda si ostini a fare il muro su cose che sono reali, funzionali, basta poco per far stare bene tutti quanti.

Come UGL abbiamo fatto espressamente la richiesta di queste cose, ma la richiesta specifica è: lasciateci lavorare serenamente. Devo venire a lavorare con il sorriso, non con il terrore, l’angoscia perchè mi trattano male, perchè sono malvisto perchè non accetto le loro condizioni. Non va bene, non è giusto, non è corretto.

Ci sono persone che vengono a lavorare al mattino 3 ore, poi tornano a casa e devono tornare pomeriggio per un’ora, senza straordinario. Come può essere la quotidianità? C’è chi ha figli, chi ha genitori anziani a casa. Ognuno deve poter organizzare il proprio lavoro e la propria quotidianità di vita”.