Pontedassio: la Casa di Riposo punta a un ampliamento, ma il Comune latita. “Potremmo aumentare servizi e posti di lavoro”/Foto e Video

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Tempo di bilanci, ma anche di sguardo al futuro per la Casa di riposo di Pontedassio. Che punta a un ampliamento, trovando però difficoltà nelle mancate risposte da parte dell’Amministrazione comunale.

Per l’ampliamento ci sono i locali, di fianco alla struttura e anche i finanziamenti, ma manca il cambio di destinazione d’uso da parte del Comune dello stabile già di proprietà delle Opere Pie Agnesi, cui fa riferimento la Casa di riposo.

Casa di Riposo Pontedassio: con l’ampliamento i dipendenti, oggi 36, potrebbero aumentare di 20 unità

Spiega Maurizio D’Angelo, direttore della Casa di riposo Agnesi di Pontedassio: “Noi avremmo l’intenzione di effettuare un ampliamento della struttura, per garantire al comune di Pontedassio dei nuovi servizi assistenziali e abbiamo anche un Istituto bancario pronto per garantirci i finanziamenti necessari. Però, c’è silenzio da parte dell’Amministrazione comunale e non riusciamo ad ottenere le autorizzazioni necessarie. Vediamo se con il nuovo anno riusciremo a dipanare la questione.

Noi abbiamo già 36 dipendenti e credo che come attività di servizi nel comune di Pontedassio sia quella che ne occupa il numero maggiore. Potremmo però ampliare i servizi alla persona e questa operazione ci permetterebbe anche di aumentare il numero dei dipendenti di una ventina di unità. Credo che questa non sarebbe una brutta cosa per Pontedassio e soprattutto per l’utenza”.

Durante il Covid nessun ricorso alla Cassa integrazione

Il presidente della Casa di riposo, don Matteo Boschetti, parroco di Pontedassio, aggiunge: “Abbiamo passato periodi difficili, che purtroppo non sono ancora conclusi e continuiamo a tenere alta la guardia per quanto riguarda la prevenzione per il Covid, ma è un periodo positivo per la struttura. Dopo il dimezzamento degli ospiti, dovuto ai decessi causati dalla pandemia, oggi la struttura è di nuovo piena e siamo riusciti, grazie alla buona amministrazione precedente, a tutelare coloro che lavorano da noi, senza ricorrere alla Cassa integrazione e salvando quindi la dignità del lavoro. Questo, tenendo alta la qualità della vita dei nostri ospiti, dei nostri anziani, che qui trovano un ambiente sereno per trascorrere ancora molti anni della loro vita”.