Il “Pagellone” di ImperiaPost di fine 2021: i voti a sindaco, assessori e…/Parte I

Attualità Imperia

Bookmaker’s comunali al lavoro in vista delle pagelle dei componenti del consiglio comunale. Sorrisi, pacche sulle spalle ogni scusa è buona per cercare di entrare nelle grazie della redazione e strappare almeno una sufficienza.

Anche quest’anno è stato difficile e qualche decina di minuti a leggere l’ormai imperdibile “Pagellone di fine anno di ImperiaPost” non farà che bene ai nostri lettori, un po’ meno a qualche politico nostrano. Un cult che torna come di consueto per dare la nostra modestissima opinione sull’operato degli amministratori e affini della città di Imperia. Dunque è tempo di bilanci per i componenti dell’amministrazione, dei loro oppositori e di personaggi che gravitano attorno alla politica.

Il voto è complessivo e non è appellabile né dinnanzi al T.A.R. né dinnanzi al Consiglio di Stato tantomeno alla Corte dei diritti dell’Uomo di Strasburgo e dalla Corte dei Conti, viste le ultime spese sostenute dal Comune.

Per eventuali querele come ogni anno abbiamo un pool di avvocati (Simona Rota, Carpano, Tahiri, Siccardi dovrebbero bastare) pronti a difenderci dai “permalosoni” anche se speriamo tale iniziativa sia vissuta da tutti come una simpatica e goliardica pagella di fine anno.

Iniziamo subito dal sindaco e dalla giunta comunale.

Claudio Scajola (Sindaco) voto 5: Nel lungo elenco di poltrone e incarichi si aggiunge anche quello di presidente della Provincia. Ha fatto arrivare a Imperia una pioggia di soldi, con i quali ha rivoluzionato la città con cantieri e opere pubbliche, e ha ridato smalto e efficienza alla macchina amministrativa. Gli va riconosciuto anche un importane impegno per il sociale, spesso nell’ombra, senza clamore.

Il lupo, però, perde il pelo, ma non il vizio e anche in questo 2021 ci ha deliziato con narrazioni della realtà ai limiti del fantascientifico.

Dalla vergogna dei Carabinieri che hanno osato mettere piede nelle sue proprietà comunali perché non portava la mascherina, sino ai quegli ingrati della Corte dei Conti che si sono permessi di sollevare critiche sul bilancio comunale, passando per i faziosi funzionari della Regione Liguria che hanno ritenuto non adeguate le sue megalomani modifiche al progetto della pista ciclabile.

Come dimenticare poi quei comunisti del Tar Liguria che hanno provato a mettere in dubbio la correttezza della gara di appalto della pista di atletica e ritenuto illegittimo il regolamento edilizio del Comune di Imperia.

Perle inestimabili che si aggiungono ad altre ormai storiche: dal porto “fermato da un’inchiesta giudiziaria” e non da: “una dubbia commistione di interessi politici ed economici, pubblici e privati”  (cit. Sentenza Corte di Appello di Torino), alla casa di Roma con vista sul Colosseo acquistata da altri. Qualcuno ha mai letto la sentenza di prescrizione della Corte di Appello di Roma (ultima e unica verità processuale, visto che i legali del Sindaco hanno rinunciato al ricorso in Cassazione) che cancella di fatto l’assoluzione di primo grado e la versione del “a mia insaputa”? Ne riportiamo un piccolo, ma significativo stralcio: “Il quadro indiziario – scrive la Corte – depone per la piena consapevolezza in capo allo Scajola del reale svolgimento dei fatti e per un rapporto stabile e consolidato tra i due coimputati (Scajola e Anemone, ndr) […] “Alla luce delle considerazioni svolte, – concludono i giudici romani – la sentenza di primo grado non può essere confermata”. La sentenza, per chi fosse interessato a consultarla, è sulle scrivanie dei nostri uffici.

Chiudiamo con lo sdoganamento dell’interesse, da parte di un ex Ministro della Repubblica, per l’asilo politico a un latitante condannato per concorso esterno in associazione mafiosa (“continuo a pensare che non sia un reato” cit.) e dell’utilizzo di auto e autista del Comune per scopi personali se nel frattempo si lavora per il Comune stesso. Eroe.

Giuseppe Fossati (vice sindaco) voto 3,5 : Fa oscurare i verbali della commissione paesaggio perché a suo dire i giornalisti di ImperiaPost ficcano troppo il naso negli affari del comune. Si risveglia dal torpore in cui ha vissuto negli ultimi due anni per presentare il progetto di riqualificazione delle ex ferriere, senza però riuscire a convincere il comandante in capo Scajola, apparso annoiato e un po’ scocciato. Imbarazzante, vista l’attitudine da moralizzatore, il suo silenzio sull’affaire Falbo/Seris. Censore

Ester D’Agostino (assessore lavori pubblici) voto 6.5 : Si salva dall’insufficienza grazie al nostro voto di stima per il marito Davide che conteggiamo in questa pagella. Donna immagine delle 7.457 conferenze stampa convocate dal sindaco Scajola per inaugurare anche il tombino interno del Condominio di via XXV aprile, civico 25, interno A. Claudione la sottopone a una mole di lavoro infinita, ma regge il colpo con onore.  Avrebbe bisogno di un ufficio stampa (a spese dei contribuenti, come da disposizioni sindacali) vista la sua riluttanza a rispondere al telefono. Raccomandata. 

Antonio Gagliano (assessore alla viabilità e municipale) voto 8: per le sue innate doti da attore comico. Lo ringraziamo per gli innumerevoli momenti di ilarità che ci ha regalato nel corso del 2021 con le sue “Gaglianate”. Trasferisce i principali uffici pubblici della città a due passi dal proprio bar. Attesa una circolare per tutti i dipendenti: “vietato consumare in qualsiasi bar al di fuori del mio”. Scenografico. 

Laura Gandolfo (assessore all’arredo urbano e ambiente) voto 5: Greta Thunberg de’ noaltri, indossa i panni dell’ambientalista per una carta di caramella buttata per terra, ma ignora per mesi il depuratore che sversa liquami fognari in mare. Mezzo voto in più per la capacità di trasformare il nuovo parco di Castelvecchio nel set dell’ultimo film di Dario Argento. Forse deve rivedere il suo concetto di bellezza, ma non le si può negare l’impegno costante per cercare di migliorare la città. Confusa

Fabrizia Bissi Giribaldi (assessore al bilancio) voto 4.5: Visto il look da signora Fletcher, ci aspettavamo una maggior capacità di tenere a bada il sindaco Scajola nella sua gestione “creativa” delle finanze del Comune. La Corte dei Conti le tira le orecchie, cambierà registro? Rimandata.  

Gianmarco Oneglio (assessore al commercio) voto : Accusato di minacce da un commerciante a inizio 2021 (vicenda poi conclusasi in una bolla di sapone), pian piano si rialza arrivando a conquistare la sufficienza. Il motivo? Se ne sbatte degli ordini di scuderia e continua a parlare con gli amici di ImperiaPost. Eversivo.  

Simone Vassallo (assessore alle manifestazioni e protezione civile) voto 5.5: Assessore fantasma. Sente la protezione del Sindaco e prendendo spunto da Motosso veste anche lui i panni del bullo, sia in consiglio comunale che nella spinosa questione del campo di atletica. Spaesato.

Marcella Roggero (assessore alla cultura + impiegato Assonautica) voto 4.5: Pare che il presidente Sergio Mattarella sia rimasto per diverse ore, immobile, davanti all’ingresso del Cavour, chiuso, per poi recarsi, speranzoso, al Museo Navale, sprofondando poi in un pianto disperato. L’assessore Roggero almeno lo inviti a casa sua a mangiare. Non si presenta all’incontro con il procuratore anti mafia Nicola Gratteri. La cultura, assessore, le ricordiamo, è anche quella della legalità. Annunciatrice. 

Luca Volpe (assessore ai servizi sociali) voto 6: di solidarietà e di incoraggiamento per il “cazziatone” a reti unificate del Sindaco in consiglio comunale. Un invito all’assessore ai servizi sociali, che nel 2021 ha fatto il suo nonostante la crisi del Covid, nel 2022 si faccia rispettare di più. Se vuole una mano, noi ci siamo! Timoroso.

Rosa Puglia (Segretario Comunale) voto 5: Prosegue sulla falsa riga dell’appalto Seris, mai una presa di posizione diversa da quella di Sciaboletta. Visto il rapporto simbiotico con il primo cittadino, potrebbe avere un futuro con la pubblicazione del saggio “Le memorie di Claudio Scajola”. Soldatino. 

Santo Scarfone (voto 7): mega portavoce galattico del sindaco Scajola, pare che con il nuovo incarico abbia ottenuto il diritto di sedere su una poltrona di pelle umana. Merita un’ampia sufficienza per la certosina programmazione dei consigli comunali in base al calendario del Milan. Tifoso.