Pista ciclabile: bus, ascensori e parcheggi, i timori di Imperia al Centro. “Migliorie non diventino pretesti per sottrarre spazio vitale alle persone”

Attualità Imperia

Il Gruppo consiliare “Imperia al Centro”, guidato da Guido Abbo ed Edoardo Verda, interviene in merito ai recenti sviluppi sul progetto della pista ciclabile. In una nota stampa, Abbo e Verda ripercorrono gli step che hanno portato all’acquisizione del “Bando Periferie Urbane” e non si lasciano sfuggire alcuni timori per quel che riguarda l’aggiunta di parcheggi, bus e ascensori.

Pista ciclabile: l’intervento di Imperia al Centro

Non chiamatela pista ciclabile! Era il 2017 e a Imperia si lavorava a più non posso per non farsi sfuggire il
Bando Periferie Urbane. Un bando che, come si capisce bene dal nome, non aveva per oggetto specifico la realizzazione di una pista ciclabile.

Bisogna ricordarlo a chi oggi, dopo 5 anni e con le ruspe in azione, chiede ancora una pista ciclabile sul mare, dimenticando alcuni importanti elementi.

Il primo: il sedime della ferrovia del Ponente Ligure è da sempre vincolato, una volta dismesso come ferrovia, a diventare pista ciclabile.

Il secondo: Il bando Periferie Urbane è diventato il mezzo per realizzare una ciclabile, perché questa poteva riqualificare aree di Imperia considerate “periferie” quindi zone degradate, bisognose di riqualificazione.

Non chiamatela e non intendetela quindi come un’infrastruttura per tedeschi in vacanza, ma una vera rinascita della città.

Citando il Sindaco di allora Carlo Capacci

“…è molto più di una pista ciclabile, si tratta di una vera trasformazione urbanistica della città, la prima rivoluzione da oltre un secolo; si riqualificheranno tutti i quartieri attraversati ed in particolare la zona Borgo San Moro – Ferriere – Parco Urbano”.

Oggi, con una nuova amministrazione, una pandemia e nuovi fondi in arrivo dal governo (che rischiano di stravolgere l’opera), è necessario ricordare i principi su cui questa si fonda.

I quartieri che nei prossimi mesi subiranno i disagi più grandi (in questi giorni Borgo San Moro) sono proprio quelli che trarranno dalla ciclabile imperiese, i più grandi vantaggi.

Miglioramenti della viabilità, migliore accessibilità ai quartieri e una rivalutazione estetica ed ecologica, che inciderà moltissimo sulla qualità della vita dei residenti.

A chi in questi anni ha continuato a ripetere come un disco rotto che la ciclabile dovrebbe essere sul mare proponiamo questa riflessione. Le aree fronte mare sono forse da considerare “periferie urbane” o aree penalizzate?

Oppure i quartieri che per un centinaio di anni sono stati attraversati dalla ferrovia meritano finalmente di essere risarciti?

Infine una ciclabile come quella di Imperia (che si inserisce in una ciclovia di più ampio respiro: la Tirrenica) va considerata a tutti gli effetti un’infrastruttura viaria.

Come potrebbe garantire uno scorrimento sicuro per pedoni e ciclisti se passasse fronte mare nelle aree più affollate di pedoni che passeggiano?

Le intersezioni a scopo di collegamento con il litorale garantiranno l’accesso a spiagge e zone turistiche, ma l’arteria principale garantirà ai cittadini una mobilità efficace fra i quartieri della città. Tali quartieri verranno finalmente scoperti anche da chi volendo raggiungere il mare attraverserà zone di Imperia più interne e finalmente valorizzate.

Quindi concentriamoci sui benefici di un corridoio verde e sicuro nel cuore della città e vigiliamo sul fatto che presunte “migliorie” non diventino pretesti per sottrarre ancora una volta spazio vitale alle persone.

Navette a guida autonoma, corsie aggiuntive e semafori non renderanno l’opera migliore, ma probabilmente più complicata da gestire e mantenere.

Gli imperiesi non dimentichino la storia della propria città e chiedano uno sviluppo improntato alla sobrietà e alla funzionalità.

Perché la ciclabile riempita di parcheggi, bus, strozzature e ascensori non diventi il nuovo “porto più bello del Mediterraneo”.