Imperia: depuratore fuori uso, fogna scarica nel torrente Impero. La denuncia di Sardi (SI): “Uno scempio ambientale”

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Lucio Sardi, segretario provinciale di Sinistra Italiana, interviene, con una nota stampa, per denunciare “lo scempio ambientale” alla foce dell’Impero, dove da quattro mesi, complice lo stop al depuratore, la fogna scarica direttamente nelle acque del torrente, come testimoniato più volte dal nostro giornale. 

Imperia: fogna scarica nel torrente Impero, la denuncia di Lucio Sardi

“Il silenzio dell’amministrazione cittadina e del Sindaco Scajola dopo le denunce fatte da cittadini, organi di stampa e forze politiche sullo stato del sistema fognario cittadino è la cartina di tornasole della distanza abissale tra chi vive in questa città e chi la amministra.

A settembre, con la consueta quanto inopportuna enfasi, il sindaco Scajola aveva annunciato che, in concomitanza con i necessari interventi di manutenzione straordinaria al depuratore cittadino programmati da Rivieracqua, si sarebbe provveduto a riparare la condotta del rilancio a mare dello stesso impianto.

La riparazione del tubo di rilancio a mare del depuratore, la cui rottura è diventata di pubblico dominio dal settembre 2020, ma che era già presente da tempo, era stata annunciata dalla giunta comunale come ormai prossima a marzo 2021, dopo un insensato rimpallo con Rivieracqua su chi dovesse realizzarla.

L’esito di quell’annuncio è noto a tutti, il tubo non è stato riparato e, grazie al decisionismo inconcludente dell’amministrazione Scajola, Imperia e stata la prima città con la bandiera blu che per tutta l’estate, come documentato da diverse denunce giornalistiche, a causa di quella rottura ha sversato sulla costa gli scarichi del depuratore. Scarichi della depurazione delle acque che per legge avrebbero dovuto essere rilasciati al largo e che non erano peraltro correttamente trattati a causa dei malfunzionamenti del depuratore a cui ora si sta mettendo riparo.

Con l’arrivo dell’autunno sembrava finalmente arrivato il momento della sincerità, con l’annuncio da parte di Rivieracqua dell’avvio dell’intervento di manutenzione straordinaria del depuratore per ripristinarne la piena funzionalità e di quello del Comune dell’avvio dell’intervento di riparazione del tubo di rilancio a mare. Per realizzare questi interventi il prezzo da pagare, in forza di una ordinanza del Sindaco, era quello di gestire in ‘emergenza’ ed in deroga alle norme di legge gli scarichi fognari cittadini, non potendo farli transitare nel depuratore per trattarli e rilasciarli al largo attraverso il condotto di rilancio a mare. In sostanza, in ragione di una situazione di emergenza, si è autorizzato lo sversamento in mare della fogna senza alcuna depurazione e attraverso scarichi che, data la condizione della rete fognaria cittadina, sono praticamente tutti sulla costa.

Per ben quattro mesi dall’avvio della fase emergenziale la città ha dovuto assistere all’inqualificabile spettacolo di scarichi maleodoranti in ogni tratto della costa cittadina, con le due ‘perle’ di quello all’interno al bacino del porto turistico e di quello alla foce del torrente Impero, trasformato in una vasca di decantazione di liquami.
Una situazione che ha dell’incredibile, ma che viene ritenuta legittima grazie alla copertura di un’ordinanza che dovrebbe giustificare una condizione temporanea e breve, ma a cui viene forse attribuito il potere di trasformare la fogna in acqua di fonte.

Il problema è che, a fronte di una situazione di oggettiva emergenza, l’approccio della giunta Scajola alla soluzione del problema è rimasto lo stesso del marzo 2021, ovvero tanti annunci e poca sostanza. A quattro mesi dai primi colpi di ruspa sul cantiere della condotta di rilancio a mare l’intervento di riparazione è fermo, nessuno opera su quell’area e la giunta Scajola non è neanche in grado di annunciare (magari con scarsa credibilità) quando l’intervento sarà concluso.

Nel mentre la manutenzione del depuratore dovrebbe essere stata completata ma, in assenza del tubo del rilancio a mare, non è possibile rimettere in funzione l’impianto, operazione che quando si potrà avviare, necessiterà peraltro di tempi tecnici che allontaneranno ulteriormente il ritorno alla normalità. Lo scempio ambientale recentemente documentato alla foce del torrente Impero, come gli altri scarichi a filo di costa, rischiano quindi di ammorbare l’aria, l’ambiente marino e l’immagine della città ancora per molte settimane.

Ma per il Sindaco Scajola tutto questo è normale, forse perché lo ha previsto nella sua ordinanza che, più che un atto amministrativo, sembra essere diventata la formalizzazione del pensiero di un novello ‘Marchese del Cefalo’ (in onore alla specie ittica che ama sguazzare nella melma e apprezza sicuramente l’attuale condizione delle coste cittadine) che ritiene di poter trasformare la realtà e le regole a suo piacimento”.