Imperia: Corte dei Conti su crisi Rt, parla l’ex presidente della Provincia Abbo. “Vicenda complessa. La si tratti con onestà e trasparenza”

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L’ex presidente della Provincia Domenico Abbo interviene in merito alla relazione della Corte dei Conti sulla Riviera Trasporti. Quattro, in totale, le criticità rilevate dall’Organo di controllo. L’inattendibilità dei bilanci, il soccorso finanziario della Provincia a Rt (che secondo l’Organo di controllo la Provincia dovrebbe valutare di interrompere), la proroga  del contratto di servizio con Rt  per il trasporto pubblico locale e il mantenimento della partecipazione, da parte della Provincia, in Riviera Trasporti.

Imperia: rilievi Corte dei Conti su gestione Rt, parla l’ex presidente della Provincia Abbo

“Aderisco volentieri alla richiesta di questo Giornale ad esprimermi, in qualità di Presidente della Provincia della passata legislatura, in relazione alla comunicazione della Corte dei Conti inerente Rt Spa e ringrazio per l’opportunità offerta.

Ritengo in primo luogo sia opportuno fare una importante premessa considerata la delicatezza della vicenda: va ricordato che per quanto concerne l’attività della Corte siamo nella ‘fase istruttoria‘ nella quale ognuno potrà portare le proprie osservazioni e produrre adeguata documentazione come chiaramente richiesto dalla Corte stessa.

  • la Corte non ha definito i bilanci 2019 e 2020, come è stato affrettatamente scritto, inattendibili: parla di ‘opacità’ ed è cosa ben diversa. Nello specifico viene contestato che l’accantonamento a fondo rischi per i crediti iscritti non sarebbe sufficiente stanti forti dubbi di esigibilità su alcune poste. In realtà se si guarda alla massa complessiva dei crediti (compreso quello relativo alla rivalutazione Istat, che la società ha riportato nel bilancio 2020 perché pur perdendo in primo grado la causa ha ritenuto di proporre appello) e al fondo svalutazione crediti complessivamente iscritto, esiste una svalutazione di oltre il 65% di tali importi. Quindi siamo nel campo delle valutazioni e degli accantonamenti che per definizione garantisce, agli amministratori e agli organi di controllo, un certo grado di discrezionalità. Non siamo nel campo dei bilanci irregolari o peggio, che espongono poste fittizie.
    Ma sul tema, quello che sfugge alla Corte, e che sarà senz’altro evidenziato se l’istruttoria porterà all’apertura di un procedimento, è che la contestazione non si può limitare agli anni 2019 e 2020: quei bilanci si trascinano poste, e quindi eventuali responsabilità, da oltre un decennio essendo sorte nella prima decade degli anni 2000. L’orientamento della Provincia in sede di approvazione del bilancio ha seguito la stessa impostazione in tutti quegli anni. E’ quindi fondamentale risalire alla loro origine e alle motivazioni che, in allora, ne hanno permesso l’iscrizione in bilancio onde valutarne la giusta attendibilità.
  • Soccorso finanziario. Sul tema la Corte non rileva alcuna irregolarità. La delibera di assegnazione degli immobili di Colle di Nava, che poteva avere un tale contenuto, si è rivelata irrealizzabile. Perché la Provincia aveva posto, a propria tutela per l’eventuale assegnazione degli immobili, una serie di condizioni che, non essendosi verificate, hanno vanificato il deliberato. Sul punto la Corte si limita ad un avvertimento all’Ente (cioè alla Provincia): ‘allorché eventualmente dovesse trovarsi ad affrontare il tema di un possibile intervento finanziario a favore della società….non possa più ignorare i reali termini economici e patrimoniali…’. La questione peraltro oggi parrebbe superata dalla procedura concordataria richiesta dalla società, procedura che deve seguire il proprio iter sotto il controllo dell’Autorità giudiziaria.
  • Proroga contratto di servizio. Nel 2017 la Provincia si è trovata nella necessità di prorogare la concessione a fronte di un servizio che è pubblico e che non poteva assolutamente essere sospeso. In precedenza erano state deliberate altre proroghe: possibile che la contestazione giunga solo ora? Peraltro la stessa problematica la dovrà affrontare l’attuale Amministrazione Provinciale nel prossimo mese di marzo quando verrà a scadenza la proroga del 2017.
  • Mantenimento della partecipazione. E’ il tema più spinoso e complesso. In Provincia di Imperia esiste ‘l’anomalia’ , unica in tutta la Liguria riguardo il trasporto pubblico, che l’Ente concedente la concessione è anche proprietario (con la maggioranza assoluta, possedendo l’84% delle quote) della società che esercita tale concessione. La Corte rileva che tale partecipazione doveva essere dismessa. Facile a dirsi, ma improponibile nel concreto: chi comprerebbe oggi le quote di RT o chi poteva comprarle nel passato più recente? Oggi il problema da focalizzare è un altro: cosa succede nei rapporti RT/Provincia in caso di default? La Provincia (e il Comune di Sanremo per la sua quota del 14% circa) potrebbe essere chiamata a ripianare. In realtà non è chiaro perché esistono tesi che sostengono questo e altre che sostengono l’esatto contrario. E’ certo invece che un default avrebbe riflessi ingessanti sul bilancio della Provincia che si vedrebbe costretta ad accantonare cifre rilevanti nel proprio bilancio. Cosi come se l’Ente nel tempo avesse rilasciato garanzie a favore della società.

Tutto questo per dire che la vicenda è particolarmente complessa. E’ giusto che se ne parli, ma in maniera onesta e trasparente: al momento è da respingere sia qualsiasi deduzione non suffragata da idonea documentazione sia, a maggior ragione, qualsiasi affrettata conclusione. Solo lo sviluppo della procedura concordataria permetterà di capire il futuro di RT compresa la vicenda del deliberato affidamento ‘in house’ del 20 settembre scorso”.