“No alla Guerra”: in piazza De Amicis imperiesi e ucraini uniti per dire basta. “I nostri parenti sotto le bombe, è orribile. I civili disarmati tentano di fermare i carri armati”/Foto e Video

Cultura e manifestazioni Guerra

Oltre un centinaio di persone hanno preso parte nella serata di oggi alla manifestazione per la pace in Ucraina, promossa dal Partito Democratico di Imperia in piazza De Amicis.

Insieme a tantissime persone comuni di ogni età, c’erano i rappresentanti e le bandiere del Pd, dei Giovani Democratici di  Libera, delle 6000 sardine ponentine, dell’Arci , di Sinistra Italiana, dei Socialisti e ancora di Cgil, Cisl, Uil, Cia, Anpi e Auser.  Tante le bandiere della pace e i disegni realizzati da bambini, che si sono stretti attorno a una folta rappresentanza della comunità ucraina imperiese. 

Le testimonianze di chi ha madri, fratelli e nonni in zona di guerra

Racconta padre Giovanni, un giovane frate ucraino che vive in Italia: “Mia cognata e due mie nipoti hanno raggiunto il confine, mentre i loro parenti e mia mamma sono ancora in zona di pericolo. Sparano sempre. Oggi ho saputo dell’uccisione di un mio compaesano che conoscevo benissimo. Gridiamo pace e vogliamo la pace fisica, perché i militari che conosco hanno la pace spirituale e sono pronti a dare la loro vita per genitori e amici. Abbasseranno subito le armi quando russi e bielorussi usciranno dal nostro Paese. Vogliamo la pace senza la Russia. Loro dicono che sono entrati in casa nostra per salvarci, ma noi non abbiamo bisogno di essere salvati dai russi“.

“I civili fermano i carri armati disarmati”

Anna, giovane ragazza ucraina che ora vive in Italia con la sua famiglia dice: “Ho sentito mia nonna in lacrime e io da qua non posso fare molto. Ringrazio Imperia e quelli che sono venuti qui perché anche così possiamo fare qualcosa. Bombardano e non smettono. I civili fermano i carri armati disarmati e a volte ci riescono pure. Oggi mi hanno detto che è morta una bambina. E’ una cosa orribile“.

“A mia figlia dico di avere fede nel Signore”

Caterina, ucraina sposata con un italiano, vive da anni a Cervo e mostra un disegno della guerra fatto da sua figlia. E dice: “A mia figlia io dico tutte le cose come stanno, ma le dico di avere fede. Lei infatti ha disegnato anche una croce con i raggi che illumina le case bombardate. La fede nel Signore ci rende forti. Noi come popolo non abbiamo mai occupato la terra di altri popoli e per questo ci sentiamo dalla per te della verità. Questa storia che racconta Putin,  che in Ucraina la gente è sottomessa non è vera. Nessun russo, ebreo, rumeno o tartaro è sottomesso. Anzi, ci sono scuole per tutte le minoranze con la lingue di insegnamento per loro. Io sono nata in Crimea e quando è crollata l’Unione Sovietica ero piccola e solo allora mia mamma era riuscita a organizzare una classe per insegnare l’ucraino. Noi non abbiamo mai offeso o maltrattato nessuno. Siamo convinti che dalla nostra parte c’è la verità e che quindi il Signore ci sostiene”.

“Tante fake news. Se volete sapere la verità, chiedetela a chi sta là”

Yevheniya Lysohor, una pianista ucraina che vive a Sanremo, racconta: “Ho un dolore grande. Ho parlato venti minuti fa con mio fratello che abita a Kiev, che non è solo capitale, ma il cuore del popolo slavo. Per noi Kiev è come probabilmente per gli italiani Roma. Mio fratello mi ha detto che oggi sparano come mai negli ultimi giorni e questo proprio mentre si parla di accordi di pace. Come mai? E’ molto difficile mantenere la calma, ma è importante farlo per trasmettere la verità, perché purtroppo ci sono molte fake news. Se volete sapere come stanno le cose, parlate con le persone che stanno là. Un mio caro amico italiano con tre bambini con meno di dieci anni in queste ore sta cercando di fuggire

Una mia amica di famiglia molto benestante mi ha detto che ora il suo migliore amico è un barbone con il quale dorme sul cemento in un parcheggio sotterraneo. Mio fratello per tre giorni non ha potuto uscire da casa nemmeno per comprare da mangiare. Menomale che il nostro popolo, come credo gli italiani, è abituato a fare la scorta. Io penso che è una cosa indispensabile avere carattere, perché altrimenti non sarebbe spiegabile come stiamo resistendo con un ucraino contro dieci russi. Vedendo questo direi che siamo abbastanza forti“. 

La diretta di Imperiapost Tv