Da Odessa a Imperia per scappare dalle bombe: la drammatica storia di Olena, fuggita con la figlia e il gatto. “Abbiamo avuto paura di morire. Aiutate i profughi” / Foto e video

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“Siamo state nascoste in cantina per due giorni per evitare le bombe, poi siamo fuggite”. Con la voce rotta dalla commozione e gli occhi ancora pieni delle immagini di distruzione, Olena Ilachuga, 35enne ucraina, racconta la drammatica fuga dalla sua città, Odessa, insieme alla figlia di 8 anni e il proprio gatto, per mettersi in salvo dai bombardamenti.

Olena ora si trova da alcuni giorni in provincia di Imperia. È al sicuro, ma in Ucraina ha lasciato tutto, la propria casa, i propri affetti (il fratello e gli altri uomini della famiglia sono al fronte) e tutta la propria vita. 

ImperiaPost l’ha incontrata fuori dal Tribunale di Imperia dove questa mattina il presidente e il segretario dell’associazione Nuova Ucraina, Dmytro Mahdych e Valerii Yetokhin, hanno ritirato i documenti necessari per presentare in Questura le richieste asilo per i profughi arrivati sul nostro territorio.

Da Odessa a Imperia per scappare dalle bombe: la drammatica storia di Olena

Cosa è successo in Ucraina?

“Hanno cominciato a bombardare la mattina, ci siamo svegliati sentendo un’esplosione. Si è accesa la sirena ed è stata azionata la difesa aerea che sparava ai missili in arrivo.

Al primo avviso ci siamo nascosti in cantina, abbiamo aspettato un paio di giorni. La situazione non migliorava, ci siamo voluti spostare perchè eravamo vicini ad un aeroporto. C’era una base di confine.

La scuola dei bambini si trova proprio vicino ad una fabbrica aerea. All’ultimo istante abbiamo deciso di partire, non ne potevamo più delle esplosioni e siamo andati via”.

Come avete fatto a scappare e quanti eravate?

“Eravamo due adulti (Olena e sua sorella, ndr), tre bambini, due gatti e due cani. Per arrivare al confine siamo stati 27 ore in coda. Per arrivare in Italia ci abbiamo messo 6 giorni.

Di notte, mentre aspettavamo di attraversare il confine, abbiamo visto dei missili e sentito delle esplosioni. Abbiamo visto dei carri armati venirci incontro. C’erano moltissimi posti di blocco, con delle basi militari in difesa della città.

Il quartiere dove abitavo era molto grande, ma sono scappati praticamente tutti.

Sono qui con mia figlia piccola, ha 8 anni”.

Come vede questa situazione sua figlia così piccola?

“Aveva molta paura, io la consolavo. Arrivata qui in Italia aveva avuto paura degli elicotteri e dei treni che passavano, soprattutto per il rumore.

Al momento è tutto a posto”.

Avete dovuto lasciare parenti?

“Mio fratello è un poliziotto di Kiev, che sta difendendo la città. Il marito di mia sorella è rimasto li, con delle armi”.

Avete avuto paura di non riuscire a scappare?

“Si, certo”.

Cosa sperate ora che siete qua?

“Al momento non lo sappiamo. Siamo stressati e sotto shock. Tutti vogliono tornare a casa.

Noi ucraini non abbiamo bisogno di compassione, ma di aiuto. Ci vengano in contro e ci aiutino ad andare avanti”.

Siete ospiti in qualche famiglia, avete bisogno?

“Al momento stiamo dai Frati di Bordighera, francescani. Don Faustino, Oscar e Yan. Sono stati gentilissimi ad offrire un alloggio per le madri e i bambini a Montenero, che è una sezione di Bordighera.

Ringraziamo anche il sindaco di Ospedaletti che ha offerto aiuti e il sindaco di Sanremo, che ci ha offerto questo centro di raccolta in Piazza Colombo”.

Presidente e il segretario dell’associazione Nuova Ucraina, Dmytro Mahdych e Valerii Yetokhin

Quanti profughi ucraini sono arrivati finora nell’imperiese?

“Al momento sono arrivate 12 famiglie, in questi giorni ne aspettiamo altre 20 o 30. Con i sindaci delle province abbiamo organizzato dei posti per poterli ospitare”.

Cosa dicono queste persone?

“Il problema è una questione di aggressione da parte della Russia. Non è Putin che spara direttamente, ma le persone che lo sostengono e non si rendono conto della gravità della situazione”.

Com’è la situazione in Ucraina?

“La città di Charkiv è distrutta completamente. Stanno sparando e distruggendo ospedali di bambini. Sparano alla croce rossa e a persone che stanno salvando i cittadini”.

Le manifestazioni di solidarietà sono tante, volete dire qualcosa agli imperiesi?

“Noi vogliamo fare appello a tutte le persone che abitano da Ventimiglia a Imperia, per poterci aiutare. Abbiamo organizzato un centro di raccolta beni a Sanremo, in Piazza Colombo.

Ringraziamo tantissimo gli italiani che ci stanno offrendo aiuto e stanno aiutando la nostra popolazione in questo difficile momento.

Stiamo richiedendo soprattutto cibo in scatola e medicine. Di vestiti al momento non ne abbiamo bisogno. C’è bisogno di cibi a lunga conservazione e medicine”.

C’è bisogno di posti letto per sistemare queste persone?

“Avremmo bisogno di aiuto da persone che potrebbero ospitare alcune famiglie in casa propria. Al momento abbiamo avuto aiuti dai vari sindaci, ma non basta”.