Imperia: Ucraina, sfrattata la “boutique solidale” di via Argine Destro. L’appello dei volontari. “Cerchiamo un altro locale, aiutateci”/Foto e Video

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Dovrà chiudere la “boutique solidale” inaugurata solo venerdì scorso, in via Argine Destro, dal comitato di accoglienza, per aiutare i profughi ucraini. Il titolare del magazzino, Roberto Santelli, infatti, ha ricevuto una comunicazione, dall’amministratore di condominio, con la quale è stato invitato a cessare l’attività e a ripristinare immediatamente lo stato dei luoghi. 

Una doccia fredda per il comitato fondato dall‘attivista Matteo Lodi che si è messo subito alla ricerca di un nuovo locale dove raccogliere gli aiuti umanitari per i profughi ucraini, lanciando anche un appello tramite i mezzi di informazione.

Imperia: sfrattato magazzino “solidale” per il popolo ucraino

Roberto Santelli e Carolina Retta

Mi è arrivata una comunicazione da parte dell’amministratore, dicendo di cessare l’attività. La nostra non è una attività, noi abbiamo cercato di dare il nostro impegno e solidarietà per un aiuto umanitario che necessita in questo momento.

Purtroppo ho provato a convincerli in qualche maniera nel cercare di prolungare questa presenza, ma non c’è stata nessuna risposta positiva. Oggi dobbiamo definitivamente chiudere.

Ora stiamo cercando disperatamente un altro luogo.

L’appello che noi facciamo in questo momento è quello per trovare un altro luogo idoneo. Un appello anche al Sindaco che ho visto in prima linea, in piazza dietro al Comune, sperando che ci possa dare una mano. Ho visto questa sua solidarietà nei confronti di questa popolazione”.

Queste cose dove finiranno? Adesso stiamo cercando un appoggio, un aiuto, con la Caratis o a qualsiasi altro ente che ci possa dare un supporto in questo momento”.

Matteo Lodi

È arrivata una raccomandata dal proprietario, che gentilissimamente e con cuore enorme ci ha messo a disposizione il magazzino, nel quale dice che dobbiamo andare via perchè non è a norma.

Subito siamo intervenuti con il sindaco di Imperia, con Carli, Arimondo e anche con la chiesa, con persone che hanno forte possibilità in città, per avere un altro posto.

Non è solo un magazzino , ma un luogo di ritrovo, socializzazione, di accoglienza della cultura ucraina. Un modo per farli sentire a casa, far giocare i loro bambini.

C’è bisogno di qualche immobile dismesso. Abbiamo bisogno anche di un negozio, un luogo visibile in città, dove la cultura ucraina non venga emarginata o lasciata da parte, ma si sentano comunità tra di loro.

Faremo anche degli incontri sulla spiaggia, abbiamo pensato alla Spiaggia d’Oro a Borgo Marina. Per avere un bell’incontro in spiaggia per queste donne con i loro bambini che giocano e si sentono bene. Invitiamo ovviamente anche gli imperiesi.

Il mio telefono è 335-6262838. Per chi ha case vuote, disponibili, case che vuole dare a persone totalmente affidabili ed etiche con la garanzia totale che saranno riconsegnate meglio di prima. Le donne ucraine puliscono, tengono tutto pulito e in ordine.

Oltre a case o stanze libere per l’accoglienza, servirà anche uno spazio di socialità, il magazzino per oggetti e vestiti, ma anche magari in centro un negozio, uno spazio con vetrine, uno spazio di comunicazione più aperto.

Il magazzino può andare per gli oggetti, ma le persone bisogna convocarle in uno spazio sociale.

Tutta questa esperienza di emergenza può essere molto utile alla società imperiese e italiana. Possiamo imparare un modo diverso per stare assieme, una vera integrazione. Senza passare in mezzo agli interessi economici , alla burocrazia.

Abbiamo bisogno di lavorare bene da persona a persona, da essere umano a essere umano”.