Crollo ponte Morandi: in 59 rinviati a giudizio, al via processo a luglio. Accolto patteggiamento per Aspi e Spea

Cronaca

Rinviati a giudizio tutti i 59 indagati per il drammatico crollo del Ponte Morandi a Genova che, il 14 agosto 2018, causò la morte di 43 persone. Tra questi anche l’ex AD di Aspi Giovanni Castellucci.

Accolte le richieste di patteggiamento delle due società Aspi e Spea.

Crollo ponte Morandi: in 59 rinviati a giudizio

Oggi il GUP Paola Faccioni ha accolto la richieste dei pubblici ministeri Massimo Terrile e Walter Cotugno, rinviando a giudizio i 59 imputati fissando la prima udienza il prossimo 7 luglio 2022.

Nel dettaglio, secondo gli inquirenti, il Ponte Morandi crollò per le mancate manutenzioni. Le accuse, a vario titolo, sono di omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, disastro colposo, attentato alla sicurezza dei trasporti, crollo doloso, rimozione dolosa di dispositivi di sicurezza, falso, omissione d’atti d’ufficio.

Gli imputati sono gli ex vertici di Aspi e Spea (società incaricata delle manutenzioni), i dirigenti del ministero delle Infrastrutture e del Provveditorato che non controllarono lo stato delle opere.

Il GUP ha deciso di mantenere sotto sequestro i reperti del ponte Morandi, non accogliendo la richiesta dei magistrati presentata con la finalità di permettere al Comune di Genova di terminare i lavori del parco della memoria, progettato dall’architetto Stefano Boeri per ricordare le vittime della tragedia.