Morte Martina Rossi: mentirono per depistare le indagini, Basetti e D’Antonio faranno 280 ore di volontariato

Attualità Imperia

Federico Basetti ed Enrico D’Antonio, i due giovani aretini accusati di falsa testimonianza nell’ambito  dell’inchiesta sulla morte di Martina Rossi, la studentessa imperiese che il 3 agosto 2011 a Palma di Maiorca perse la vita precipitando dal balcone dell’Hotel Sant’Ana ,dov’era in vacanza con le amiche, faranno 280 ore di volontariato. 

Per la morte di Martina Rossi, lo ricordiamo, sono stati condannati in via definitiva, a tre anni di carcere, Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi. La giovane studentessa morì nel tentativo di sfuggire a un tentativo di stupro perpetrato ai suoi danni dai due giovani imputati.

Morte Martina Rossi: falsa testimonianza, messa alla prova per i due giovani imputati

Basetti e D’Antonio, come avevano annunciato nell’udienza dello scorso 10 dicembre, hanno scritto una lettera ai genitori di Martina Rossi, Bruno e Franca, attraverso la quale hanno chiesto scusa e preso le distanze da Albertoni e Vanneschi, offendo anche 1.500 euro a testa da devolvere a una associazione contro la violenza sulle donne.

Il Giudice Paolo Lepri ha accolto la richiesta di messa alla prova dei legali dei due imputati. Al termine delle 280 ore di volontariato il reato si estinguerà.

Secondo l’accusa, lo ricordiamo, avevano depistato le indagini sulla morte di Martina Rossi, raccontato bugie nel tentativo di proteggere i due amici, Albertoni e Vanneschi, con i quali condivisero la tragica vacanza alle Isole Baleari.