Imperia, il geologo e ricercatore Mario Tozzi all’Auditorium boccia la Liguria: “Territorio irrecuperabile. Si può cercare di non peggiorare”/Foto e Video

Attualità Imperia

Il geologo Mario Tozzi, primo ricercatore del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e noto divulgatore scientifico, è stato ospite ieri sera all’Auditorium della Camera di commercio di Imperia, per l’incontro dedicato al “Paesaggio resiliente”.

Iniziativa della Provincia nell’ambito di progetti transfrontalieri per la difesa del territorio

L’iniziativa è stata organizzata dalla Provincia di Imperia, nell’ambito dei progetti transfrontalieri Alcotra Pays Ecogetiques e Pays-Sages, che comprendono Riviera dei Fiori e Costa Azzurra. L’incontro è stato introdotto dalla consulente della Provincia Monica Previati e condotto dal giornalista Franco Borgogno.

Tozzi: “Rapporto con il territorio irrecuperabile. Ci vorrebbe la dinamite. Evitare che le cose peggiorino”

Mario Tozzi ha condannato senza mezzi termini la situazione in cui versa il territorio ligure. Spiega Tozzi: Resilienza è un termine molto abusato. La resilienza è una proprietà fisica di molti materiali di recuperare le condizioni iniziali dopo che sono stati deformati. Per esempio, una molla ritorna al suo stato iniziale. Poi si è usato per le persone e per le popolazioni e infine si usa adesso addirittura per i paesaggi e per l’ambiente. Fondamentalmente è quasi dire resistente, però tenendo presente che si tratta di una resistenza attiva, che deve essere guidata e attrezzata, altrimenti, soprattutto se si parla di elementi ambientali, questa non riesce”.

In questo territorio interessato da rischio sismico e dissesto idrogeologico, forse bisogna ascoltare di più i geologi?

“Per quello che riguarda il dissesto senz’altro, ma le radici della Liguria dissestata sono troppo antiche nel tempo e non sono recuperabili. Qui si è costruito dove non si doveva. Si sono fatte operazioni che in altri posti del mondo sarebbero state vietate e i sindaci appesi per i piedi e invece li hanno accolti come degli eroi, perché hanno dato case ai milanesi, ai torinesi, a coloro che vengono qua in Riviera per passare le vacanze, mentre i residenti si sono compressi in condizioni più difficile e tutti i fiumi sono stati tombati o ci si è costruito sopra. Francamente maltrattare un territorio, in teoria così straordinario come quello ligure, in questa maniera era difficile pure da immaginare. E’ stata un’operazione che già Calvino chiamava ‘Rapallizzazione’ ed era significativo pensare che quello che succedeva era che sostanzialmente un territorio straordinario veniva trasformato in una colata di asfalto e cemento. Questa è la Liguria da un certo punto di vista e paga ovviamente il prezzo dal punto di vista del rischio idrogeologico”.

Siamo senza speranza? 

Si! Quale speranza dobbiamo avere? Qui nessuno si prende la responsabilità di operare davvero in un senso molto noto e conosciuto, perché gli scienziati lo indicano, della rinaturalizzazione, perché dovresti sgombrare tutti quanti gli alvei fluviali e invece si fanno leggi regionali per costruire ancora di più dentro i fiumi. Francamente cose peggio di queste non se ne sono viste in Italia, o meglio, si sono viste in alcuni posti, ma in Liguria particolarmente.  Ciò nonostante la Liguria mantiene un paesaggio straordinario, ma quando hai costruito in questo modo qui, l’unica cosa che ci vorrebbe è la palla di ferro. Ci vorrebbe la dinamite, ma sfido chiunque a minarsi casa, perché molti dovrebbero farlo con la propria. Sostanzialmente è un rapporto irrecuperabile, però altra cosa è evitare che le cose peggiorino. Quello, naturalmente, si può fare”.

Monica Previati: “Territorio bellissimo e fragile da lasciare alle future generazioni meglio di come l’abbiamo trovato”

Sottolinea Monica Previati: “Questo è un territorio complesso, bellissimo e fragile allo stesso tempo e probabilmente proprio per questo Alcotra ha voluto coinvolgere la provincia di Imperia in due progetti fondamentali. Uno si chiama Pays Ecogetiques e ha visto tutta una fase di efficientamento dell’Istituto Galilei di Imperi e il progetto Resilyent, che ha visto la rinascita dei cantonieri di comunità. Il tutto legato dalla comunicazione, perché le persone devono essere informate e formate su ciò che si può fare per preservare il nostro territorio e lasciarlo alle future generazioni meglio di come lo abbiamo trovato”.

Aggiunge Franco Borgogno: E’ importante essere consapevoli. In questi anni stiamo prendendo consapevolezza di molti elementi che hanno creato problemi al nostro presente e potrebbero crearne al nostro futuro. Prendere consapevolezza di tutto questo è il primo passo necessario per cercare di risolvere i problemi che abbiamo. Pensare al paesaggio e non farlo nascere casualmente è uno di questi elementi, per avere uno sviluppo che sia davvero tale e possa continuare a portare veramente benessere alle persone e a mantenere sicurezza nel corso della loro vita”.